Come capire se una persona cara pensa al suicidio

17 aprile 2015 in Psicologia 39 Condivisi

Il desiderio di morire è legato alle difficoltà e all’insoddisfazione riguardo alla propria vita. Chi vuole morire può manifestare questo desiderio con frasi del tipo: “La vita non vale la pena di essere vissuta”, “Quello che voglio è farla finita”, “Se devo vivere così, preferisco morire”.

L’Istituto Nazionale spagnolo di Statistica (INE) ha pubblicato i dati più negativi fino ad ora conosciuti. Negli ultimi sette anni la principale causa di morte in Spagna è stata il suicidio. Il dato è preoccupante perché si tratta del tasso più alto negli ultimi anni e perché la tendenza al suicidio è sempre più diffusa.

Nel 2011 si sono suicidate 3180 persone, 22 in più rispetto al 2010. Nove persone al giorno decidono di mettere fine alla propria vita. Nei paesi in cui il tasso di disoccupazione è sempre più elevato, il numero dei suicidi aumenta, specialmente di uomini. Di fronte a questi dati sconcertanti, sorge spontanea una domanda:

Cosa fa sì che certe persone siano più forti e in grado di affrontare le difficoltà che incontrano nel cammino della vita? Cos’è che impedisce a una persona di vedere un’altra via di uscita da una situazione complicata che non sia mettere fine alla propria vita?

La verità è che le persone tentano il suicidio per diverse ragioni. Alcune desiderano davvero morire, altre forse no. Tuttavia, se dovessimo trovare un fattore comune, questo sarebbe la depressione: la maggior parte delle persone che si suicidano o tentano il suicidio è depressa. Più del 90% dei suicidi è legato ad un disturbo emotivo o ad altre malattie mentali.

Non tutte le persone che si suicidano sono depresse, né tutte le persone depresse decidono di mettere fine alla loro vita. Esistono altri fattori che possono influire sulla decisione di non continuare a vivere, come ad esempio il senso di colpa che non permette alla persona in questione di accettarsi e di perdonarsi. Inoltre, sembra che negli ultimi tempi la crisi economica, la disoccupazione, la perdita del proprio status sociale siano ragioni valide che spingono le persone a considerare il suicidio.

Qualunque sia la causa dei tentativi di suicidio, resta il fatto che il desiderio di morire può essere interpretato come una richiesta di aiuto o un modo di punire le persone con cui non si è in buoni rapporti o ancora una maniera di trovare il controllo di una situazione che in quel momento sta sfuggendo di mano.

Quello che il suicida non sa è che in realtà non desidera morire tanto quanto uscire dalla situazione complicata che sta affrontando e davvero crede che la morte sia l’unica via d’uscita possibile. Il suicidio, molte volte, è un atto impulsivo, scatenato da un aumento dell’ansia e della disperazione che la persona può non avvertire in un determinato momento dopo una situazione stressante. Gli studi sul tema condotti negli ultimi 20 anni rivelano che l’ansia insopportabile è uno dei principali rischi a breve termine per cui le persone depresse tentano di togliersi la vita.

Quali possono essere i segnali d’allarme che fanno capire che una persona cara sta pensando al suicidio?

  1. Parla del suicidio o della morte in generale.
  2. Parla di “andarsene”, di “fare un viaggio lungo”.
  3. Dice che non “avrà più bisogno di certe cose” e regala quello che possiede agli altri.
  4. Manifesta sentimenti quali disperazione o senso di colpa.
  5. Non ha voglia di uscire né di avere a che fare con familiari o amici.
  6. Smette di partecipare alle attività o di dedicarsi ai suoi interessi.
  7. Cambia abitudini alimentari o ritmi sonno-veglia.
  8. Manifesta comportamenti autodistruttivi (beve alcol, consuma droga o è autolesionista).

La persona che vuole suicidarsi è qualcuno che ha perso la speranza di raggiungere la propria meta, si sente in colpa e non riesce a perdonare se stessa né gli altri. Per questo, se qualche volta vi è capitato di manifestare il desiderio di morire, sappiate che non tutte le persone vengono sopraffatte dalle emozioni o dalle situazioni complicate.

La maggior parte, infatti, le supera ed è capace di guardare i problemi da diversi punti di vista in modo da poter trovare il modo migliore per andare avanti, con speranza e volontà. Forse le due parole che possono aiutare a minimizzare questo desiderio di suicidio, fino a farlo sparire dai pensieri, sono “speranza” e perdono.

Speranza che nessuna situazione, per quanto complicata e difficile, è eterna. Ci sono momenti in cui è davvero difficile andare avanti, ma con un po’ di speranza e determinazione, potete cambiare il ciclo negativo degli avvenimenti. Cambiate la vostra visione negativa e potrete iniziare il cammino verso i vostri obiettivi.

Imparate a perdonare dopo aver subito un danno o ricevuto un’offesa che non avete saputo affrontare. È normale che questo vi provochi tensioni interiori che poi sfociano nella depressione o nell’ansia.

Per impedire a qualcuno o qualcosa di farvi ancora del male, vi richiudete in un guscio, sviluppando sentimenti negativi di odio e risentimento. L’idea del suicidio è una tentazione se pensate ai sensi di colpa che hanno le persone che fanno o hanno fatto del male. Ma non potete neanche immaginare il dolore insostenibile che farete ricadere sulla vostra famiglia e sui vostri cari che continueranno a chiedersi il perché del vostro gesto o se avrebbero potuto fare qualcosa per impedirvi di compierlo. Questi pensieri li tormenterebbero a vita.

Volete davvero far star male i vostri cari? Per perdonare, dovete solamente aprirvi e avvicinarvi a quelle persone, alla vostra famiglia, è solo un piccolo sforzo che dipenderà dalla vostra generosità.
Foto per gentile concessione di maroz.
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