"Chernobyl": il vero nemico è l'uomo

"Chernobyl" ha riportato alla memoria uno dei più grandi orrori della storia contemporanea, il più grande disastro nucleare di tutti i tempi, che ha messo in guardia l'umanità sui pericoli della corsa al nucleare. Anni dopo, Chernobyl è tornata a far parlare di sé e il successo della serie è stato travolgente. Ne parliamo in questo articolo.
"Chernobyl": il vero nemico è l'uomo
Leah Padalino

Scritto e verificato la critica cinematografica Leah Padalino.

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio, 2023

Chernobyl è la miniserie che racconta il disastro nucleare più grave della storia e che ha rimesso in discussione alcune decisioni prese in quei fatidici giorni. Il suo impatto è stato tale che è inevitabile pensare alle conseguenze che potrebbero derivare da una catastrofe ambientale provocata dall’uomo.

Chi sono i responsabili? Chi sono le vittime? Chernobyl ci immerge nell’orrore di quel 26 aprile 1986, le cui conseguenze sono ancora vivide nella nostra memoria: una città fantasma, migliaia di vite spezzate e un governo la cui priorità assoluta fu quella di tacere. È questo il tragico quadro politico raccontato da Chernobyl, una storia di eroi, ma anche di errori e silenzi.

Le conseguenze di una catastrofe

Anche se il titolo del nostro articolo non è molto incoraggiante, la verità è che l’impegno di molti uomini coraggiosi evitò un disastro di dimensioni persino peggiori; eroi autentici a cui la serie ha cercato di rendere onore. Questa tragedia immane, già mezza sepolta nel passato, è risorta dalle sue ceneri ed è ora sulla bocca di tutti.

Disastro nucleare di Chernobyl.

Sappiamo tutti cosa è stato e cosa ha significato il disastro nucleare del centro Vladimir Ilyich Lenin nelle vicinanze di Pripyat, in Ucraina. Questo tragico evento storico ha fatto scattare l’allarme sui pericoli che un incidente nucleare è in grado scatenare, trasformando questo tipo di energia in un terrificante nemico, sebbene sia una delle più pulite.

Il dibattito ha posto l’URSS sotto i riflettori di tutto il mondo e la stampa non ha esitato a mettere nero su bianco le terribili malattie, le mutazioni e le conseguenze della radioattività. Vari ricercatori hanno ipotizzato che le conseguenze non siano state così fatali come ci abbiano portato a credere, anche perché tutt’oggi stabilire una cifra, seppure approssimativa, del numero delle vittime è davvero difficile.

Tuttavia, gli studi non lasciano dubbi sul fatto che l’aumento di casi di cancro alla tiroide nelle regioni più vicine al disastro sia una conseguenza diretta dell’esplosione della centrale nucleare.

Svetlana Aleksievich ha raccolto nel suo libro Voices of Chernobyl alcune testimonianze dei sopravvissuti, usate ampiamente dalla serie prodotta da HBO. Lo sceneggiatore Craig Mazin e il regista Johan Renck hanno dato così delineato un inaspettato, tragico e travolgente resoconto che ci fa toccare con mano la tragedia di Chernobyl.

Chernobyl: il segreto del successo

Come molte serie prodotte da HBO, Chernobyl è un prodotto di qualità praticamente a tutti i livelli, che rispetta la cronologia degli eventi e rappresenta con grande veridicità i luoghi e le persone coinvolte.

I tre personaggi principali prendono vita grazie alle fantastiche interpretazioni di Jared Harris nei panni di Valery Legásov, Stellan Skarsgård nei panni di Boris Scherbina ed Emily Watson nei panni di Ulana Khomyuk. I

primi due hanno avuto l’arduo compito di calarsi nei panni di due personaggi fondamentali nella storia della catastrofe, mentre il personaggio di Ulana Khomyuk è un omaggio a tutti gli scienziati che hanno sostenuto Legásov.

Chernobyl ci presenta due argomenti principali: da un lato, abbiamo una trama chiaramente politica in cui vengono rivelati i pro e i contro della corsa al nucleare da parte dell’URSS, i segreti di stato e l’inganno a cui veniva sottoposta la popolazione; dall’altra ci viene presentato il punto di vista umano, quello delle vere vittime e degli eroi di quel 26 aprile 1986.

Drammaticamente, ma senza allontanarsi dagli intrighi di potere, dalla segretezza perpetrata dall’Unione Sovietica nei confronti dei fatti e avvalendosi di alcuni elementi che potremmo facilmente ritrovare in un film dell’orrore, Chernobyl ci presenta una realtà che supera ogni finzione.

Analisi critica della miniserie

La fotografia della miniserie è algida, i colori freddi non lasciano spazio ad alcuna speranza, l’Unione Sovietica è l’emblema di questa freddezza.

Eppure, anche in mezzo al disastro e alla desolazione, alcuni personaggi riescono a portare un po’ di luce: il coraggio disinteressato dei minatori, il sacrificio dei volontari, dei vigili del fuoco, insomma di tutti quegli uomini comuni che hanno rischiato la vita per salvare migliaia di persone.

Perché Chernobyl ha avuto così tanto successo? Perché si insidia nella nostra coscienza, in un passato storico ancora molto vicino di cui non è impossibile eliminare le tracce. Un passato ancora vivido se pensiamo al disastro nucleare di Fukushima.

La presenza del killer invisibile e silenzioso rappresentato dall’energia nucleare è esemplificato nei minimi dettagli. In modo inequivocabile, Chernobyl ci aiuta a capire l’entità del disastro.

A questo proposito, è bene precisare che si tratta di una coproduzione britannica e nordamericana, una versione degli eventi che è stata trasmessa attraverso una piattaforma di streaming e che, a quanto pare, ai russi non è piaciuta molto.

Immagine tratta dalla serie Chernobyl.

Chernobyl utilizza un linguaggio cinematografico a cui siamo abituati e utilizza tutti gli elementi noti al grande pubblico. La serie piace al pubblico perché tocca le corde della compassione umana, per cui la visione non è del tutto imparziale. Non potrebbe essere altrimenti.

Sebbene sia una serie eccezionale, possiamo notare qualche accenno al melodramma, qualche elemento un po’ forzato. Forse, anche una certa mancanza di profondità per quanto riguarda alcuni personaggi secondari. Nonostante ciò, non ci sono dubbi sul fatto che la miniserie sia riuscita a riportare alla memoria una questione che non va dimenticata.

Chernobyl: eroi e vittime

L’azione dell’uomo nel mondo è devastante: è questa la sensazione che ci pervade dopo aver visto Chernobyl. Viene voglia di conoscere di più sullo stato attuale della zona di esclusione. Attraverso scene strazianti, abbiamo scoperto che gli umani non erano le uniche vittime della tragedia.

Infatti Chernobyl parla anche degli animali che dovevano essere soppressi. Alcuni sono sopravvissuti e hanno dato origine a una fauna che prospera fuori controllo nonostante la radioattività. La serie ci mette davanti agli occhi questa terribile realtà, mostrandoci il tragico destino dei cani che hanno dovuto pagare a caro prezzo questo errore umano.

La serie non dimentica nemmeno gli uomini che hanno dato la vita per tenere sotto controllo la situazione. Ci presenta Vasily, un vigile del fuoco la cui storia mozzafiato è solo un piccolo esempio della tragedia umana provocata dall’esplosione della centrale. Insomma, la serie è un omaggio agli eroi e alle vittime di questa catastrofe provocata dall’egoismo umano. Come è giusto che sia, i giudizi nei confronti di chi ha fatto poco o nulla per impedirla sono espliciti.

E così, ricordando quello che una volta era il posto più pericoloso del mondo, ci rendiamo conto delle grandi bugie che ci sono state raccontate. E, soprattutto, che il nemico più pericoloso per la sopravvivenza non è la radioattività, ma l’uomo.


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