Cosa succede quando una madre ignora il suo neonato?

· 19 maggio 2016

Per i nove mesi in cui il bebè si trova nel ventre di sua madre, questi vive in un ambiente di protezione e sicurezza: qualcosa di molto diverso da ciò che lo aspetta all’esterno. Quando il bambino nasce, si ritrova in un mondo pieno di stimoli, nelle cui prime tappe dipende totalmente dalle attenzioni e dalle cure della madre.

I primi anni del bambino rappresentano uno dei periodi più delicati, dato che le basi per il suo futuro sviluppo si conformano proprio in questo momento. A livello neurofisiologico, questo lasso di tempo è cruciale, poiché è il momento in cui vengono impostate tutte le connessioni e le funzioni cerebrali.

Sono state analizzate le prime tappe dello sviluppo del neonato ed è stato provato che l’attenzione, l’amore e l’affetto della madre o di altre figure protettive rivestono un’importanza fondamentale.

L’affetto ricevuto dal bambino attraverso il tatto è un’esperienza basica ed essenziale; si tratta di un bisogno primario che lo fa sentire sicuro e protetto. Ciò influirà sulla costruzione della sua personalità, sul suo modo di relazionarsi con gli altri e sul suo sviluppo cognitivo. La mancanza di affetto e di stimoli in questi primi anni di vita può incidere gravemente sul suo sviluppo cerebrale e sulla sua futura crescita.

Il ruolo della madre come base della sicurezza del bambino

Sin dalla nascita, il bambino sviluppa tutto un repertorio di comportamenti per attirare l’attenzione della madre. Impara ad utilizzare il pianto, il sorriso, la balbuzie e altre strategie per potersi relazionare con le figure a lui vicine. Tale energia istintiva viene impiegata con il fine della sopravvivenza.

“Un bambino che sa che la figura a lui vicina è accessibile e sensibile alle sue richieste possiede un forte e profondo sentimento di sicurezza, che alimenta man mano che la relazione continua e viene valorizzata”

(John Bowlby)

mamma e figlia mano nella mano

A seconda delle risposte della madre alle strategie che il bambino mette in atto per instaurare il legame, questi proseguirà nella sua esplorazione per ottenere ciò di cui ha bisogno. Nel momento in cui, nonostante il suo impegno,  non ci riesce, si irrita, si innervosisce, si disorienta e diventa timoroso.

Questi atteggiamenti nei confronti della madre sono facili da identificare, come nel video che trovate alla fine di questo articolo. Il neonato riconosce tutte le espressioni emotive della madre e capta con molta sensibilità tutto ciò che lei gli trasmette.

La costruzione dell’attaccamento

Il vincolo emotivo che il bambino instaura con i suoi genitori è considerato come la sua prima esperienza nella costruzione dell’attaccamento. Che importanza ha la costruzione dell’attaccamento? L’attaccamento sviluppato nei confronti delle persone che si prendono cura del bambino gli darà la sicurezza emotiva necessaria a strutturare la sua personalità.

Bowlby, cioè colui che sviluppò la teoria dell’attaccamento, definì in questo modo i comportamenti legati all’attaccamento: “Tutti i comportamenti che hanno come risultato l’ottenimento o la conservazione della vicinanza con un altro individuo, il quale è chiaramente più capace di affrontare il mondo. Tali comportamenti diventano particolarmente evidenti quando la persona in questione è impaurita, stanca o malata, e si sente meglio grazie alla consolazione e alle cure. In altri momenti, questo atteggiamento è meno palese”.

donna con stella in mano

In sostanza, possiamo dire che l’attaccamento è la tendenza a stabilire forti legami emotivi con determinate persone. Queste esperienze con la figura materna rimangono registrate, soprattutto durante l’infanzia, e diventano un punto di riferimento per le risposte future verso altre persone con cui si intratterranno legami affettivi.

Le funzioni basiche dell’attaccamento sono la protezione, la regolazione emotiva e la sopravvivenza. L’obiettivo è quello di poterci allontanare dalla nostra base sicura ed esplorare il mondo nonostante i nostri timori; quello di apprendere ed acquisire risorse per gestire le nostre emozioni e trasformare il senso di colpa in senso di responsabilità.

Pertanto, il rapporto tra il neonato e la madre può essere di vitale importanza per le relazioni future. Nell’età adulta, infatti, tendiamo a seguire un modello per relazionarci con gli altri, fenomeno che si nota soprattutto nel rapporto con il nostro partner.

mamma ignora neonato ormai adulto

Fortificare i legami

A seconda del tipo di attaccamento sviluppato durante l’infanzia (sicuro, ambivalente, evitante, disorganizzato), affronteremo il mondo e interagiremo con gli altri in un modo piuttosto che in un altro.

La predisposizione che abbiamo nell’avvicinarci alle persone è ciò che conforma il nostro modo di relazionarci. Quando ci sono delle difficoltà nell’interazione, è molto probabile che ci siano sfiducia, comportamenti possessivi, ansia di essere abbandonati, compiacimento e assenza di assertività. Altri elementi che possono essere presenti sono: la paura di impegnarsi, quella di instaurare relazioni profonde e quella di aprirsi emotivamente.

Tutti questi atteggiamenti hanno a che vedere con il nostro attaccamento e con il modo in cui si è sviluppata la nostra personalità. Si tratta di tendenze che possiamo provare a modificare man mano che ci facciamo adulti; è auspicabile che troviamo la nostra personale maniera di vincolarci, senza che questa provochi in noi malessere o ansia.

In quanto adulti, siamo responsabili del nostro comportamento e del modo in cui ci vincoliamo agli altri, cosa che suppone un apprendimento costante. Per riuscirci, dobbiamo fare attenzione a non cadere nell’auto-inganno, nel senso di colpa e nell’isolamento.

Possiamo scegliere se restare ancorati alle lamentele verso i nostri genitori, a causa dell’attaccamento che abbiamo sviluppato durante la nostra infanzia, o se tentare di imparare qualcosa da ogni relazione e legame che instauriamo, per renderli più soddisfacenti e piacevoli. Siamo noi a decidere.