Chavela Vargas, icona della musica

La voce e le canzoni di Chavela Vargas sono uniche nel suo genere. È diventata famosa in tutto il mondo con la sua interpretazione di "Piensa en mí" per il film "Tacchi a spillo" di Pedro Almodóvar, ma a quel punto aveva già una traiettoria musicale e una storia tormentata alle spalle.
Chavela Vargas, icona della musica

Ultimo aggiornamento: 10 giugno, 2021

Chavela Vargas è stata una grande icona della musica messicana. Una figura che ha attraversato la vita suscitando l’ammirazione di alcuni e la sorpresa di altri. La sua voce e il sentimento che esprimeva in ogni sua esibizione sono una preziosa eredità per la storia della musica.

Uno degli aspetti più curiosi della vita di Chavela Vargas, icona messicana, è che non si chiamava Chavela e non era nata in Messico. Il suo vero nome era María Isabel Anita Carmen de Jesús Vargas Lizano ed era nata a San Joaquín de Flores, paesino nella provincia di Heredia, in Costa Rica.

“Quando sei vero, ti imponi.”

-Chavela Vargas-

Iniziò la sua carriera musicale relativamente tardi, all’età di 30 anni. Fin dall’inizio incantò tutti con la sua voce roca, simile a quella di un’ubriacona. Si esibiva accompagnata solo da una chitarra acustica.

Chavela Vargas: un’ infanzia difficile

Chavela Vargas nacque il 17 aprile 1919 in Costa Rica. Crebbe in seno a una famiglia molto religiosa e piena di pregiudizi. Non era come le altre ragazze: c’era qualcosa di strano nel suo aspetto ed era per questo che i genitori si vergognavano di lei. Quando arrivava un ospito, le chiedevano di nascondersi. Questo rifiuto la faceva sentire molto triste.

All’età di 8 anni iniziò a cantare e non avrebbe più smesso di farlo. Chavela non giocava con le bambole ed era una bambina riservata e sola. I suoi genitori divorziarono quando era ancora molto giovane. Nessuno dei due voleva prendersi cura di questa strana ragazza che cantava con l’anima. Per questo motivo, andò a vivere con gli zii e poco tempo dopo si ammalò di poliomielite.

A 17 anni, stanca di non essere amata, partì per il Messico per iniziare una nuova vita. Qui iniziò a cantare nei locali notturni, con i tacchi e perfettamente truccata. Più tardi avrebbe detto che si sentiva “come un travestito”.

Decise di portare i capelli molto corti e di indossare i pantaloni, che all’epoca non erano così comuni tra le donne, e un poncho durante le sue esibizioni. Alla cintura, una pistola che non lasciava dubbi sul messaggio che voleva trasmettere al pubblico.

Chavela Vargas, un’icona della musica messicana

José Alfredo Jiménez, grande compositore e interprete messicano, era affascinato dalla sua presenza scenica. Divennero amici e “compagni di feste”. Chavela Vargas andava spesso in tournée con lui; fu in questo periodo che cominciò la sua dipendenza dall’alcol. Con Jiménez si esibiva nei locali e nei cabaret, ma mai nei grandi teatri.

Conobbe poi la grande pittrice Frida Kahlo, con la quale, a quanto pare, ebbe una relazione sentimentale. Frida Khalo non fu la sua unica amante, tuttavia le sue vicende amorose rimasero sempre nell’ombra, perché si svolgevano in piena segretezza.

Devastata dalla morte di José Alfredo Jiménez, Chavela Vargas precipitò in una profonda dipendenza dall’alcol. Decise di ritirarsi dal mondo dello spettacolo e di vivere della carità dei suoi amici e conoscenti. Due care amiche la aiutarono a uscire dal tunnel, per poi recarsi in un paese che le sarebbe stato caro per tutta la vita: la Spagna.

La fine di una vita, l’inizio di una leggenda

In Spagna iniziò una nuova fase della vita di Chavela Vargas, fatta di fama, successo e felicità. Per molto tempo, il suo angelo custode e promotore fu il famoso regista Pedro Almodóvar, commosso dalle sue canzoni ricche di pathos.

Non appena la conobbe di persona, divennero intimi amici. Possiamo ascoltare moltissime canzoni della Vargas nelle colonne sonore dei film di Almodóvar.

Grazie alle sue amicizie nel mondo artistico e bohemienne, in Spagna la carriera e la vita di Chavela Vargas fecero un grande salto di qualità. La cantante era grande amica del cantante Joaquín Sabina, del già citato Almodóvar, nonché di Miguel Bosé. In Messico uno dei suoi più grandi amici e confidenti fu Gabriel García Márquez, con cui cenava una volta all’anno, ovunque si trovassero.

All’età di 80 anni, un’intrepida Chavela Vargas si lanciò con il paracadute. A 90 anni, i suoi concerti registravano ancora il tutto esaurito. Infine, a 94 anni si spense in Messico dopo un tortuoso viaggio nella sua amata Spagna, alla quale aveva dato un ultimo addio. Morì di domenica, come desiderava perché non voleva “rovinare il fine settimana a nessuno”.

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  • Le Franc, R. (2009). Chavela Vargas:” la ídola”. Revista Herencia, 22(2).