Ciclotimia: sintomi, cause e trattamento

6 agosto 2018 in Libri 0 Condivisi
Teste di carta con pezzi che si staccano

Il tratto principale della ciclotimia (disturbo ciclotimico) è un’alterazione cronica e fluttuante dello stato d’animo. Possiamo dire che la ciclotimia è in un certo senso “la sorella minore” del disturbo bipolare.

Nella ciclotimia, la fluttuazione dell’umore causa numerosi sintomi ipomaniacali e periodi di sintomi depressivi che sono diversi l’uno dall’altro. I sintomi ipomaniacali sono insufficienti in numero, gravità, generalizzazione o durata per soddisfare i criteri di un episodio ipomaniacale.

Vale lo stesso con i sintomi depressivi, insufficienti in numero, gravità, generalizzazione o durata per soddisfare i criteri di un episodio depressivo maggiore. Se così non fosse, parleremmo di un disturbo bipolare. Ecco perché definiamo la ciclotimia “la sorella minore” del disturbo bipolare.

Ipomania e sintomi depressivi

Quando parliamo di ipomania, ci riferiamo a uno stato simile alla mania, ma di minore intensità. L’ipomania è un disturbo psichiatrico che si manifesta con irritabilità o eccitazione di insorgenza transitoria. È una forma meno seria o “incompleta” di un episodio maniacale.

Donna sdoppiata che rappresenta la ciclotimia

Tra i sintomi dell’ipomania si annovera uno stato d’animo esaltato per diversi giorni, associato ad agitazione, diminuzione del tempo di sonno, iperattività ed esagerata autostima, con importanti cambiamenti rispetto al precedente stato della persona. Di solito il ricovero non è necessario, contrariamente a quanto accade con la mania.

Per quanto riguarda i sintomi depressivi dela ciclotimia, possiamo dire che sono gli stessi che riscontriamo in ogni persona depressa. Tuttavia, non sono evidenti e intensi come quelli di un episodio depressivo maggiore.

Caratteristiche della ciclotimia o disturbo ciclotimico

Per formulare una diagnosi di ciclotimia, i sintomi devono durare almeno due anni e manifestarsi quasi tutti i giorni. Nel caso di bambini e adolescenti, il criterio è un anno. Gli intervalli tra un episodio e l’altro non devono superare i due mesi.

Si formula una diagnosi di ciclotimia solo se i criteri dell’episodio depressivo maggiore, maniacale o ipomaniacale, non vengono soddisfatti.

La ciclotimia non dovrebbe essere diagnosticata se il modello di sbalzi dell’umore si deve a disturbo schizoaffettivo, schizofrenia, disturbo schizofreniforme, disturbo delirante o altro disturbo dello spettro della schizofrenia o altri disturbi psicotici.

La ciclotimia non deve essere confusa neanche con l’alterazione dell’umore dovuta agli effetti fisiologici di una sostanza o a un’altra condizione medica. Alcune sostanze (droghe o farmaci) possono innescare sintomi simili.

Come nella maggior parte dei disturbi psicologici, per diagnosticare la ciclotimia deve esserci un’alterazione o un coinvolgimento clinicamente significativo. Questa alterazione può verificarsi nel contesto sociale, lavorativo o in altre aree importanti, ed è il risultato di stati d’animo alterati.

Quali sono i criteri diagnostici per la ciclotimia?

Secondo il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), si parla di disturbo ciclotimico quando vengono soddisfatti i seguenti criteri diagnostici:

  • Per almeno due anni (un anno in bambini e adolescenti) si sono verificati sintomi ipomaniacali che non dipendono da un disturbo ipomaniacale e numerosi sintomi depressivi che non soddisfano i criteri per un episodio di depressione maggiore.
  • I periodi ipomaniacali e depressivi sono stati presenti almeno per la metà del tempo e per più di due mesi consecutivi.
  • Non vengono soddisfatti i criteri per un episodio di depressione maggiore, maniacale o ipomaniacale.
  • I sintomi ipomaniacali non dipendono da un disturbo schizoaffettivo, schizofrenia, un disturbo schizofreniforme, un disturbo delirante o un altro disturbo dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici specificati o non specificati.
  • I sintomi non possono essere attribuiti agli effetti fisiologici di una sostanza (ad es. una droga, un farmaco) o a un’altra condizione medica (ad es. ipertiroidismo).

Donna che guarda verso l'alto

Questo disturbo è insidioso e il suo decorso persistente. Un paziente con ciclotimia core un rischio pari al 15-50% di sviluppare in seguito un disturbo bipolare I o bipolare II.

La ciclotimia è un disturbo correlato al disturbo bipolare, dal quale differisce in quanto i sintomi ipomaniacali non soddisfano i criteri di un episodio ipomaniacale e i sintomi depressivi non soddisfano i criteri di un episodio di depressione maggiore.

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