Per convivere in armonia, è necessario dare, non togliere

17 marzo 2017 in Psicologia 1852 Condivisi

Mi trovo in quella tappa della vita in cui le mezze verità, le false apparenze e le presenze interessate stufano. In questo mondo, spesso folto di giorni scuri e di persone intermittenti, desidero compagnie che sappiano dare, non togliere. Desidero legami che fungano da faro luminoso per costruire un orizzonte più libero e speranzoso.

Gli esperti di psicologia sociale e di leadership ci ricordano una sensazione che tutti hanno provato almeno una volta: ci sono persone che causano un impatto indefinibile quando entrano in una stanza. Sembra davvero che abbiano una luce diversa. Si tratta di presenze che, per qualche motivo, ci trasmettono calma ed armonia.

Questa facoltà ha ben poco di magico: in realtà, si tratta di pura psicologia e il processo che favorisce questa “impregnazione emotiva” è causato dalla cosiddetta “coscienza cognitiva”. In altre parole, la persona che esercita quest’influenza positiva ha consapevolmente scelto questo stato. Sta bene con se stessa, non vive conflitti, non è  rancorosa; dentro di sé porta solo un equilibrio che trasmette a chi la circonda.

Queste personalità sono senz’altro capaci di dare, sono profili che uniscono contesti, che fanno funzionare gli ambienti in cui si muovono e che, in generale, sono molto abili ad aprire i loro “ombrelli emotivi” per difendersi dalle cattiverie altrui, dalle manipolazioni e dai trafficanti di senso di colpa.

Vi proponiamo di riflettervi e di dedicarvi ad imparare alcune delle strategie usate da queste persone.

Saper dare e convivere significa abbattere frontiere

Viviamo in un mondo complesso, in territori dotati di una carica energetica positiva o negativa a seconda del tipo di interazione umana. Sappiamo anche che è molto in voga affibbiare etichette trite e ritrite, come la classica “persona tossica”; tuttavia, oltre a questi termini controversi, c’è un dato chiaro che dobbiamo accettare: esisteranno sempre individui che, comportandosi in un certo modo, ci rattristeranno l’esistenza in modo diretto o indiretto.

Ci sono persone che non sanno dare, amici, compagni o familiari che non capiranno mai che, per convivere, non è sufficiente soddisfare solo le proprie necessità a tutti i costi. Tuttavia, va detto che, a volte, dietro l’apparenza della persona tossica, esiste un problema concreto, come una depressione nascosta che richiede la nostra sensibilità.

È necessario saper intuire, leggere tra le righe e non correre sempre a quella frontiera radicale in cui lasciamo queste persone da sole con le loro sfortune, mentre noi ci bardiamo con scudi e maschere protettive per non farci contagiare dalla loro negatività. Convivere vuol dire anche saper comprendere, essere empatici e non creare distanze senza prima aver capito quale sia la radice della discrepanza.

Persone che sanno brillare, persone che sanno convivere

All’inizio dell’articolo abbiamo parlato delle persone che sanno brillare e che dispongono della cosiddetta coscienza cognitiva. Si tratta, innanzitutto, di un costrutto davvero utile che tutti dovremmo imparare a praticare, a rendere nostro per riempire i nostri ambienti quotidiani di quell’energia che crea coesione e che, a sua volta, ci dà l’opportunità di difenderci con rispetto ed autentica intelligenza emotiva.

Grande è colui che per brillare non ha bisogno di spegnere la luce degli altri
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Vi invitiamo a riflettere sulle dimensioni che danno forma a questo comportamento così ricco di armonia ed equilibrio interiore.

Come sviluppare una coscienza cognitiva sana ed utile

Per creare un impatto positivo sul nostro contesto quotidiano e favorire la coesione, è prima di tutto necessario “unirci” interiormente, ovvero sapere cosa accade dentro di noi. Dobbiamo imparare ad essere coscienti da un punto di vista cognitivo.

  • Per riuscire a dare e non togliere, non dobbiamo prestare attenzione solo a ciò che sta attorno a noi. Non si tratta semplicemente di avere molta buona volontà per aiutare, per stare simpatici agli altri e per risolvere loro i problemi. Chi si concentra solo sulla parte esteriore trascura se stesso e, di conseguenza, anche l’armonia va persa.
  • È necessario, pertanto, sviluppare una vera calma interiore, ricordare quali sono i nostri valori e i nostri punti di forza, riaffermando sempre la nostra autostima come quel faro di luce che non va mai perso di vista.
  • È bene anche mettere in pratica una corretta coscienza sensoriale. Dobbiamo intuire, sentire e capire le emozioni altrui: quel mondo dei sensi che spesso ci avvolgono e ci imprigionano.
  • Colui che sa brillare sa dare, è in grado di capire e decifrare il mondo emotivo per canalizzarlo come si deve. Sviluppa un corretto e rispettoso distacco emotivo verso chi ama provocare conflitti, critiche e amarezze senza motivo.
  • Inoltre, sa entrare in sintonia con le persone che camuffano le reali necessità per mezzo dell’ostilità o del malumore, che a volte nascondono la solitudine, la paura o la depressione.

Per concludere, la vera convivenza non richiede la costruzione di frontiere o l’allontanamento da ciò che non ci piace o non capiamo. Essa risiede nella creazione di ponti, nel rispetto delle opinioni diverse, nella comprensione di chi soffre in silenzio e nella volontà di far brillare chi talvolta cade in una scura nube di sconforto.

La distanza è meglio tenerla da parte per quando ci infliggono una vera sofferenza. Perché in questa vita, chi sa dare non è prigioniero di niente e di nessuno: è un individuo libero, felice di essere quello che è e capace di trasmettere il suo benessere a chi lo circonda.

Immagini per gentile concessione di Anna Silivonchik

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