Curiamoci di chi si prende cura di noi

· 15 ottobre 2016

Curiamoci di chi si prende cura di noi, perché i medici, gli infermieri, gli operatori, gli assistenti, in generale tutto il personale sanitario, danno il massimo per prendersi cura di noi nonostante le difficoltà. Anche loro sentono il nostro dolore e devono affrontare la burocrazia che comporta il loro lavoro così come accade a noi con le liste di attesa.

A volte il personale medico deve fare miracoli per soddisfare le esigenze della burocrazia, dei superiori del centro sanitario, del paziente e dei suoi familiari. Tutto questo senza considerare lo stress personale che ne può derivare.

Per questo motivo, è normale che chi lavora in ambito sanitario possa incorrere nello stress o nella Sindrome da burnout. Pensare a chi si prende cura di noi, al loro benessere, con tecniche come la mindfulness, dovrebbe essere una priorità nei centri sanitari e ospedalieri perché anche il personale ha bisogno di essere curato.

Stress e burnout nel personale sanitario

Quando accompagniamo una persona in ospedale, di solito abbiamo paura e siamo frustrati nel vederla soffrire tanto perché non possiamo fare nulla per lei, non siamo medici. Per questo motivo, ci sentiamo impotenti, ansiosi e chiediamo un controllo continuo al personale sanitario, magari infastidendolo con le nostre richieste.

Le persone che lavorano in ospedale, inoltre, devono affrontare un orario di lavoro davvero stancante e spesso, soprattutto nel periodo estivo, il personale non è sufficiente. Anche in questa situazione, però, i dipendenti dell’ospedale svolgono il loro lavoro con la massima professionalità possibile, cercando di rispondere a tutte le richieste, dei pazienti e dei loro superiori. Tuttavia, l’equilibrio può spezzarsi ed è lì che cominciano i problemi.

Stress

Lo stress lavorativo è un insieme di reazioni emotive, cognitive, fisiologiche e comportamentali del lavoratore a certi aspetti difficoltosi o nocivi del lavoro stesso. Lo stress lavorativo nel personale medico sorge quando le richieste del lavoro sono elevate e, allo stesso tempo, la capacità di controllo della presa di decisioni -per mancanza di risorse in termini di personale e dell’ambiente sanitario- è bassa.

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Determinate condizioni di lavoro del personale sanitario sono di solito legate ad un’ampia gamma di reazioni fisiche e psichiche che si ripercuotono sulla salute, sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità delle cure e dell’assistenza che queste persone offrono ai pazienti.

Queste situazioni possono avere a che fare con i pazienti e i loro familiari, con il contatto diretto con la morte e il dolore, con la responsabilità della salute altrui, con l’affrontare situazioni di emergenza o la pressione sociale e le difficoltà di coordinamento.

Burnout

Burnout, sindrome del “lavoratore bruciato”, è una conseguenza dello stress lavorativo e dal 1994 viene catalogata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una malattia professionale. Si tratta di un disturbo emotivo per cui le variabili dell’ambito lavorativo, dello stress causato dall’impiego stesso e dallo stile di vita del lavoratore hanno un ruolo importante. Si distinguono tre dimensioni:
  • Stanchezza emotiva: si manifesta con alterazioni emotive che derivano dalle difficoltà lavorative nel gestire emozioni intense, dei pazienti o di altro personale, il che influenza le decisioni professionali e aumenta gli errori sul lavoro. Queste alterazioni emotive, inoltre, causano malessere psicologico e riducono l’empatia che di solito facilita le relazioni tra il personale e i pazienti.
  • Depersonalizzazione: caratterizzata da una tendenza al distacco dai pazienti e dall’adozione di comportamenti meccanici, che possono aumentare gli errori sul lavoro.
  • Sensazione di bassa realizzazione personale: in questi casi è inversamente associata all’ottimismo e alla valorizzazione del lavoro ed aumenta nel personale sanitario che a che fare con malati terminali.
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Tutto questo rende le conseguenze psicologiche e fisiche molto gravi. Alcuni dei sintomi più comuni di questa sindrome sono: bassa autostima, sensazione di stanchezza, di insuccesso e di impotenza, stato di eccitazione e nervosismo costanti, comportamenti irritabili o aggressivi, mal di testa, tachicardia, insonnia e poco rendimento, tra i tanti.

La differenza tra stress e sindrome da burnout

Anche se le differenze tra lo stress e la sindrome da burnout non sono facili da individuare, il burnout può essere considerato come la fase ultima dello stress cronico. Secondo il modello di Selye, che considerava la terza fase dello stress come la fase della stanchezza, esistono alcune differenze tra le due condizioni:
  • Lo stress può scomparire dopo un adeguato periodo di riposo, invece il burnout non diminuisce dopo le ferie o le vacanze: il burnout non è un processo associato alla stanchezza, ma alla demotivazione emotiva e cognitiva che segue l’abbandono degli interessi che in un determinato momento erano importanti per il lavoratore.
  • Il burnout si manifesta in modo più brusco rispetto allo stress: nel personale sanitario il burnout è più insidioso, mentre lo stress si sviluppa in un periodo di tempo prolungato durante il quale aumentano a dismisura le richieste dei pazienti.
  • Il burnout è una variabile dello stress particolarmente legata alla perdita degli elementi cognitivi che valorizzano il lavoro: appare quando si perde la giustificazione di uno sforzo o di un compito che prima appassionava e che ora è diventato un carico pesante, monotono o eccessivo.

I benefici della mindfulness per il personale sanitario

La salute mentale di questi lavoratori richiede una particolare attenzione perché imparino a regolare le situazioni di stress, di ansia e di malessere emotivo. La pratica della mindfulness non solo migliora il funzionamento e la qualità della vita del personale sanitario, ma anche il servizio e le cure prestati ai pazienti.

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Alcune tecniche basate sulla mindfulness, come la meditazione legata alla respirazione, la meditazione di consapevolezza, la meditazione del cammino o la meditazione dell’amore e della compassione, che in molti casi si possono realizzare all’interno del centro sanitario, migliorano tutti gli indicatori dello stress e della sindrome di burnout presentati dal personale sanitario.

Per questo motivo, insegnare a chi si prende cura di noi alcune tecniche basate sull’attenzione che aiutino loro a migliorare il loro stato emotivo, ad aumentare l’empatia e a prendersi cura del loro benessere, avrà delle ripercussioni anche sulla nostra salute e sulla qualità del sistema sanitario stesso, perché prenderci cura del personale sanitario significa prenderci cura di noi stessi.