Come interpretare il disegno della famiglia di un bambino – Parte 2

1 febbraio 2015 in Curiosità 0 Condivisi

L’espressione “test proiettivo” indica un test in cui la persona proietta la sua personalità, sentimenti ed esperienze attraverso una creazione spontanea, per esempio un disegno o un’interpretazione di figure già date.

Come vi abbiamo indicato nel precedente articolo, l’uso di test proiettivi è molto esteso a fini diagnostici, sempre accompagnato da altri strumenti. In particolare, nel caso della psicologia infantile si usa frequentemente il disegno della famiglia, che fu per la prima volta analizzato da Louis Corman nel 1961.

Il disegno della famiglia ci può dare una visione molto completa su come il bambino si integra nell’ambiente familiare, qual è la posizione che occupa e quali sono le relazioni affettive o di gelosia verso i diversi membri della famiglia.

Quando si interpreta un test, specialmente nel caso di un test proiettivo come il ritratto di famiglia, bisogna essere consapevoli del fatto che questo mostra soltanto le sensazioni del bambino in quel preciso momento della sua esperienza di vita e dal suo personale punto di vista. Sarebbe totalmente irresponsabile estrarre soltanto da un disegno infantile una diagnosi completa delle problematiche individuali del bambino o del suo ambiente familiare.

Come interpretare il disegno della famiglia

Passiamo ora ad analizzare più nel dettaglio come si può interpretare il disegno della famiglia in un bambino.

1) Fase di disegno

Al contrario di altri tipi di prove, nel test del disegno della famiglia chi vuole dare una valutazione deve già essere presente durante il tempo in cui il bambino disegna, naturalmente senza intervenire in nessun caso.

Le istruzioni da dare al bambino sono molto semplici: “Disegna una famiglia”. Se il bambino chiede se deve disegnare la sua o può inventarla, o se chiede altre precisazioni, la risposta deve sempre essere molto vaga: “Disegna una famiglia”.

A partire da quel momento, mentre il bambino realizza il disegno, bisogna osservare diversi aspetti, come:

  • il suo livello di blocco: se ci mette molto tempo ad iniziare, se non inizia dalle persone ma dalla casa o un altro elemento, ecc.;
  • quale persona disegna per prima e l’ordine dei membri della famiglia;
  • se c’è qualche personaggio su cui impiega molto più tempo o che continua a cancellare e ridisegnare.

 2) Fine del disegno

Quando il bambino ha finito il disegno, è bene porgli alcune domande:

  • Chi è ogni personaggio? Se un membro della famiglia non è stato disegnato, chiedetegli perché non c’è. Per esempio, è comune che, per motivi di gelosia, non si disegni uno dei fratelli.
  • Con quale personaggio si identifica lui? Dov’è lui nel disegno?
  • Si può seguire con una breve serie di domande emotive: chi è più felice e perché? Chi è più triste e perché? Chi è il più buono? E il più cattivo? Perché?

In questo modo potrete ottenere un quadro più completo dei suoi sentimenti, che approfondisca l’interpretazione del disegno.

3) Come interpretare il disegno della famiglia

Come vi abbiamo già indicato in precedenza, quando si procede all’interpretazione del disegno di un bambino non si fa riferimento alla perfezione estetica. Di fatto, uno degli aspetti da tenere in considerazione è l’evoluzione psicomotoria del bambino, visto che a volte alcuni “errori” o omissioni possono essere dovuti all’immaturità della capacità di disegno piuttosto che a situazioni problematiche.

Nel disegno vanno analizzati due aspetti principali:

A) L’aspetto grafico

Sotto l’aspetto grafico rientrano diversi dettagli relativi al disegno in se stesso e alla sua distribuzione nello spazio.

In linea generale, possiamo estrarre le seguenti informazioni:

  • Dimensioni del disegno: normalmente un disegno grande indica vitalità, estroversione e generosità; un disegno più piccolo del normale può essere indice di una sottovalutazione di se stesso e di sentimenti di inferiorità (anche se bisogna considerare che potrebbe aver provato vergogna perché ci doveva mostrare il disegno).
  • La direzione del disegno: se è orientato a sinistra, possiamo parlare di un maggior distacco dall’ambiente circostante e una grande relazione di dipendenza dal nucleo familiare; se è orientato a destra, solitamente il bambino ha una maggiore iniziativa nelle relazioni sociale, è più sicuro di sé e ha una buona relazione con gli altri.
  • Posizione del disegno sul foglio: un disegno realizzato molto in alto è indice di allegria e spiritualità; uno molto in basso, di un po’ di pessimismo ma anche tendenza all’azione pratica; in mezzo alla pagina indica oggettività, autocontrollo, buona riflessione.
  • Il tracciato delle linee: i bambini con una buona motricità disegneranno linee sottili; un disegno in cui predominano le linee dritte indica un predominio della ragione sui sentimenti e una certa difficoltà nel comunicare l’affetto; un disegno in cui predominano le linee curve ci parla di un bambino molto più sensibile e affettuoso.
  • La pressione della matita: una pressione eccessivamente leggera o debole indica che il bambino può essere molto condizionato da ciò che gli altri pensano di lui; una pressione decisa indica sicurezza in se stesso e nelle sue capacità.

B) Il contenuto

Analizziamo ora diversi aspetti relativi alle interazioni dei diversi personaggi nel disegno.

  • Com’è stato realizzato il disegno? Potremo trovare disegni schematizzati, che indicano dinamismo, sfruttamento delle risorse e controllo dell’affettività; disegni molto elaborati, che ci mostrano un bambino con grandi capacità di concentrazione nel lavoro, ma anche fantasioso e creativo; disegni incompleti, che denotano grande insicurezza e indicano problemi nelle parti mancanti.
  • Che cosa fanno i personaggi? Ci sono disegni molto statici, in cui i personaggi sono disposti in una linea parallela senza realizzare nessuna azione, che indicano problemi affettivi; i disegni dinamici sono molto più appropriati e indicano benessere e maturità.
  • Il disegno è equilibrato? Quando i personaggi hanno delle proporzioni corrette per quanto riguarda le dimensioni, esiste armonia tra il bambino e il suo ambiente familiare; personaggi sproporzionati ci danno delle informazioni aggiuntive. Per esempio, è molto frequente che i bambini più piccoli disegnino la mamma più grande del resto dei personaggi.

 4) Valutazione finale

Una volta raccolti tutti i dati, dovete dare essi un ordine, stabilendo dei collegamenti tra i dati reali che avete a disposizione sulla famiglia (numero dei membri, presenza più abituale del padre o della madre, ecc.) con quello che il bambino ha raccontato attraverso il suo disegno e l’interpretazione dello stesso.

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