Contatto con la natura dopo l'isolamento

18 maggio, 2020
Ci manca. Desideriamo ardentemente la natura, le passeggiate in campagna o sulla spiaggia. Visitare paesaggi indispensabili per l'essere umano sarà senz'altro un modo per recuperare entusiasmo e salute dopo diverse settimane di isolamento.

Recuperare il contatto con la natura dopo l’isolamento durato diverse settimane è quasi un’esigenza vitale. Bambini, adulti e anziani traggono benefici da questo avvicinamento al mare o alla montagna, con il vento, con il sole che muove le foglie degli alberi nel cuore di un ambiente che ha il poter di dare nuova forza e speranza. La nostra salute fisica e mentale ha bisogno più che mai di questo scenario primordiale.

Alcune persone hanno la fortuna di vivere in campagna o vicino al mare, e questo invita i sensi a un notevole riposo. Nonostante ciò, una buona fetta della popolazione ha affrontato questo isolamento obbligatorio in ambienti urbani e, spesso, in appartamenti di pochi metri quadri. L’impatto psicologico è spesso logorante, al punto da aumentare i livelli di stress e di ansia.

Il mondo tra quattro mura e con una finestra per entrare a contatto con un’autostrada, un centro commerciale o con qualunque altro paesaggio tipico delle nostre città, genera lo stesso sconforto sofferto da un carcerato. La mente che resta prigioniera di questa tela di grigi monotoni, giorno dopo giorno, finisce per soffrire di vuoti di memoria e alterazioni dello stato d’animo.

Le persone non sono fatte per un continuo isolamento e una delle cose che più mancano all’essere umano in queste condizioni è l’abbraccio avvolgente della natura.

Ci sono momenti in cui tutta la nostra ansia e lo sforzo accumulatosi si rilassano nell’infinita pigrizia e nel riposo della natura.

– Henry David Thoreau-

Un bosco e luce del sole

Entrare in contatto con la natura dopo l’isolamento: più che un desiderio, un’esigenza

Nadine Nadkarni, psicologa dell’Università dello Utah, Salt Lake City, nel 2010 ha condotto un interessante esperimento nel riformatorio del fiume Snake, nell’Oregon. Tra i carcerati non mancavano aggressioni, violenza e stati di ansia, oltre a elevati livelli di stress. C’era dunque bisogno di elaborare una strategia per migliorare la convivenza.

Lo studio è poi stato pubblicato sulla rivista Nature e da allora è un punto di riferimento nel campo della psicologia degli istituti penitenziari. La dottoressa Nadkarni progettò l’installazione nelle celle di immagini che rappresentassero paesaggi naturali. Nelle celle di isolamento furono installati anche schermi nei quali si succedevano video di boschi, fiumi, mari…

I risultati furono molto positivi. I livelli di ansia si ridussero e vennero adibite delle sale a cui i prigionieri potevano avere accesso per visualizzare video della durata di 45 minuti e migliorare il proprio stato d’animo. Tutto questo ci dimostra che la natura ha un impatto catartico sull’essere umano capace di modulare il nostro benessere fisico e mentale.

Ma le persone non traggono vantaggio solo dalla vista di quadri o video di un bosco o di un fiume. Ciò di cui abbiamo bisogno è anche il contatto con la natura. Soprattutto se abbiamo trascorso diverse settimane in isolamento a causa dell’attuale pandemia.

Il nostro cervello ha bisogno dell’azzurro del cielo e del verde dei prati

Pablo Picasso era solito dire che i colori sono il riflesso delle emozioni impresse nella natura. In un certo senso aveva ragione. Quando ci troviamo in uno spazio chiuso, gli occhi e la mente hanno bisogno di avvicinarsi a una finestra per cercare il colore azzurro del cielo. Quando iniziano a scorgerlo, si sentono in pace.

Gli psicologi Joanne K. Garrett e Mathew P. White, della facoltà di Medicina dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, hanno condotto uno studio di ricerca in cui è stata fatta una interessante scoperta: le persone che vivono vicino al mare o in campagna, a lungo andare, godono di una salute fisica e psicologica migliori.

Il colore di questi paesaggi e la luce del sole riducono i disturbi d’ansia e migliorano persino lo stato di salute delle persone anziane. Come se non bastasse, Marc Berman, psicologo dell’Università del Michigan ed esperto nel campo della psicologia ecologica, sostiene che il colore verde dei paesaggi naturali abbia un effetto positivo sul cervello. E tale effetto è quasi immediato.

Stare a contatto con la natura

Come possiamo entrare a contatto con la natura dopo l’isolamento?

Ne abbiamo bisogno. Abbiamo il desiderio di entrare in contatto con la natura; ci mancano i suoi profumi, il tepore della luce delle sue albe e dei suoi tramonti. Vogliamo calpestare il suo suolo con rispetto, scoprirne gli angoli, sentire il vento che sussurra tra i rami, mentre accarezza la nostra pelle e riempie i nostri polmoni di ossigeno…

Tuttavia gran parte della nostra società è ancora in isolamento. Sono molte le persone, gli adulti, i bambini, gli anziani che non possono ancora spostarsi nelle aree di campagna tanto meno al mare se vivono in aree urbane. Cosa possiamo fare in questi casi? Alcune semplici strategie possono darci una mano:

  • Su Youtube possiamo guardare video rilassanti, ambientati in meravigliosi paesaggi naturali.
  • Google ci offre risorse per viaggiare verso posti del mondo attraverso lo schermo. Possiamo scoprire riserve naturali, isole, boschi, montagne, parchi protetti.
  • Anche appendere alle pareti di casa foto e immagini che ritraggono paesaggi naturali ha un effetti rilassante.
  • Possiamo rilassarci ascoltando i suoni della natura, come lo scorrere delle acque dei fiumi, i canti degli uccelli, il suono del mare.

Infine, cosa non meno importante, ricordiamo che è fondamentale prendere almeno 20 minuti di sole al giorno. Stare vicino a una finestra, trascorrere del tempo in balcone o in terrazza è indispensabile per la nostra salute fisica e psicologica. Il colore azzurro del cielo e la luce del sole ci danno nuova vita e migliorano il nostro stato d’animo. La natura ci aspetta sempre a braccia aperte. Torneremo ad abbracciarla.

  • Birren, Faber (1961) Color Psychology and Color Therapy: A Factual Study of the Influence of Color on Human Life. University Books.
  • Britton, E., Kindermann, G., Domegan, C. y Carlin, C. (2018). Blue care: una revisión sistemática de las intervenciones en el espacio azul para la salud y el bienestar. Promoción de la salud internacional . doi: 10.1093 / heapro / day103
  • Mitchel, R (2008) Effect of exposure to natural environment on health inequalities: an observational population study. The Lancet.  VOLUME 372, ISSUE 9650, P1655-1660, november, 2008 DOI https://doi.org/10.1016/S0140-6736(08)61689-X
  • Nadkarni, N. y col . Nature videos help to calm inmates in solitary confinement. Nature. doi:10.1038/nature.2017.22540