Comportamento suicida e variabili correlate

29 agosto, 2020
I decessi per suicidio superano quelli registrati a causa di incidenti stradali. Sono in corso numerosi studi per individuare e prevenire il comportamento suicida.
 

Il suicidio è un fenomeno sociale e culturale sempre più frequente in Occidente, che colpisce una percentuale molto alta della popolazione. Il tasso di mortalità causato dal comportamento suicida è molto più elevato di quello registrato in seguito di incidenti stradali.

Poiché i numeri sono allarmanti, proliferano gli studi e i progetti volti a individuare e prevenire il comportamento suicida. Negli ultimi anni, sono stati analizzati i motivi, interni ed esterni, e le situazioni che possono portare una persona a sviluppare idee suicide e a metterle in pratica.

Uno studio pubblicato di recente su The European Journal of Psychology Applied to Legal Context ha analizzato le variabili socioeconomiche legate al comportamento suicida. Le conclusioni forniscono dati molto significativi in ​​merito alla prevenzione e ai piani di aiuto.

Molti sostengono la teoria secondo cui più si parla di suicidio nei media, più le persone sono incoraggiate a commetterlo. Ma la soluzione non è ignorarlo. Rilevare i possibili comportamenti suicidi è il modo più efficace per prevenirli in tempo. Devono dunque essere presi in considerazione tutti i dati che aiutano a individuare i fattori di rischio per il comportamento suicida.

Uno studio sul suicidio

Uomo disperato con idee suicide sul binario del treno.
 

Il gruppo di ricerca che ha condotto questo studio ha analizzato le variabili sociodemografiche relative alle idee suicide, al tentativo di suicidio e al suicidio perpetrato. Lo studio prevede l’analisi dei metodi utilizzati per commettere il suicidio.

Lo studio si basa sui dati pubblicati in un intero decennio, dal 2005 al 2015, in Europa e in Nord e Sud America. Come fonti sono stati impiegati i database di PsycINFO, Medline, Main Collection of Web of Science, Scopus e SciELO.

In totale sono stati recuperati 5.222 documenti, tra cui 53 studi in fase di revisione. Lo scopo principale dello studio era analizzare le relazioni tra le variabili sociodemografiche che sembrano essere più saldamente legate al comportamento suicida e la modalità di suicidio. Questo studio ha fornito risultati molto importanti.

Le variabili sociodemografiche

In termini di sesso ed età, il suicidio è più frequente tra gli uomini, anche se sono le donne commettono più tentativi di suicidio (non consumati). La teoria che collega il tentato suicidio al desiderio di attirare l’attenzione non sembra vera, poiché secondo lo studio citato i sopravvissuti non sono riusciti nell’intento.

Il sesso femminile, dunque, sembra essere maggiormente associato ai pensieri suicidi, alla pianificazione e al tentativo di suicidio, con una certa predominanza del primo e del terzo elemento. Anche l’età sembra essere un fattore da considerare: si verificano più suicidi tra gli anziani, ma in questo caso la differenza tra i sessi non è significativa.

Per quanto riguarda l’area di residenza, lo stato civile e la situazione lavorativa, lo studio mostra risultati che lasciano pochi dubbi. Le aree rurali registrano una maggiore tendenza al comportamento suicida. Altri fattori relazionati sono un basso livello di istruzione, la mancanza di relazioni sentimentali stabili e la disoccupazione.

 
Donna triste che pensa al suicidio.


I metodi più utilizzati nel comportamento suicida

L’analisi condotta mostra che il metodo più usato nel comportamento suicida è la morte per impiccagione. Seguono in ordine decrescente le armi da fuoco, la morte per avvelenamento od overdose e gettarsi da altezze variabili.

Per quanto riguarda la differenziazione della metodologia a seconda del sesso, gli uomini ricorrono soprattutto all’impiccagione (oltre il 50%) e alle armi da fuoco, il metodo più usato negli Stati Uniti.

Statisticamente, le donne tendono a gettarsi da altezze variabili; questo metodo viene scelto da quasi il 40% della popolazione femminile. L’avvelenamento da droghe è più comune tra le donne rispetto agli uomini.

Altre variabili in gioco nel comportamento suicida

Lo studio fornisce informazioni molto importanti su alcune variabili che possono essere prese in considerazione in termini di politiche di prevenzione. Ciò non significa che tutte le persone all’interno di queste variabili siano a rischio di comportamento suicida. In molte occasioni, si presentano anche importanti sintomi depressivi e altri disturbi psicologici.

 

Nonostante ciò, molti tentativi e suicidi commessi, così come molte idee suicide, si verificano in assenza di un quadro patologico previo. È dunque importante accettare queste variabili nello spettro dei fattori di rischio per il comportamento suicida.

Si tratta senz’altro di informazioni necessarie per affrontare un problema molto attuale e che rivela una realtà che non possiamo di certo ignorare.