Cos’è il complesso di Cenerentola?

· 18 settembre 2015

Si chiama complesso di Cenerentola, ma in realtà potrebbe avere il nome di una qualsiasi delle principesse più famose delle fiabe. Questo complesso nasce durante l’infanzia e può compromettere le relazioni personali e di coppia in futuro. Continuate a leggere questo articolo per saperne di più su una tradizione portata avanti da millenni e che forse state preservando senza rendervene conto.

Non fa male dire alle proprie figlie che sono le principesse di casa, perché in realtà lo sono. Ciò che però può causare problemi è crescerle facendo pensare loro di dover stare sedute ad attendere il Principe Azzurro, proprio come succede nella favola di Cenerentola.

L’idea che un bellissimo cavaliere con l’armatura scintillante e il cavallo bianco verrà a salvarle per dar loro il bacio che le risveglierà da un sonno eterno (come accade a Biancaneve) o che le salvi da una vita di sfortune dove sono destinate a pulire e ripulire i pavimenti (come Cenerentola), può essere molto bella nella propria immaginazione, ma in realtà ciò non accade.

Il Complesso o Sindrome di Cenerentola fu studiato per la prima volta dalla ricercatrice Colette Dowling, che ha pubblicato un libro intitolato Il complesso di Cenerentola: la segreta paura delle donne di essere indipendenti. Riassumendo, possiamo dire che si tratta del desiderio incosciente delle donne di avere sempre qualcuno che le protegga e che si prenda cura di loro, abbandonando le proprie passioni e attività. Ciò può essere dovuto a come vengono cresciute oppure alle pressioni sociali o religiose. Secondo la Dowling, in realtà questo complesso deriva dalla paura di essere indipendenti.

Il nome che la ricercatrice ha dato al proprio studio non potrebbe essere più adatto. Tutti conoscono la storia di Cenerentola: una giovane fanciulla che trascorre le sue giornate prendendosi cura della propria matrigna e delle sue sorellastre, non riceve il permesso di andare al ballo del principe, finché la sua Fata Madrina non la trasforma in una principessa.

Perde poi la sua scarpetta di cristallo e il giovane principe va di casa in casa finché non trova la proprietaria della scarpa. Secondo questa fiaba, la donna deve essere innocente, bella e indifesa allo stesso tempo e, ovviamente, dipendente dallo sposo o “principe azzurro”.

Nel libro di Cenerentola, la fata madrina trasforma la protagonista in una principessa e, grazie a questo, l’uomo perfetto la conosce al ballo. Ciò significa che, come dice la Dowling, la donna può cambiare la propria vita solo se inizia una relazione sentimentale con un uomo. Se ciò non accade, sarà una schiava o una serva per sempre.

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Di sicuro molte donne pensano che ciò sia un attacco all’essenza femminile che deve essere indipendente in tutto ciò che fa, mentre altre pensano che non sia così male se è l’uomo, per esempio, a provvedere economicamente per la famiglia, mentre loro si dedicano alla cura dei figli e della casa.

Perché il complesso di Cenerentola è negativo?

In primo luogo, questo complesso o modo di pensare impedisce alla donna di sviluppare le abilità che vanno oltre la cura della casa o l’educazione dei figli. I tempi sono cambiati molto e, oggigiorno, l’obiettivo della maggior parte delle donne non è solo sposarsi e avere una famiglia, ma anche avere successo nel mondo del lavoro.

Quando ci si sposa, sia l’uomo sia la donna hanno il diritto di continuare a combattere per raggiungere i propri obiettivi e sogni individuali. La sindrome di Cenerentola suggerisce che ciò non sia così, poiché la donna deve restare a casa, “protetta” dal proprio marito.

Una moglie troppo dipendente dal proprio partner è asfissiante per entrambi. È per questo motivo che questo complesso della “principessa salvata dalla torre più alta del castello” può avere gravi conseguenze per il matrimonio. La vita di coppia non è una fiaba, quindi se la donna non è sicura di se stessa e non prende le proprie decisioni, rende tutto un percorso in salita per entrambi.

Anche se tutti abbiamo bisogno d’affetto, protezione e di “essere salvati” in alcuni momenti della nostra vita, ciò non può essere la regola, deve essere l’eccezione. Un abbraccio che ci salvi da una brutta giornata va benissimo ed è giusto, così come parole di conforto sussurrate in una brutta situazione.

Infine, il complesso di Cenerentola è negativo perché non permette alla donna di raggiungere i suoi obiettivi personali. Ciò le trasforma in personaggi sfortunati, depressi, rassegnati e frustrati.

Cosa succede quando la “donna-principessa” rimane sola?

Questo è un aspetto che vale la pena analizzare nel dettaglio. Possiamo dire che, per esempio, quando arriva il divorzio, la moglie si rende conto di non avere i mezzi per andare avanti, sia emotivamente sia economicamente. Per questo motivo, sceglie un altro uomo che la faccia sentire di nuovo dentro una favola, e il circolo vizioso ricomincia.

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Come evitare il complesso di Cenerentola nella propria famiglia?

Se siete madri (o padri) di figlie, infondete loro il potere dello studio e della preparazione. Insegnate loro che è necessario acquisire certe conoscenze e un’esperienza lavorativa prima di sposarsi e formare una famiglia.

Se avete anche figli maschi, abituateli a contribuire alle faccende domestiche, così le bambine non devono occuparsi di tutti i “compiti femminili” stabiliti dalla società.

Dovete crescere figli e figlie che siano in grado di raggiungere i propri obiettivi e realizzare i propri sogni, che in futuro aspirino a iniziare una relazione sentimentale sana ed equilibrata e soprattutto non smettete di trattarle come principesse (o principi), ma che sappiano ciò che vogliono.