Carlos Castaneda e il suo interessante percorso spirituale

Carlos Castaneda era un uomo singolare. Saggio per alcuni, imbroglione per altri. Questo articolo racconta brevemente la sua storia.
Carlos Castaneda e il suo interessante percorso spirituale
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 08 marzo, 2023

Carlos Castaneda era un uomo difficile da classificare. Molti lo reputavano un saggio, all’avanguardia e dotato di un’impressionante lucidità. Per altri, era un ciarlatano che speculava su antiche credenze e che divenne milionario vendendo libri che non dicevano nulla.

Il suo vero nome era Carlos César Salvador Arana Castañeda, nato a Cajamarca, Perù, il 25 dicembre 1925. Nonostante si dichiarasse brasiliano, esistono copie del suo certificato di nascita rilasciato nel paese Inca. Era figlio di un gioielliere e una casalinga.

Studiò dapprima nella sua città natale e poi concluse le scuole superiori a Lima. In seguito, frequentò l’Accademia di Belle Arti e si trasferì negli Stati Uniti dopo la morte della madre.

“Contempla ogni percorso da vicino, quindi chiediti: il mio cuore mi guida lungo questo percorso? Se lo fa, allora il percorso è giusto. Altrimenti, è inutile.”

-Carlos Castaneda-

Nella città di San Francisco seguì alcuni corsi di scrittura creativa e giornalismo, laureandosi in Arti Plastiche presso la UCLA e ottenendo successivamente un dottorato in antropologia. I dati sulla sua vita sono vaghi e imprecisi dal momento che lui stesso si impegnò a cancellare le proprie tracce una volta intrapreso il suo percorso di trasformazione spirituale.

Sappiamo che quando divenne cittadino degli Stati Uniti adottò solo il cognome materno e che la lettera “ñ” fu sostituita da una “n”. Da allora il suo nome ufficiale diventò Carlos Castaneda.

Aspetti della vita di Carlos Castaneda

La vita di Carlos Castaneda non fu per niente facile negli Stati Uniti. Lavorò vendendo hamburger per strada, come tassista e persino come parrucchiere. Dal 1960 in poi, prima di laurearsi in antropologia, sembra entrò in contatto con don Juan Matus, uno sciamano della comunità Yaqui, nel deserto di Sonora in Messico. Mantenne questo legame fino al 1973.

Foto di Carlos Castaneda da giovane.

Sempre nel 1960 Castaneda sposò Margaret Runyan, ma pochi mesi dopo la lasciò per una donna più giovane, Mary Joan Barker. In seguito ammise di avere una figlia di nome Marilyn Castañeda, che non riconobbe mai. Riconobbe invece altri figli anche se non erano biologici, omettendo dalle sue ultime volontà l’unica figlia naturale.

Durante gli ultimi anni della sua vita, Carlos Castaneda ebbe diverse donne. Secondo Amy Wallace, figlia dello scrittore Irving Wallace, tre di loro facevano parte del suo circolo più intimo. Tutte erano sue amanti e pare che fecero un patto di suicidio collettivo dopo la morte di Castaneda.

La trasformazione spirituale

Carlos Castaneda divenne famoso in tutto il mondo grazie alla pubblicazione del suo libro A scuola dallo stregone, una via Yaqui alla Conoscenza. La prima edizione conteneva una prefazione scritta da Octavio Paz.

Il testo raccoglie le conversazioni di Castaneda con don Juan Matus, con il quale presumibilmente iniziò un percorso per diventare uno sciamano nagual tolteca. Secondo Castaneda, don Juan era l’ultimo sopravvissuto di una lunga dinastia di stregoni.

Nei suoi libri, cita la saggezza di Yaqui, la tradizione tolteca e persino alcuni principi delle arti marziali. Dal punto di vista antropologico, il suo lavoro non è verificabile e, pertanto, manca di validità.

Uno degli aspetti che hanno attirato maggiormente l’attenzione degli studiosi sul suo lavoro è la descrizione degli stati di coscienza alterati, indotti dagli allucinogeni. Apparentemente, don Juan iniziò Castaneda all’uso delle droghe, tra cui il peyote, colloquialmente chiamato “mezcalito”.

Castaneda non presentò mai dei diari su queste esperienze, motivo per cui molti pensano che don Juan non sia mai esistito e che le opere di questo autore siano solo frutto di finzione.

Campo di cactus e deserto.


Una storia piena di lacune

Carlos Castaneda non si lasciava intervistare né fotografare. Dopo diverse pubblicazioni sulle stesse linee della prima, intorno al 1993 annunciò che avrebbe svelato i “passaggi magici”. Poi, fondò la Cleargreen Foundation per diffondere il suo nuovo approccio e successivamente fece diverse apparizioni in pubblico.

Il lavoro di Carlos Castaneda ha suscitato scalpore sin dall’inizio. Aveva seguaci in tutto il mondo, fedeli appassionati del suo lavoro, tra cui John Lennon, Depak Chopra e Federico Fellini. Al tempo stesso, il suo lavoro è stato visto con grande sospetto nei circoli scientifici. Perfino l’FBI indagò su di lui, perché sospettava che fosse il capo di una setta pericolosa.

A livello cronologico, la sua opera è piena di contraddizioni. Ci sono anche dei dati sulla cultura Yaqui che non coincidono con quelli raccolti dagli studiosi della materia. Nonostante i forti dubbi sul suo lavoro, ha ancora migliaia di seguaci in tutto il mondo.

Carlos Castaneda è morto a Los Angeles nel 1998 per un tumore al fegato. Il fuoco interiore che aveva predetto che lo avrebbe consumato dall’interno verso l’esterno e che lo avrebbe portato, avvolto in una luce, in un’altra dimensione non si verificò mai.


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