Il comportamentismo deduttivo di Clark Hull

· 5 Febbraio 2019
Nel XX secolo furono proposte diverse teorie dell'apprendimento. Una delle più dettagliate fu il comportamentismo deduttivo di Clark Hull, basata sulla forza dell'abitudine.

L’importanza di Clark Hull si deve al suo modo innovativo di comprendere il comportamentismo. Hull voleva stabilire i principi di base di una scienza del comportamento per spiegare la condotta degli animali di diverse specie, nonché individuale e sociale. Ciò è noto come comportamentismo deduttivo.

La teoria offerta da Clark L. Hull (1884-1952) è stata la più dettagliata e complessa tra le grandi teorie dell’apprendimento formulate nel corso del XX secolo. Il concetto base di Hull era la forza dell’abitudine, che a suo dire era basata sulla pratica.

Le abitudini sono state descritte come connessioni stimolo-risposta basate sulla ricompensa. Secondo Hull, le risposte, e non le percezioni o le aspettative, partecipano alla formazione delle abitudini. Quindi, nel suo comportamentismo deduttivo il processo è graduale e la ricompensa è una condizione essenziale.

Il comportamentismo deduttivo cerca di stabilire i principi di base del comportamento degli animali di diverse specie, oltre al comportamento individuale e sociale.

Clark Hull e il comportamentismo deduttivo

Hull è considerato un pensatore neo-comportamentale. Propose un nuovo modo di intendere il comportamentismo, partendo dal positivismo logico che dominava il suo tempo.

Come gli altri autori principali del comportamentismo, Hull riteneva che il comportamento umano potesse essere spiegato con condizionamenti e rinforzi. La riduzione dell’impulso agisce come un rinforzo per un comportamento.

Questo rinforzo aumenta le probabilità che lo stesso comportamento si ripresenti quando, in futuro, si verificherà lo stesso bisogno. Per sopravvivere nel suo ambiente, un organismo deve comportarsi in modo tale da soddisfare questi bisogni di sopravvivenza. In una relazione stimolo-risposta, se lo stimolo e la risposta sono seguiti da una riduzione del bisogno, aumentano le probabilità che lo stesso stimolo produca la stessa risposta in futuro.

Cagnolino si lecca il muso

Hull voleva stabilire i principi di base di una scienza comportamentale con cui spiegare la condotta degli animali di diverse specie, così come quella individuale e sociale. La sua teoria del comportamentismo deduttivo propone l’abitudine come un concetto centrale. La forza dell’abitudine dipende dal fatto che la sequenza di stimolo-risposta viene seguita da un rinforzo oltre che dalla sua entità, che dipenderà dalla riduzione dell’impulso associato a un bisogno biologico.

Le teorie sull’apprendimento di questo studioso vennero presentate per la prima volta nel “Mathematico-Deductive Theory of Rote Learning” (1940), una collaborazione realizzata con diversi colleghi, in cui Hull esprimeva le sue scoperte attraverso postulati espressi sia in matematica che in forme verbali.

Ha poi sviluppato queste idee nel suo libro Principi di comportamento (1943), dove suggeriva che la connessione stimolo-risposta dipende sia dal tipo che dalla quantità del rinforzo.

La teoria dell’apprendimento di Hull

Hull è stato uno dei primi teorici che ha provato a formulare una grande teoria per spiegare tutti i comportamenti, nota come Teoria della riduzione dell’impulso. Parte dal concetto di omeostasi, l’idea che il corpo lavori attivamente per mantenere un certo stato di equilibrio.

Oltre a questa idea, Hull suggerisce che tutte le motivazioni derivano da precisi bisogni biologici. Usò il termine “impulso” per riferirsi allo stato di tensione o eccitazione causata da tali bisogni biologici o fisiologici.

Un impulso, come la sete, la fame o il freddo, crea uno stato spiacevole, una tensione. Per ridurre questo stato di tensione, uomini e animali cercano modi adeguati per soddisfare ognuno di questi bisogni biologici (bere, mangiare, riparo). In questo senso, Hull suggerisce che uomini e animali ripetono qualsiasi comportamento capace di ridurre gli impulsi.

La teoria di Hull si basa sull’idea che le unità secondarie (a differenza delle unità primarie / innate, che sono bisogni biologici come il desiderio di socializzazione, sete e fame) vengono apprese attraverso il condizionamento e soddisfano indirettamente unità primarie. Ne è esempio il desiderio di denaro, in quanto serve per pagare vitto e alloggio.

Queste unità secondarie multiple si verificano quando si affrontano più di una necessità. Lo scopo è correggere la rottura dell’equilibrio. Il che significa che il comportamento è appreso e condizionato se, e solo se, soddisfa un impulso primario.

Donna beve bicchiere di acqua

La formula del comportamentismo deduttivo

Hull ha anche sviluppato una formula per esprimere matematicamente la sua teoria dell’apprendimento, che è la seguente:

sEr = V x D x K x J x sHr – sIr – Ir – sOr – sLr

Queste sono le variabili della formula:

  • sEr: potenziale di eccitazione, probabilità che un organismo produca una risposta (r) a uno o più stimoli
  • sr: forza dell’abitudine, stabilita dal numero di condizioni precedenti.
  • D: forza motrice, determinata dalla quantità di privazione biologica.
  • K: motivazione incentivante, o dimensione o grandezza dell’obiettivo.
  • J: il ritardo prima che il corpo possa cercare rinforzi.
  • lr: inibizione reattiva o affaticamento.
  • slr: inibizione condizionata, causata dalla precedente mancanza di rinforzo.
  • sLr: soglia di reazione, la minor quantità di rinforzo che produrrà apprendimento.
  • sOR: errore casuale.

Secondo Hull, il principale contributo della Teoria della riduzione dell’impulso corrisponde in gran parte alla eliminazione e la riduzione degli impulsi. Sono questi che ostacolano l’attività delle persone in quanto tali. Ciò implicherebbe, quindi, anche un aumento del potenziale umano, dal momento che, soddisfacendo tutte le esigenze, è possibile migliorare le prestazioni dell’individuo e, quindi, avere maggiore successo nella vita.

Commenti finali

I critici di Hull considerano il comportamentismo deduttivo troppo complesso, accusandolo di non riuscire a spiegare la motivazione umana a causa della mancanza di capacità di generalizzazione.

Uno dei maggiori problemi della Teoria della riduzione dell’impulso di Hull è che non tiene conto del modo in cui i rinforzi secondari riducono l’impulso. A differenza delle unità primarie come la fame e la sete, i rinforzi secondari non aiutano a ridurre direttamente i bisogni fisiologici e biologici. Un’altra critica importante è che questa teoria non spiega perché le persone si impegnano in comportamenti che non riducono gli impulsi.

In ogni caso, questo approccio ha influenzato teorie e spiegazioni successive all’interno della psicologia. Molte delle teorie motivazionali emerse nel corso degli Anni ’50 e ’60 si sono basate sulla teoria originale di Hull o hanno provato a fornire soluzioni alternative per guidare la sua Teoria della riduzione. Un grande esempio è la famosa gerarchia dei bisogni di Abraham Maslow, emersa come alternativa all’approccio di Hull.

  • Hull, C. L., Hovland, C. I., Ross, R. T., Hall, M., Perkins, D. T., & Fitch, F. B. (1940).Mathematico-deductive theory of rote learning: a study in scientific methodology.Oxford, England: Yale Univ. Press.
  • Hull, C. L. (1943). Principles of behavior: an introduction to behavior theory. Oxford, England: Appleton-Century.
  • Leahey, T. (1998). Historia de la psicología. Madrid: Prenti Hall.