Crocodile e il rapporto tra privacy e tecnologia

Immaginate che l'episodio più doloroso della vostra vita possa essere conosciuto grazie all'uso di una nuova applicazione tecnologica. Sareste in grado di controllare i vostri ricordi prima che vengano alla luce? Fino a che punto vi spingereste per tenerli nascosti?
Crocodile e il rapporto tra privacy e tecnologia

Ultimo aggiornamento: 06 settembre, 2021

Immaginate che l’episodio più doloroso della vostra vita possa essere conosciuto grazie all’uso di una nuova applicazione tecnologica. Sareste in grado di controllare i vostri ricordi prima che vengano alla luce? Fino a che punto vi spingereste per tenerli nascosti? Crocodile, l’episodio di Black Mirror sulla privacy e la tecnologia, affronta questo dilemma distopico che potrebbe non essere lontano dalla realtà.

In questo episodio di Black Mirror, ci ritroviamo in un mondo in cui la sorveglianza avviene all’interno del cervello delle persone e l’accesso alle loro menti può essere concesso a chiunque, soprattutto quando si bisogna risolvere un problema di natura legale.

Ancora una volta, il futuro distopico che la serie ci mostra ci pone i soliti dilemmi morali. La tecnologia non è la protagonista cattiva, è solo un nuovo fattore scatenante.

Un uomo ed una donna dentro una macchina.

Crocodile, una tragedia che la tecnologia non può cancellare

Dopo una festa in discoteca in Islanda, Mia (Andrea Riseborough) e Rob (Andrew Gower) ancora ubriachi investono accidentalmente un ciclista mentre tornano a casa.

Mia vuole avvisare la polizia, ma Rob la convince a disfarsi del corpo per non dover affrontare le conseguenze dell’incidente.

Dopo le prime titubanze, Mia aiuta Rob ad occultare le prove dell’incidente gettando il corpo dell’uomo e la sua bicicletta in fondo ad un lago. In questo modo, pensa che l’episodio possa essere cancellato dalla sua mente.

Anni dopo, Mia è diventata un architetto di successo, una potente donna d’affari e una madre. La droga, l’alcol, Rob e le feste sembrano essere scomparsi dalla sua vita.

Un ricordo che Mia vuole tenere nascosto nella sua memoria

Durante il soggiorno in un hotel dove Mia si sta preparando per una conferenza, riappare Rob. L’uomo vive con un profondo senso di colpa e in tutti questi anni non è riuscito a darsi pace per l’episodio dell’incidente.

Quando vede l’ex moglie della vittima su un articolo di giornale e la sua sofferenza, finisce per decidere di rivelare il suo segreto.

Rob dice a Mia cha ha intensione di andare dalla polizia e confessare ciò che hanno fatto anni prima. Lei non è d’accordo e durante la discussione è sempre più nervosa. Dopo una colluttazione, Mia soffoca Rob mettendolo a tacere per sempre.

Mentre pensa in che modo può sbarazzarsi del corpo, sfortunatamente guarda fuori dalla finestra dell’hotel e assiste all’investimento di un passante da parte di un camioncino senza conducente che consegna le pizze. Shazia, investigatrice di una compagnia di assicurazioni, la cerca come testimone dell’incidente.

Usando un apparecchio tecnologico chiamato il “rammentatore”, che visualizza i ricordi delle persone, Shazia cerca di trovare le prove e le persone che possano testimoniare contro l’azienda che produce le pizze. Tra quelle persone, purtroppo per lei e tutta la sua famiglia, c’è Mia.

In Crocodile c’è anche un altro personaggio: il “rammentatore”

Il dispositivo tecnologico che usa Shazia si chiama “rammentatore”. È un estrattore di memoria che può renderci testimoni accidentali di un evento che non deve per forza essere un crimine o un sinistro. I

n Crocodile, la malvagità umana emerge in modo organico con l’uso basilare del “rammentatore”.

In questo episodio, un dispositivo tecnologico delle dimensioni di un piccolo bottone posizionato sulla tempia di una persona consente di visualizzare i ricordi su uno schermo.

Tutti, dai periti assicurativi agli agenti di polizia, possono usare questo dispositivo. Le persone diventano come delle telecamere senza che la loro volontà possa impedirlo.

Crocodile: la discesa di Mia all’inferno

Mia non può sfuggire né a Shazia né al “rammentatore”. O accetterà l’interrogatorio del perito assicurativo (Shazia) o dovrà vedersela con la polizia che userà gli stessi mezzi e la arresterà se si rifiuta di collaborare.

Stimolando la memoria di Mia, Shazia vede sul suo piccolo schermo come la donna uccide un uomo (Rob) a sangue freddo la notte dell’incidente.

Mia ha quindi due opzioni: o spaventare Shazia in modo da non farle dire cosa ha visto sul dispositivo o ucciderla per non rischiare di essere denunciata. Sceglierà la seconda opzione, anche se Shazia le assicura che non rivelerà mai ciò che ha visto.

Nel frattempo, Mia scopre che il marito di Shazia conosce tutti i dettagli del suo caso, compresi il suo nome e il suo indirizzo. Va in casa dell’uomo e lo uccide a martellate fracassandogli il cranio. Inoltre, non contenta, uccide anche il bambino della coppia.

Per quanto ci possa dare fastidio, questa per Mia è l’unica decisione possibile per salvarsi, ma anche la sua discesa agli inferi.

Donna con microchip sulla tempia.

Lacrime di coccodrillo

Mia piange ogni volta che uccide, si scusa persino con le sue vittime, ma questo non le impedisce di commettere atti orribili. Piange sempre dopo ogni delitto, ma ciò non la rende meno colpevole.

Quando compare fuori dalla casa di una futura vittima vestita di nero e brandendo un martello, è fredda e terrificante come qualsiasi altro assassino.

Come affermava Oscar Wilde: “Lo scopo del bugiardo non è altro che affascinare, deliziare, procurare godimento. Egli è la base della società civile”.

Le tecnologie che Charlie Brooker ci presenta in Black Mirror deliziano sempre all’inizio e fanno credere a coloro che le usano che non possano vivere senza di esse o senza il piacere che danno.

Ma non sono obbligatorie. Questa è solo un’altra bufala che la società civile vuol farci credere.

Alla fine, con o senza tecnologia, viene alla luce il vero carattere delle persone, anche se forse alcune circostanze ce lo mostrano in maniera più drammatica.

In Crocodile la tecnologia non è il cattivo di turno

Come nella vita, nella maggior parte delle serie Netflix l’essere umano cade volontariamente nella trappola. In questo episodio, tuttavia, la tecnologia si rivela come uno strumento che permette di individuare frodi e reati, consentendo anche l’accesso a ricordi che alcune persone che non vogliono rivelare.

Ancora una volta, ci troviamo di fronte alla difficile decisione di scegliere tra privacy o più controllo da parte della società. Quel piccolo dispositivo tecnologico, il “rammentatore”, ci fa pensare che possa essere facile scoprire cosa ha fato una persona.

Non sappiamo, tuttavia, se di fronte alla possibilità di vedere svelato il suo segreto, la persona possa commettere atti persino più gravi verso gli altri o se stessa.

L’egoismo, la convenienza e la freddezza possono rimanere dormienti fino a quando un dispositivo o una persona non li fa emergere. Quindi, la tecnologia di per sé non è cattiva.

L’episodio ci mostra ciò che gli esseri umani sono capaci di fare se si sentono minacciati da qualcuno che può conoscere senza limiti tutti i loro ricordi.

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