Le trappole della comunicazione

Una componente importante dell'essere adulti è saper dire quello che si prova e pensa puntualmente e a chi corrisponde.
Le trappole della comunicazione

Ultimo aggiornamento: 29 marzo, 2022

Ne Il piccolo principe, la bellissima opera di Antoine de Saint Exupery, il protagonista dice che “il linguaggio è fonte di incomprensione”. Si riferisce alla difficoltà degli esseri umani di esprimere a parole ciò che proviamo o pensiamo davvero. In altre parole, alle trappole della comunicazione.

Ogni volta che dobbiamo esprimerci a parole, partiamo dal presupposto di essere chiari. In realtà, tuttavia, può essere molto più difficile di quanto pensiamo.

A volte decidiamo di accennare, credendo che altri capiranno il resto. Può anche succedere che chi ci ascolta capisca a modo suo quello che diciamo anche se ci esprimiamo con chiarezza.

La comunicazione è molto più di semplici parole ed è facile cadere nell’incomprensione. Presentiamo alcune situazioni in cui la comunicazione risulta inefficace.

Trappole della comunicazione.

3 trappole della comunicazione

Silenzio come sostituto dell’urlo

È un meccanismo che usiamo quando compaiono rabbia o risentimento. Invece di affermare chiaramente cosa ci dà fastidio, optiamo per un silenzio grave e aspro.

Se ci chiedono “Cosa c’è che non va?”, con la massima calma rispondiamo “Niente”, anche se è evidente che non è così.

Questo tipo di comunicazione è inefficace. Vi ricorriamo quando diamo per scontato che l’altra persona debba capire da sola di aver fatto qualcosa che ci ha offeso.

Forse si è dimenticata di dirci qualcosa o non ha capito che avevamo bisogno che fosse più affettuosa o le è sfuggito qualcosa che era importante per noi.

La verità è che rimanere in silenzio non porta mai alla comprensione. Il dialogo è l’unica opzione valida per affrontare queste situazioni.

Conviene dire chiaramente e serenamente cosa non ci piace. Solo così si può instaurare una sana e matura comunicazione con gli altri.

Messaggi sottintesi

A volte scegliamo di lanciare “frecciatine“, invece di dire qualcosa direttamente. È una forma di comunicazione che non contribuisce in alcun modo a migliorare la relazione con gli altri.

Se abbiamo qualcosa da dire, diciamolo una volta per tutte. E se non è abbastanza importante, lasciamo perdere.

Ma quel dire senza dire e tacere senza tacere crea un’atmosfera pesante e induce gli altri a interpretare le parole in disparati modi.

È dunque facile cadere nella confusione e prolungare dissapori o conflitti che potrebbero essere risolti se decidessimo di parlare.

Comunicare con gli altri.

Giri di parole tra le trappole della comunicazione

Succede spesso che invece di andare al nocciolo della questione, ci giriamo intorno e finiamo per non dire quello che vogliamo esprimere.

Ciò si verifica quando, per esempio, siamo arrabbiati con il partner perché ha prestato troppa attenzione a un’altra persona durante una cena.

Tuttavia, non esprimiamo direttamente il fastidio per paura di essere etichettati come “gelosi” o “possessivi”. Quindi esprimiamo la nostra rabbia criticando l’aspetto fisico, il disordine o qualsiasi altro ambito a portata di mano del partner.

In questo, come negli altri casi, non dire le cose chiaramente porta a errori nella percezione dell’altro ed è sostanzialmente inutile.

Conclusioni

Una componente importante dell’essere adulti è proprio saper dire quello che si prova e pensa puntualmente e a chi corrisponde. In caso contrario, non potremo stabilire relazioni sane e mature con gli altri.

Immagine per gentile concessione di loungerie

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