Comportamento prosociale: cos'è e come si sviluppa

I comportamenti che favoriscono gli altri sono positivi anche per chi li mette in atto. Ciò significa tradire l'idea di altruismo?
Comportamento prosociale: cos'è e come si sviluppa

Ultimo aggiornamento: 28 febbraio, 2022

Durante la nostra giornata ci imbattiamo più volte nel dilemma di pensare a noi stessi oppure agli altri. Il comportamento prosociale e il comportamento egoistico sembrano, a prima vista, antagonisti.

Tuttavia, dimentichiamo davvero i nostri bisogni per soddisfare quelli altrui? Quali fattori personali e culturali ci portano ad agire in questo modo?

Si è scoperto che gli esseri umani sono gli unici animali che mostrano un comportamento cooperativo con individui con i quali non sono strettamente imparentati. Nel resto del regno animale, la parentela e la reciprocità costituiscono i limiti del comportamento positivo verso gli altri.

Possiamo dire, dunque, che la biologia non rende pienamente conto della nostra tendenza prosociale, è la cultura a prendere il sopravvento in questo compito.

Mani con figure stilizzate.

Cos’è il comportamento prosociale?

Potremmo definire il comportamento prosociale come qualsiasi condotta che avvantaggia gli altri o ha conseguenze sociali positive. Solidarietà, cooperazione, aiuto, altruismo… Sono tutti esempi di questo termine ampio che ci riguarda.

In modo colloquiale, potremmo dire che mettiamo in atto un comportamento prosociale quando facciamo qualcosa per un’altra persona. Azioni di questo tipo sono essenziali per stabilire e mantenere le relazioni sociali, poiché facilitano interazioni positive con gli altri.

Il comportamento prosociale è l’antitesi dei comportamenti antisociali. Possiamo intendere questi ultimi come atti di violenza, intolleranza, indifferenza verso gli altri e l’ambiente, e molti altri esempi.

La domanda che sorge spontaneo chiedersi, dunque, è cosa determina la nostra personale inclinazione verso una parte o l’altra?

Comportamento e personalità prosociali

Esiste una relazione tra alcuni tratti della personalità e la maggiore tendenza a mostrare un comportamento prosociale:

  • Concetto di sé: questo termine si riferisce alla percezione, opinione e convinzioni che ognuno ha di sé. La valutazione che facciamo della nostra persona sembra essere direttamente correlata all’attuazione di condotte prosociali e inversamente a quelle antisociali. In questo modo, chi gode di un’autostima più sana e solida ha maggiori probabilità di aiutare gli altri.
  • Impulsività: le persone impulsive tendono a reagire in modo rapido e reattivo senza misurare le conseguenze. Questo tratto diminuisce le probabilità di manifestare comportamenti prosociali poiché non si esegue la necessaria analisi prima di agire.
  • Empatia: la capacità di mettersi nei panni degli altri, capire i loro sentimenti e le loro percezioni. Le persone più empatiche mettono più spesso in atto comportamenti prosociali grazie alla loro sensibilità a cogliere gli stati d’animo altrui.
Mano con un cuore per rappresentare l'amore incondizionato.

Apprendimento e cultura nel comportamento prosociale

Al di là della componente biologica che ci predispone a collaborare con gli altri in determinate circostanze, l’apprendimento e la cultura completano l’equazione.

In primo luogo, sappiamo che qualsiasi comportamento seguito da rinforzo tende ad aumentare in frequenza. Nel caso del comportamento prosociale, il rinforzo che riceviamo è di natura sociale (un ringraziamento, un sorriso, il riconoscimento altrui).

Potremmo dire, quindi, che anche quando si è altruisti (la condotta morale più elevata), si ottengono dei benefici. Se l’altruismo richiedesse solo costi per l’individuo, difficilmente sarebbe durato nel tempo.

D’altra parte, i modelli di socializzazione svolgono un ruolo fondamentale nello sviluppo dei comportamenti prosociali.

Durante l’infanzia osserviamo e imitiamo il comportamento di coloro i quali ci circondano e acquisiamo anche informazioni su quali comportamenti sono desiderabili e quali no.

I valori trasmessi in questa fase vitale saranno determinanti, ma anche in età adulta essere esposti a determinati modelli può portarci ad adottare abitudini più prosociali. Un esempio può essere trovato nella maggiore consapevolezza ambientale che molte persone hanno sviluppato negli ultimi tempi.

Conclusioni

Il comportamento prosociale ha un grande valore per la vita in società e per il benessere individuale. Ecco perché dobbiamo incoraggiare l’empatia, l’autostima e l’autocontrollo nei bambini.

Allo stesso modo, dobbiamo cercare, da adulti, di realizzare un numero maggiore di azioni prosociali nella nostra vita quotidiana. Interessarsi l’uno all’altro è vantaggioso per tutte le persone coinvolte.

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