Le conseguenze psicologiche della disoccupazione

· 20 maggio 2016

La disoccupazione ha un lato ancora più amaro di quelli che sono già palesi: l’invisibilità e lo stigma di coloro che ne sono colpiti. Questa situazione è aggravata dal silenzio complice di molti esperti in salute mentale, ai quali sempre più persone senza lavoro devono rivolgersi per un sostegno psicologico e psichiatrico.

Nonostante il cammino sia ancora arduo, ci sono molte voci che si innalzano per denunciare questa circostanza. Non si può risolvere nulla velocemente e in profondità se non c’è consapevolezza sulle dimensioni di ciò che sta accadendo. Non si tratta di pessimismo vittimista: la disoccupazione per un tempo prolungato e le cattive condizioni di lavoro possono essere fatali per la salute.

Uno studio della rivista britannica BMC Public Health Journal ha dimostrato che la disoccupazione prolungata provoca disturbi mentali e che il lavoro precario moltiplica i dolori somatici, proprio come gli alti livelli di stress (una delle causa della depressione). Di recente, il medico francese Michael Debout, ha pubblicato un libro intitolato “Traumatisme du chômage”, cioè “Il trauma della disoccupazione”, in cui spiega come contrastare gli effetti indesiderati dell’inattività lavorativa.

Di fronte all’impossibilità e all’impotenza delle autorità sanitarie di frenare questa situazione, è bene considerare alcune osservazioni riguardanti la psicologia. Possono aiutarvi a capire che i vostri sentimenti di frustrazione sono più diffusi di quel che credete e che cercare l’aiuto di un professionista non è un’idea fuori dal seminato.

Con queste premesse, sarete più consapevoli e tolleranti verso i vostri sentimenti e prenderete con più filosofia le considerazioni sulla vostra eventuale situazione di disoccupazione.

La disoccupazione può minare la vostra realtà, ma non le vostre aspirazioni

Il fatto di svolgere un lavoro per cui si è sovraqualificati è una realtà condivisa da moltissimi giovani della generazione attuale. Alcuni rami dell’ingegneria o dell’architettura, ad esempio, hanno visto sparire i loro sbocchi lavorativi in alcune zone del mondo.

Tale situazione, talvolta, obbliga le persone ad eseguire un lavoro molto poco qualificante per pura sopravvivenza, fatto che non permette loro di dare il dovuto valore alla propria professione. Se questo è il vostro caso, è bene che guardiate le cose da un altro punto di vista: vi consigliamo di fare un lavoro che vi garantisca la sopravvivenza, ma che, allo stesso tempo, non annichilisca i vostri sogni.

ragazza con le mani sulle tempie

Anche se ciò richiede uno sforzo maggiore, è importante per la vostra realizzazione personale che non perdiate di vista i vostri valori e obiettivi, nonostante ciò richieda che combiniate queste mete con lavori meno gratificanti. Sembra una cosa ovvia, ma se seguirete questo consiglio, capirete se state navigando in direzione di un porto o se ormai vi siete persi.

Annientate il senso di colpa infondato

Giocare con il senso di colpa è una potentissima strategia di cui le persone immorali fanno uso per controllarvi e gestire i vostri sentimenti. Tale manipolazione può verificarsi sia in ambito privato che pubblico.

Uno dei motivi più frequenti della necessità delle persone di ricorrere a una terapia riguarda proprio questo fatto. Individui responsabili, efficienti e responsabili che si trascinano dietro un enorme sentimento di colpa a causa della situazione difficile che stanno attraversando. Si sentono sia vittime che colpevoli e questa ambiguità si fa per loro insostenibile.

Assumervi le responsabilità della situazione che state vivendo è utile; addossarvi tutta la colpa quando questa non vi spetta è distruttivo.

Siate parte di un gruppo

È possibile lottare individualmente, ma quel che è certo è che, data l’enorme quantità di persone nella stessa situazione, interagire con un gruppo ampio è una buona opzione. L’ideale sarebbe appoggiarsi a gente con cui si condividono tempo ed interessi.

Ci sono delle mete lavorative elevate, cosa che spesso implica un’intera vita lontani dal conformismo. Evitate le persone che restringono la vostra visione del campo lavorativo, perché finiranno per ridurre la vostra visione anche del resto delle cose.

Relazionarsi con un gruppo di persone che si trovano nella medesima situazione di disoccupazione, ma anche in fase di formazione continua, può aumentare le probabilità di successo, l’autostima e la motivazione al cambiamento.

Dovete anche capire che, spesso, l’egoismo è un atto di generosità verso gli altri: noi non perdiamo tempo e non lo facciamo neppure perdere agli altri.

candidati in cerca di lavoro

Siete condizionati dall’età?

Siamo i nostri peggiori nemici in quanto a pregiudizi ed etichette limitanti. Se date un’occhiata al passato e guardate tutto ciò che avete imparato fino ad ora, riceverete un forte impulso. Se, invece, pensate a tutto il percorso che vi rimane da fare e a quanto irraggiungibile paia il vostro obiettivo, resterete bloccati.

A volte la paura è talmente tanta, che cercate disperatamente una scusa per non impegnarvi, perché avete timore del fallimento, della valutazione esterna e della pressione sociale in tutto ciò che fate. Se continuerete a basarvi solo sulla prospettiva del futuro e su ciò che pensano gli altri di voi, rimarrete fermi a stagnare. Non avanzerete e nemmeno retrocederete, perciò sta a voi decidere se permanere in questo punto morto fino a cascare in un precipizio.

La regola d’oro: non preoccupatevi, ma occupatevi

Occupatevi di cambiare urgentemente la vostra situazione, non aspettate. Fatelo in tal modo che i tempi per riflettere quotidianamente siano brevi e ben spaziati tra loro. La disoccupazione tende ad aumentare di molto l’instabilità delle persone nevrotiche.

La pigrizia è uno dei maggiori motivi per cui non trovate lavoro e dipende esclusivamente da voi. Tutto può essere migliorato, anche le abitudini lavorative.

Non lasciate spazio di manovra al tempo: esso vi tradisce nei momenti d’attesa e di forte tensione emotiva. Anche se non potete lavorare, allenatevi in modo tale che non vi vedano solo come una persona qualificata, ma anche consapevole e preparata ad una routine competitiva.