Crediamo che la vita ci dica “no”, ma forse sta solo dicendo “aspetta”

· 16 aprile 2016

A volte crediamo che la vita ci stia negando ciò che desideriamo, quando in realtà ci sta solo dicendo “Aspetta, prima o poi tutto accade”. Facciamo fatica ad accettare che ogni situazione e ogni evento hanno bisogno di tempo e che raramente il mondo si muove al ritmo che noi vorremmo.

Siamo cresciuti interiorizzando il concetto di “Lo voglio qui e ora, non ho intenzione di attendere oltre”. Ma solo quando percepiamo che ciò che desideriamo davvero non ci arriva nel momento in cui vorremmo, ci rendiamo conto del fatto che ogni desiderio ha bisogno di un tempo di attesa e che la fretta riesce soltanto a far crollare le speranze.

Dobbiamo sforzarci di vivere nel qui e nell’adesso, per stimolare la capacità di attendere e il dono della pazienza. Un dono che ci aiuterà a goderci la vita nel suo lento procedere, che è ciò che le dà senso.

Dobbiamo fare questo sforzo se vogliamo raccogliere successi e raggiungere i nostri obiettivi, le mete prefissate e realizzare i nostri sogni. Solo cadendo e rialzandoci, riusciremo ad assaporare quello che oggi desideriamo e che ci sembra non arrivare mai.

Vale lo stesso per l’amore, che non arriva quando lo cerchiamo, ma quando ne ha voglia. È una cosa che non riusciamo a capire e che può farci disperare anche in modo molto profondo. Quando desideriamo ardentemente l’amore e questo non arriva, finiamo col credere che non ce lo meritiamo e che valiamo di meno di chi invece ce l’ha.

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Aspettate: ogni cosa arriva, si trasforma e passa

Vi sarete sentiti dire molte volte “abbi pazienza, prima o poi arriverà”. Ma per mettere in pratica questo consiglio, c’è bisogno di molto autocontrollo.

Diversi esperimenti hanno dimostrato che, quando ci mettono di fronte a qualcosa che ci piace molto e ci chiedono di non toccarla, cerchiamo di concentrarci su altre cose per resistere e attendere. Vale a dire che usiamo delle  strategie di autocontrollo che ci permettono di reprimere la tentazione di mangiare quel cioccolatino, di aprire quella lettera, ecc.

L’ha dimostrato un esperimento realizzato negli anni Sessanta dallo psicologo Walter Mischel, della University of Columbia. Mischel fece sedere alcuni bambini di fronte ad un delizioso pasticcino e chiese loro di aspettare prima di mangiarlo. Quelli che riuscirono a farlo utilizzarono diverse strategie, come ballare, cantare, chiudere gli occhi, giocare, per ingannare il tempo.

Nell’analisi realizzata dopo l’esperimento sulle reazioni dei bambini, si scoprì che questa capacità di controllare gli impulsi durante l’infanzia è intimamente relazionata alle caratteristiche della vita adulta. La capacità di attesa e di autocontrollo, infatti, inizia a svilupparsi quando nasciamo, e compare in modo esplicito a partire dai 4-5 anni.

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Ora lasciamo da parte questa metafora per capire che, in fondo, rimandare la ricompensa è una cosa che facciamo tutti i giorni, per esempio quando andiamo a lavorare sapendo che lo stipendio ci arriverà a fine mese. La battaglia tra i nostri desideri e l’autocontrollo, tra l’attesa e la gratificazione, si riesce a equilibrare solo grazie all’apprendimento emotivo che deve avvenire sin dall’infanzia.

Dare tempo al tempo ci aiuta a tollerare la frustrazione

A volte gli avvenimenti gratificanti ci mettono un po’ a verificarsi, e la nostra impazienza può arrivare a far crollare le mura che avevamo costruito per il nostro castello.

Ciò che vale davvero la pena richiede un grande sforzo e un’enorme capacità di attesa e di sacrificio, che a volte può distruggerci a livello emotivo e fisico. Non riusciamo a capire perché il nostro piccolo momento di gloria non è ancora arrivato, e ci lasciamo prendere dallo sconforto e dall’incertezza.

Eppure, questo processo porta con sé una serie di grandi lezioni a livello emotivo, che alla maggior parte delle persone sfuggono:

  • Mettiamo anima e corpo in quello che per noi è davvero importante, perché sappiamo che sarà faticoso.
  • Niente migliorerà da solo, se non ci mettiamo in moto per ottenerlo.
  • La responsabilità e la costanza nel raggiungimento dei nostri obiettivi sono l’unico modo per ottenerli.
  • Nella vita, ognuno dev’essere il capitano della sua stessa nave, perché se non siamo noi stessi a dirigerla, non raggiungeremo mai un porto sicuro, ma continueremo a navigare persi in mezzo all’oceano per gran parte della nostra vita.
  • È molto importante cercare sempre di migliorare partendo da quello che conosciamo meglio, che crediamo che sia adeguato o che altre persone con più esperienza ci consigliano.
  • Non è necessario fare tutto bene, la perfezione non esiste.
  • Durante l’attesa, possono succedere grandi cose.
  • Tutto arriva prima o poi, ma il tempo non torna mai indietro.
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Se, alla fine dell’attesa, quello che desideravamo non arriva, dobbiamo prendere coscienza del fatto che niente accade per errore. Ogni decisione presa in quel preciso momento, e ogni sentimento provato in quel dato istante, sono avvenuti perché erano quelli giusti.

Per questo motivo, è importante non rinunciare a trovare un senso in tutto quello che ci succede. Come disse Victor Frankl, “La vita è potenzialmente significativa fino all’ultimo momento, fino all’ultimo respiro, poiché possiamo trarre un insegnamento anche dalla sofferenza”.

Immagine principale per gentile concessione di Christian Schloe