Saggezza ancestrale: donne sciamane nel cinema

· 12 ottobre 2018

La saggezza e lo sciamanesimo sono profondamente collegati. Gli sciamani sono in connessione con la natura e con lo spirito di tutti gli elementi e tramandano la loro saggezza ancestrale di generazione in generazione. Quella dello sciamano è una posizione di grande prestigio nelle comunità aborigene: uno sciamano lavora con lo spirito, sa come agisce e come si muove, per questo è in grado di curare le malattie dell’anima.

Da un punto di vista storico, uno sciamano è connesso con la natura e i suoi movimenti, è esperto di fitoterapia e di medicina naturale ed è disposto a condividere le sue conoscenze. Si affida in gran misura alla saggezza ancestrale.

Gli sciamani possono sembrare personaggi misteriosi, soprattutto per via della connessione con la natura, che raggiungono attraverso la meditazione costante, ma anche con l’amore per tutti gli esseri viventi.

Gli sciamani ereditano le loro conoscenze. Cosa significa? Che la saggezza viene acquisita dagli antenati. Per molte generazioni, quindi, l’umanità ha condiviso il suo sapere e la sua saggezza con figli e nipoti.

Gli sciamani di oggi conoscono molte più cose rispetto a un secolo fa, questo perché lo scibile umano è infinito e le conoscenze si affinano sempre di più. Lo sciamano, infine, è disposto a condividere il suo sapere per rendere il mondo un posto migliore.

Aborigena con la figlia

Gli sciamani nel cinema

In genere non vengono chiamati sciamani, ma il cinema è pieno di personaggi che interpretano questo ruolo. Di solito, si tratta di persone anziane molto sagge e piuttosto eccentriche. I personaggi più giovani, però, non sempre prendono sul serio i loro insegnamenti e spesso si ritrovano a dover affrontare situazioni complicate che avrebbero potuto evitare se li avessero ascoltati.

Nella realtà, lo sciamanesimo è una pratica esclusiva del genere maschile, ma questa differenziazione non è percepita nel mondo del cinema. In diversi film e cartoni animati, infatti, spesso è un personaggio femminile a impersonare il ruolo dello sciamano. A seguire vi parleremo di alcuni esempi di donne sciamane nel cinema.

La saggezza ancestrale nel cinema

Nonna Tala, lo spirito dell’oceano

Il film d’animazione Oceania, diretto da Ron Clements e John Musker, è stato distribuito nel 2016. Racconta la storia della giovane Vaiana, figlia del capo dell’isola polinesiana di Motunui. Quando le risorse sull’isola iniziano a scarseggiare, Vaiana deve intraprendere un viaggio attraverso l’oceano alla ricerca di Maui, dio del vento, per ritrovare il cuore di Te Fiti, l’isola madre.

Vaiana è sempre stata attratta dall’oceano, ma non sa spiegarsi il motivo. Solo l’anziana Tala, l’eccentrica nonna, conosce la risposta. Tala è l’unica donna sull’isola a ricordare le origini della sua gente. Molti anni prima, infatti, il popolo di Motunui si dedicava alla navigazione e all’esplorazione, ora non più.

Inoltre, Nonna Tala è l’unica a sapere come risolvere i problemi dell’isola, conosce molte leggende e sa guidare Vaiana verso il suo destino.

Tanana, la primavera in inverno

Koda, fratello orso è un film d’animazione scritto da Tab Murphy e diretto da Aaron Blaise e Robert Walker. Distribuito nel 2003, narra la storia del giovane Kenai, un bambino che vuole disperatamente diventare adulto.

Secondo le tradizioni della sua tribù, al compimento della maggiore età, Kenai ottiene dall’anziana del villaggio, Tanana, un totem che raffigura il suo spirito guida, l’orso dell’amore.

Dopo averne ucciso ingiustamente uno, gli spiriti ancestrali trasformano Kenai in un orso. Il ragazzo è molto confuso. Presto, però, riceve l’aiuto dell’anziana Tanana.

Tanana lo invita a raggiungere una montagna sacra per spezzare l’incantesimo. Inoltre, gli spiega che è stato Sitka, suo fratello maggiore, a dargli il totem a forma di orso. Se non avesse ricevuto le indicazioni di Tanana, il giovane Kenai non avrebbe potuto compiere il suo destino.

Mama Odie, la regina della palude

Mama Odie

La principessa e il ranocchio è un film d’animazione del 2009. I registi sono gli stessi del film Oceania, Ron Clements e John Musker. È la storia di Tiana, una ragazza che sogna di aprire un ristorante tutto suo.

Durante una festa, Tiana bacia un ranocchio che risulta essere un principe a cui è stato fatto un incantesimo. Il maleficio, però, si ritorce contro di lei e Tiana si trasforma in una rana. Insieme al principe Naveen, cercherà di spezzare l’incantesimo.

Nel corso del loro viaggio, Naveen e Tiana incontrano l’alligatore Louis, un trombettista che sogna di far parte di un’orchestra. Louis rivela loro che l’unica persona in grado di spezzare l’incantesimo è Mama Odie.

Niente male per una cieca di 197 anni!

Mama Odie, La principessa e il ranocchio

Mama Odie è una sacerdotessa vudù che vive nel Bayou, cioè la palude che circonda la città di New Orleans. Stando a quello che si dice a New Orleans, Mama Odie è molto potente.

Un po’ matta e decisamente eccentrica, Mama Odie è un personaggio molto saggio. Invita Tiana e Naveen a trovare da soli una soluzione per risolvere il loro problema, perché non ama risolvere tutto con la magia. Solo così Tiana e Naveen imparano a conoscersi e si innamorano.

La saggezza legata all’età

I tre esempi di saggezza ancestrale riportati mostrano che le donne sciamane sono sempre disposte a condividere la loro saggezza. Vogliono che gli altri siano felici e raggiungano i loro obiettivi. Intervengono in prima persona nel corso della vita degli eroi o delle eroine di questi film.

Le anziane sagge alimentano la loro intelligenza con una grande quantità di esperienze che hanno accumulato durante la loro vita. Buona parte del loro sapere deriva da una cultura intrisa di elementi magici, ma è l’età a donare loro la saggezza.

Le esperienze di vita formano gli individui.

Non c’è bisogno di appartenere a una comunità aborigena per entrare in contatto con la saggezza ancestrale degli sciamani. Se facciamo attenzione, attorno a noi ci sono molte persone sagge disposte a consigliarci e a guidarci. Basta saperle ascoltare.