Conoscere sé stessi e gli altri

· 7 marzo 2015

Nel momento in cui qualcuno domanda “Chi sei?”, la maggior parte delle persone risponde così: “Sono Laura, ho 35 anni, sono sposata, lavoro nel settore amministrativo…”

Ma davvero noi siamo tutto questo? L’età, il nome, il lavoro, la situazione personale non sono altro che etichette identificative. Ciò che uno è veramente si trova nel punto più profondo del suo essere. Che abbiate un incarico più o meno importante, che siate più o meno ricchi, che siate sposati, single o separati non dà informazioni rilevanti per definire ciò che è veramente importante.

Per conoscere realmente sé stessi, bisogna mettere da parte tutto ciò che è superficie e apparenza e scavare più in profondità, nelle sensazioni, nelle attitudini,…

Chi siamo? Se non ci si può identificare con il posto di lavoro né con i propri averi, ci si prova a definire allora con attributi come “responsabili”, “umani”, “integri”, “intelligenti”… ma neanche queste definizioni che ci si affibbia descrivono la verità, perché ciò che si ritiene di sé stessi potrebbe non essere realistico. Questo è quello che voi pensate di essere, ma potrebbe darsi che stiate deformando la realtà, per varie ragioni. C’è chi ha un ego molto forte e, ogniqualvolta deve definirsi, esagera le cose volgendole a suo favore oppure, nel caso opposto, chi ha una bassa autostima tende ad esagerare sminuendosi.

Come possiamo sapere, quindi, chi siamo in realtà? Ci possiamo fidare di ciò che noi riteniamo di essere? E di ciò che gli altri ritengono di noi?

Sono ciò che faccio, non ciò che penso

Per conoscervi a fondo, mettete da parte etichette e giudizi. Pensate, per esempio, a elementi più profondi come “cosa mi interessa veramente nella vita?”, “come mi piacerebbe vivere?”, “quali sono i valori che condivido?”.

Siamo quel che facciamo, non quel che diciamo. Immaginatevi, ad esempio, una persona che afferma che la sua priorità nella vita è l’indipendenza, che è ciò che desidera più di tutto e che fra i suoi valori questo si trova al primo posto, ma poi salta fuori che questa stessa persona ha 41 anni e vive ancora con i genitori.

Che cosa ci fa capire questa situazione? Se qualcuno desidera veramente qualcosa, farà di tutto per ottenerlo. La persona in questione, invece, è probabilmente indolente, priva di senso del sacrificio e dello sforzo, e rimane nella sua comoda posizione senza fare grandi cose per  cambiare il suo stato.

Si possono dire molte parole, ma l’informazione che conta davvero sta nei risultati che abbiamo conseguito, nel posto dove ci troviamo e nelle azioni che abbiamo deciso di compiere.

Potete capire molte più cose su voi stessi osservando le vostre azioni e le vostre reazioni che non le vostre idee e credenze, soprattutto quelle azioni compiute in situazioni avverse, duranti litigi e scontri.

Cosa vi turba, vi stressa e vi infastidisce? Ciò che ritenete essere dei difetti altrui fa parte della vostra identità. Ditemi cosa v’infastidisce e vi dirò chi siete.

È durante i momenti avversi che si può vedere la qualità di una persona. Immaginatevi, ad esempio, due amiche che da sempre si raccontano tutto, persino i più intimi segreti. Un giorno litigano e smettono di essere amiche: vedrete la loro integrità dal modo in cui reagiscono di fronte a quest’avversità. Se, nonostante l’arrabbiatura, non cercano di danneggiarsi vicendevolmente e non si approfittano dei segreti di cui sono a conoscenza, ci troviamo di fronte a delle persone integre e con dei valori. Se, invece, durante la collera una delle due attacca l’altra, cerca di nuocerle, di metterla in cattiva luce e gode delle sue disgrazie, ci troviamo di fronte a una persona vendicativa e poco integra.

Spesso non riusciamo a vedere questo lato negativo degli altri finché non si attraversano momenti di stress e di conflitto. Ricordatevi che nelle situazioni facili è semplice essere persone buone, ma è nei momenti di avversità che conoscerete qualcuno veramente in profondità.

Immagine per gentile concessione di José Manuel Ríos Valiente e Peter Smile