Credere di sapere tutto: perché e come evitarlo

Credere di sapere tutto: perché e come evitarlo

Ultimo aggiornamento: 13 maggio, 2022

Avete mai sentito parlare dell’effetto Dunning-Kruger? Si tratta di una distorsione cognitiva per cui la persona tende a credere di sapere tutto in ogni ambito. Proviamo a spiegarlo meglio facendo un esempio.

Paola dice a Sofia che il suo rapporto con il partner si sta deteriorando sempre più, che non è contenta del suo lavoro e che la sua famiglia richiede più attenzioni di quante lei possa dare loro. Sofia annuisce incessantemente guardando alcuni bambini giocare nel parco e risponde:

“Paola, a volte la vita non è come ci si aspetta, devi essere forte e non devi amareggiarti. Quando stavo male, andavo a fare una passeggiata al parco. E guardami ora, sono così felice!” Pensate che le parole di Sofia aiuteranno Paula a stare meglio? Probabilmente no.

Spesso commettiamo l’errore di dare la nostra opinione quando il nostro interlocutore ha solo bisogno di essere ascoltato. Zenone di Elea diceva che “La ragione per cui abbiamo due orecchie ed una sola bocca è che dobbiamo ascoltare di più, parlare di meno”.

I consigli che diamo e che riceviamo sono adeguati o inutili? A volte possono anche essere irritanti e offensivi. La tendenza a credere di sapere tutto, dunque a predicare, in psicologia prende il nome di effetto Dunning-Kruger.

Non si tratta di una patologia, bensì una distorsione alquanto abituale. È comune suggerire rimedi infallibili ed elaborare riflessioni per superare le avversità in un dato momento. Lo scopo, nella maggior parte dei casi, è aiutare un’altra persona.

Tuttavia, alcuni individui hanno ben altre intenzioni: vogliono mostrarsi superiori e vantarsi della loro capacità di risolvere i problemi.

Fallacia delle molte domande.

Credere di sapere tutto: come contrastare questa tendenza

Pur trattandosi di una condotta molto diffusa, è possibile contrastarla e imparare a comunicare in modo più efficace. Basterà tenere a mente alcune strategie, prime fra tutte ascoltare con pazienza. A tale scopo, dobbiamo essere consapevoli degli errori che commettiamo quando ascoltiamo:

  • Evitare di mostrarsi ansiosi e aspettare pazientemente che l’altra persona finisca di esporre i propri problemi.
  • Eliminare la tendenza a giudicare la vita degli altri dal proprio punto di vista. Non raccontare la propria storia quando qualcun altro ha bisogno di parlare con noi.
  • Non è opportuno interrompere l’altra persona, al contrario possiamo (ed è consigliabile) offrire una sorta di incentivo affinché continui a parlare, per esempio “Capisco”, “Hmm”, “Hai ragione”.
  • Non distrarsi. Nell’esempio esposto all’inizio dell’articolo, Sofia era distratta e guardava i bambini nel parco, mentre Paula parlava. Un simile atteggiamento trasmette all’altra persona mancanza di interesse.
  • Non rispondere in modo superficiale. A volte abbiamo solo bisogno di essere ascoltati e compresi, non cerchiamo un consiglio ma uno sfogo. È un errore offrire aiuto o soluzioni prematuri.
  • Non discutere. Alcune persone hanno l’abitudine di confutare tutto quello che viene detto loro. Le loro intenzioni possono essere buone, ma ostacolano la comunicazione. Se in qualsiasi momento siete tentati di farlo, evitatelo. Per esempio, eliminate dal dialogo domande come “E perché no?”.
  • Consentire l’espressione emotiva come piangere o restare in silenzio e non lasciarsi trasportare dall’ansia di controllare questo aspetto. È naturale e trasmette fiducia e connessione.
Amici che parlano.

Migliorare la comunicazione, invece di credere di sapere tutto

Una conversazione non finisce quando l’altra persona finisce il suo discorso. È bene riassumere quanto detto, sottolineando il messaggio che abbiamo ricevuto e condividere cosa ci trasmette.

Allo stesso modo, la comunicazione non verbale è fondamentale: dirigiamo il corpo e lo sguardo verso la persona con cui parliamo per farle capire con i nostri gesti che siamo disposti ad ascoltarla e interessati a quello che dice.

L’ascolto attivo è un’abilità che può essere appresa e insegnata. Ascoltare attivamente significa prestare attenzione a quello che dice l’altra persona; essere empatici, ovvero mettersi nei suoi panni.

Immagine per gentile concessione di Krasnaja Sapocka

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