Coraline e la porta magica: la ricerca della perfezione

· 22 ottobre 2018

Quando pensiamo ai cartoni animati, pensiamo ai bambini e ai cartoni animati. Talvolta, però, il cinema d’animazione si spinge oltre e riesce a catturare il pubblico adulto. Coraline e la porta magica (2009) ne è un chiaro esempio. Si tratta di un cartone animato che ha addirittura causato terrore fra alcuni bambini e scalpore fra gli adulti. Forse non è un cartone adatto a tutti i bambini, bensì è destinato a chi dispone già di un tale caleidoscopio di maturità che permetta di apprezzarne la magia.

Per la sua misteriosa trama e per la sue estetica avvolgente, Coraline e la porta magica è troppo complesso e spaventoso per i più piccoli. L’animazione realizzata con la tecnica passo uno ci ricorda alcuni film di Tim Burton come Nightmare before christmas o La sposa cadavere, sebbene si discosti molto dalle opere del regista.

Henry Selick sui passi di Tim Burton

L’estetica particolare, burtoniana e gotica ha un suo perché. Non è una coincidenza se guardando questo cartone pensiamo a una produzione di Tim Burton. Il regista di Coraline e la porta magica, Henry Selick, è stato per molto tempo il braccio destro di Tim Burton. In più, anche se può sembrare impossibile, fu proprio lui a dirigere Nightmare before christmas. L’idea originale sorse da una poesia scritta da Tim Burton, ma la regia fu affidata aSelick, lasciando Burton come produttore.

Entrambi i registi si siano nutriti delle influenze comuni, dei lavori congiunti e hanno dato quel tocco speciale e caratteristico all’animazione in passo uno.

Coraline e la porta magica è un autentico regalo per stimolare la nostra fantasia più infantile. La storia ci ricorda moltissimo altre come Il mago di Oz o Alice nel paese delle meraviglie. Bambine che si sommergono in bizzarre avventure, durante le quali affronteranno i loro maggiori timori fino a raggiungere la maturità, la saggezza.

Coraline è una bambina e i suoi genitori, essendo troppo assorti nel loro lavoro, hanno pochissimo tempo per lei. Per questo motivo si annoia moltissimo. Come Alice, scoprirà un nuovo mondo segreto, un mondo meraviglioso che diventerà sempre più oscuro.

L’altra dimensione

Coraline si è appena trasferita con i suoi genitori in una vecchia casa divisa in appartamenti. Lontano dalla città e senza amicisi sente annoiata e sola. Desidererebbe essere in qualsiasi altro posto, tranne che lì. I suoi genitori, nonostante lavorino su un catalogo di botanica, hanno abbandonato completamente il giardino della casa. Sono troppo occupati e riescono a malapena a sistemare la vecchia abitazione, che non risulta affatto accogliente.

I vicini sono Mr. Bobinsky, un acrobata che addestra topi ballerini; Mrs Spink e Mrs Forcible, due strane attrici in pensione ossessionate con i cani; Wybie, il nipote della padrona di casa, un bambino dell’età di Coraline che parla troppo per i suoi gusti. È proprio Wybie che regala a Coraline una strana bambola di pezza, vestita come lei.

Oltre a questi eccentrici personaggi che non piacciono affatto a Coraline, c’è un gatto nero trascurato, di cui si prende cura Wybie. Presto scopriremo, però, che non si tratta di un semplice felino. Una notte Coraline, guidata da alcuni topolini, scopre qualcosa di straordinario: una piccola porta segreta che conduce a quello che sembra essere una versione migliorata della sua vita.

Coraline e la porta magica

In questa “Altra Dimensione”, Coraline arriva a una copia esatta della sua casa, ma più colorata, con una bellissimo giardino e due genitori completamente dediti alla loro figlia. Dal cibo ai vicini, tutto sembra essere migliore non appena si attraversa la piccola porta. In questa nuova e migliorata dimensione, tutto ha un suo alter ego, una copia esatta che al posto degli occhi ha due bottoni. Tutti, tranne Coraline e il gatto.

Una vita da sogno?

Questa caratteristica non sembra essere importante per Coraline, che finalmente ha la vita che ha sempre sognato. Uno dei personaggi che più attirano la nostra attenzione è Wybie o “l’altro Wybie”, dato che in questa dimensione “l’altra madre” si è incaricata di migliorarlo affinché sia il compagno di giochi perfetto per Coraline. Wybie infatti non può parlare, ma è il personaggio più rivelatore dato che sembra mostrare un certo timore verso “l’altra madre”.

Dentro “l’altra dimensione”, il gatto è sempre lo stesso, non ha bottoni e attraversa la porta insieme a Coraline. Una volta varcata la soglia, però dimostra a Coraline di saper parlare e diventerà una specie di guida spirituale per lei. Un aiuto indispensabile che si incaricherà di orientarla e avvertirla dei pericoli.

Coraline mentre mangia

Tutto sembra perfetto “nell’altra dimensione” finché Coraline non scopre che vi abitano le anime intrappolate degli altri bambini. Bambini che vissero moltissimo tempo prima e fra i quali si trova la sorella della nonna di Wybie. Perché tutti questi bottoni? Come ha fatto “l’altra madre” a catturare Coraline?

Il cartone animato acquisisce un tono sempre più oscuro a mano a mano che conosciamo le malvagie intenzioni “dell’altra madre”. Capiremo quindi che la bellezza di questa “altra dimensione” non è altro che un inganno, una trappola per incastrare bambine come Coraline.

Cosa ci insegna Coraline e la porta magica?

Coraline e la porta magica è ricco di metafore che cercano di smontare la superficialità delle apparenze, dimostrando che non è tutto oro quello che luccica. La bambola di Coraline è una marionetta “dell’altra madre”. Uno strumento che utilizza per spiare la bambina e per conoscere tutti i suoi segreti. “Gli occhi sono lo specchio dell’anima” e togliendoli ai bambini “l’altra madre” è capace di catturarne l’anima per l’eternità.

Il gatto nero agisce come un conducente della parte più spirituale di Coraline, dei suoi veri sentimenti e le farà vedere che questa “altra dimensione” non è così perfetta come sembra.

Il vero nome di Wybie è Wyborne, un gioco di parole che allude a why born (perché nato). Vive con la nonna e non sappiamo nulla dei suoi genitori, il che ci fa pensare che probabilmente la sua infanzia non è stata delle più facili. Questi due personaggi che all’inizio generarono rifiuto in Coraline diventeranno la chiave per scappare e sconfiggere “l’altra madre”.

Donna mangia la chiave

Coraline disprezza Wybie e il gatto per il suo aspetto. Accade lo stesso con i suoi eccentrici vicini, i quali considera noiosi e molto strani. È chiaro che nessuno di questi personaggi è perfetto; non sono nemmeno capaci di chiamarla con il suo vero nome, infatti credono tutti che si chiami Caroline. D’altra parte, però, la perfezione dell’altra dimensione altro non è che una pericolosa tentazione.

Una lezione per tutti

Quando Coraline scopre che i suoi veri genitori sono in pericolo e che “l’altra madre” l’ha solo usata, i suoi veri sentimenti si risveglieranno. Inizierà ad accettare le persone come sono, scoprendo che nemmeno lei è perfetta. Vincerà le sue paure e lotterà per salvare la sua vera famiglia, dimostrando così “all’altra madre” che l’amore va oltre le apparenze.

Coraline e la porta magica non è solo una lezione per i bambini, ma anche per tutti i genitori troppo rigidi e per le famiglie così occupate che dedicano pochissimo tempo ai propri figli. In questo mondo dove il tempo non è mai abbastanza, a volte trascuriamo le cose e le persone più importanti e dimentichiamo i valori fondamentali. Così Coraline e la porta magica risulta un cartone animato che, oltre alla sua affascinante estetica, riesce a catturare il pubblico adulto.

“Dicono che anche l’animo più orgoglioso si può piegare. Con l’amore.”

Coraline e la porta magica