Caravaggio: biografia del pittore delle ombre

Caravaggio è stato un rinomato pittore del XVI secolo che dipingeva sfruttando i contrasti tra luci e ombre. Tuttavia, la sua vita, come le sue opere, era afflitta da luci e ombre... E voi, sapete cosa lo ha reso così speciale? Perché è stato così controverso?
Caravaggio: biografia del pittore delle ombre

Ultimo aggiornamento: 01 marzo, 2021

Caravaggio divenne un pittore estremamente popolare durante il periodo del Barocco. Mise a punto un’innovativa variante del chiaroscuro: il tenebrismo.

Il tenebrismo era caratterizzato dall’uso di contrasti estremi tra luci e ombre, allo scopo di mettere in risalto i dettagli del gesto o dell’espressione facciale: un braccio aperto, uno sguardo disperato o un desiderio. La sua influenza sullo sviluppo dell’arte occidentale è stata incommensurabile e non si è limitata esclusivamente al campo della pittura.

Senza dubbio, l’opera di Caravaggio influenzò diversi artisti che lo succedettero, da Rembrandt in Olanda a Diego Velázquez in Spagna, passando per Théodore Géricault in Francia.

Il suo senso drammatico della rappresentazione e l’innovativo chiaroscuro hanno ispirato anche molte figure di spicco del cinema, come Pier Paolo Pasolini e Martin Scorsese.

Infanzia e primi anni di Caravaggio

Il nome di battesimo di Caravaggio –colui che sarebbe diventato uno dei pittori italiani più conosciuti- era Michelangelo Merisi, nato il 29 settembre del 1571, nei pressi di Milano. Sembrerebbe essere nato nella piccola città di Caravaggio, nella diocesi di Cremona, della quale, in un secondo momento, avrebbe preso il nome.

Erano tempi violenti e, in alcuni casi, instabili. Durante i suoi primi anni di vita, l’artista visse tra la sua città natale, Caravaggio, e la popolosa città di Milano, dove il padre aveva un laboratorio.

La vocazione di San Matteo.
La vocazione di San Matteo

La famiglia dell’artista aveva contatti con la nobiltà locale da parte della madre di Caravaggio. Suo nonno materno era esattore di imposte sulla terra per conto di Francesco Sforza I.

La zia materna di Caravaggio era bambinaia dei due figli di Francesco Sforza I e Costanza Colonna. Sforza e Colonna erano tra le dinastie più potenti e influenti d’Italia.

Il loro rapporto con Caravaggio sarebbe poi stato di vitale importanza nella sua vita da adulto. Costanza Colonna sarebbe stata un rifugio e un sostegno costante durante i suoi anni più difficili.

Nell’estate del 1576, quando il futuro artista aveva appena 5 anni, Milano venne colpita da un focolaio di peste bubbonica. Il padre di Caravaggio morì a causa della peste.

Quando aveva 13 anni, nel 1584, morì anche la madre. A quanto sembra, dopo la morte della madre, il giovane Caravaggio divenne apprendista del pittore Simone Peterzano.

Non sono ancora chiare le esatte circostanze che lo portarono ad abbandonare Milano. Tuttavia, le note a margine di una delle sue biografie suggeriscono il suo coinvolgimento in un episodio di violenza che sfociò nell’omicidio di un poliziotto.

A quanto sembra l’artista iniziò la sua carriera così come l’avrebbe terminata: come un uomo con problemi di legge.

Inizi della carriera di Caravaggio

Alla fine degli anni ’80 del Cinquecento Caravaggio si recò a Roma, città in cui avrebbe collaborato con diversi pittori. Diede impulso al realismo, in contrapposizione al Manierismo dominante dell’epoca.

Nel decennio del 1590 l’artista realizzò diversi dipinti sulla vita quotidiana. Queste tele non erano in sintonia con le tematiche spirituali all’epoca.

Tra i suoi dipinti del periodo ritroviamo Buena ventura, I giocatori di carte, Fanciullo con canestro di frutta, Bacchino malato e Concerto di Giovani.

Infine, decise di lavorare da libero professionista. Dipinse molte tele e trovò acquirenti per queste opere d’arte.

Un commerciante che aveva acquistato i suoi dipinti, li presentò poi al cardinale Francesco del Monte, che le amò al punto da offrire un alloggio a Caravaggio e da assicurargli uno stipendio.

Uno dei momenti salienti della sua carriera risale a quando venne scelto per decorare la Cappella Contarelli, nel 1597. I dipinti che realizzò per questa cappella divennero oggetto di controversie, anche se, al tempo stesso, gli servirono per acquisire una certa fama.

Con le sue rappresentazioni bibliche erano ricche di volti di prostitute, mendicanti e ladri che aveva trovato per strada a Roma, provocò un caos profondo tra il pubblico e le autorità ecclesiastiche. I suoi ritratti realisti di San Matteo vennero considerati una deviazione del tema spirituale e religioso.

Vita privata e la Resurrezione

Nel corso della sua esistenza venne arrestato in diverse occasioni. Grazie alle informazioni riportate in diversi scritti, ci è dato sapere che Caravaggio non si sposò mai e non figli.

L’assenza di amori documentati, di personaggi femminili erotici nella sua opera e l’abbondanza di ritratti sensuali di giovani uomini ha acceso in più occasioni un dibattito sul suo orientamento sessuale. Gli esperti hanno dato della sua opera un’infinità di letture omoerotiche.

Questo pittore è noto per la sua genialità tempestosa e, a quanto sembra, per la sua promiscuità e per essere stato un personaggio litigioso. Infine, nel 1606, dopo essersi battuto a duello, venne accusato di aver assassinato un procuratore romano chiamato Ranuccio Tomassoni.

Mediante condanna in contumacia, Caravaggio venne condannato alla pena di morte. Poco dopo, per fuggire alla pena, scappò da Roma e viaggio in lungo e in largo l’Italia.

A seguito di un conflitto con un frate dell’Ordine di San Giovanni, nel 1608, Caravaggio venne arrestato. Il luogo in cui scontò l’isolamento era una cella scavata nella roccia di Castel Sant’Angelo, da dove si pensava fosse impossibile scappare. Tuttavia, con l’aiuto di un complice, Caravaggio scappò, sfuggendo alla guardia del castello, scalando le mura e gettandosi da un precipizio di 61 metri, per finire su una barca che lo aspettava.

L'incredulità di San Tommaso.

La speranza di un indulto: una morte certa

Nel 1610 decise di tornare a Roma nella speranza di poter finalmente negoziare un indulto. Scipione Borghese, nipote del papa, era capo del sistema di giustizia papale ed era un appassionato collezionista delle opere di Caravaggio. L’artista viaggio per mare, trasportando diversi dipinti che sperava di offrire a Borghese per barattare la sua richiesta.

Per motivi rimasti oscuri, Caravaggio venne arrestato e incarcerato a Porto Palo. A poche ore di distanza, l’artista uscì dal carcere e si diresse a Porto Ercole, ultima tappa del viaggio in barca, per recuperare i suoi preziosi dipinti. Ma lo sforzo, il caldo dell’estate e le sue condizioni di salute, sfortunatamente giocarono a suo sfavore.

Giunse sì a Porto Ercole, ma morì poco dopo l’arrivo (probabilmente il 18 o il 19 luglio), all’età di 38 anni. Venne seppellito in una tomba senza nome ne epitaffio.

Nonostante dopo la morte Caravaggio sia stato rifiutato dai posteri, con il passare del tempo venne riconosciuto come uno dei padri fondatori della pittura moderna. Il suo lavoro ebbe grande influenza sui maestri successivi. Nel 2010, a Roma, una mostra commemorativa dei 400 anni dalla sua morte ha attirato oltre 580000 visitatori.

Eredità di Caravaggio

Le rappresentazioni religiose di Caravaggio erano innovative. In effetti, i personaggi biblici che dipingeva non erano rappresentati in modo idealizzato: presentavano i segni del tempo e della povertà, oltre a indossare indumenti secondo la moda del tempo.

Questo fu utile per umanizzare il divino, rendendolo più accessibile allo spettatore medio. Ecco perché il lavoro di Caravaggio rappresentò un tipo di populismo spirituale.

I piedi nudi e sporchi delle figure di Caravaggio fondevano le opere dell’artista agli insegnamenti ecclesiastici, che mettevano in risalto la povertà di Cristo. Nonostante questo allineamento con il dogma dell’epoca, queste rappresentazioni attrassero le critiche più dure.

Anche se la tecnica del chiaroscuro non è stata ideata da Caravaggio, egli fu il primo artista a incorporare questa tecnica nei suoi dipinti in quanto elemento stilistico dominante, scurendo le ombre e sfruttando i raggi di luce chiaramente definiti per mettere in risalto la narrativa dell’immagine.

Questo stile si fece sempre più frequente nei suoi lavori successivi e divenne segno delle sue opere più mature.

Il retaggio artistico di Caravaggio è inestimabile, il modo in cui padroneggiava il chiaroscuro è stato oggetto di studio, di imitazione, di plausi da tutte le parti del mondo.

La sua figura, oltretutto, è una delle più controverse dell’epoca. Tutto in lui è stato oggetto di polemiche: da uno stile pittorico che all’epoca non passava inosservato, fino al suo orientamento sessuale, senza dimenticare i suoi problemi con la legge. La sua vita, come la sua opera, è una successione di chiaroscuri.

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  • Venturi, L., & Fabricant, L. (1960). Cuatro pasos hacia el arte moderno: Giorgione, Caravaggio, Manet, Cézanne. Nueva Visión.