Chi discute per provare la sua saggezza mostra solo ignoranza

· 22 dicembre 2016

Chi tanto discute per provare la sua saggezza o per imporre la sua verità universale, non mostra altro che la sua ignoranza. Perché non è intelligente chi ha la meglio nelle discussioni, ma chi non le provoca e chi sa prendere le distanze quando si rende conto che ci sono battaglie che non vale la pena combattere.

È, quindi, evidente che l’arte del discutere è strettamente legata alla personalità. Il modo in cui realizziamo questo processo è anche relazionato con l’educazione ricevuta e le dinamiche familiari in cui siamo cresciuti. In questi micro-universi, così diversi e complessi, spesso si finisce per assimilare la convinzione che chi più grida è chi finisce poi per avere ragione.

“Mantieni la calma nelle discussioni, perché il fervore può trasformare l’errore in colpa e la verità in scortesia”

(Herbert Spencer)

Chi discute di rado lo fa per avvicinare le posizioni. Tenta di disarmare, ascolta per rispondere e non per comprendere, amplificando così i malintesi fino a creare un’atmosfera segnata dalla negatività e dalle tensioni. Se, fin da bambini, avete visto i vostri genitori far scoppiare vere e proprie contese basate solo sullo scambio di rancori, capirete perché le dinamiche di questo tipo si cristallizzano generazione dopo generazione.

Nessuno ci inizia all’arte delle giuste discussioni, su questo non c’è dubbio. Questo rende per nulla semplice gestire situazioni del genere se la persona che abbiamo davanti è il nostro partner o un altro familiare stretto. Perché quanta più vicinanza emotiva c’è, maggiori sono gli effetti collaterali e più pesante è l’arsenale di accuse che si possono lanciare.

Vi proponiamo di riflettere su questo argomento insieme a noi.

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La teoria del 5% nelle discussioni di coppia

Tutti sappiamo che le discussioni più difficili sono quelle che avvengono nella coppia. Si tratta di uno scenario crudo, amaro ed intenso, in cui le emozioni sono a fior di pelle. Il dispetto, la testardaggine di voler imporre il proprio punto di vista e la necessità disperata di sentirci compresi, non sempre rendono le nostre argomentazioni chiare o costruttive come vorremmo.

Nella terapia di coppia, esiste una teoria infallibile che fa riferimento proprio a questo: la regola del 5%. Dentro il marasma di convulse tensioni e differenze, c’è sempre un piccolo angolo in cui si può confluire. Riconoscere quel 5% in cui entrambi sono d’accordo non significa assolutamente dover abbandonare la posizione rispetto all’altro 95%.

Quella è un’isola di salvezza in cui la coppia può sedersi per arrivare ad un accordo. Non possiamo dimenticare che l’obiettivo finale delle discussioni con il nostro partner non è “vincere”, ma “costruire”. Potremo riuscirci solo per mezzo di un’adeguata intelligenza emotiva, del rispetto e del principio della reciprocità.

“Sono consapevole che le nostre difficoltà economiche preoccupano entrambi, ma credo che dovresti condividere con me i tuoi pensieri e non chiuderti così. Il tuo isolamento mi crea malessere e so che poi lo scarico su di te. Tutti e due alimentiamo un circolo vizioso che deve finire”.

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Chi discute per avere ragione perde tutto

Sicuramente vi sarà capitato di agitare la bottiglia di una bibita gassata. Quando avete tolto il tappo, il liquido è esploso fuori, schizzando dappertutto. La stessa cosa succede con i litigi concitati in cui, in soli cinque secondi, potete perdere tutto. Lasciarvi trasportare da un momento d’ira può condurvi ad una vita intera di pentimento.

Le emozioni sono come le bibite gassate: se le trattenete un giorno dopo l’altro, mandando giù il rospo e tacendo, abbassando la testa e accettando, arriverà il giorno in cui esploderete nel peggiore dei modi. Reagire a qualcosa dopo appena un secondo ha degli effetti collaterali, ma neanche tacere e sopportare è una buona scelta.

A seguire vi proponiamo di riflettere sulle strategie che potete mettere in pratica per gestire meglio le discussioni.

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L’arte di discutere con serenità ed intelligenza

Potete cercare di mantenere la calma e dirvi che non vale la pena di discutere. Tuttavia, tutti hanno un pulsante d’allarme che gestisce il loro sistema limbico. Quest’ultimo è una struttura cerebrale che fa da fondamento alla nostra essenza più istintiva e che ci sussurra “reagisci, sei di fronte a una minaccia”.

  • Il trucco per discutere con intelligenza è non permettere che vi portino fino a questo punto. Dovete evitare questa fase in cui la vostra volontà è manovrata dal sistema limbico, perché è quello il momento in cui affiorano la rabbia, il dispetto e l’incapacità di controllo.
  • Non lasciate che le discussioni si accendano. Allungate i tempi di risposta, visualizzate una sala con una luce bianca e serena in cui poter entrare ogni volta che avete bisogno di prendere le distanze; in questo modo, continuerete a vedere le cose con chiarezza.
  • Quando le argomentazioni valide cessano di essere presenti per lasciare spazio alle accuse, è il momento di finirla. In questa fase, ogni discussione smette di avere senso per trasformarsi in una battaglia campale.
  • Chi discute con aplomb, acume e voglia di essere costruttivo, in realtà nasconde un grande apprendimento previo. Questa persona gestisce le sue emozioni e, soprattutto, ha una buona auto-conoscenza ed è pienamente sicura di se stessa.

Sappiamo che, nel nostro linguaggio, la parola “discutere” ha una connotazione negativa. Tuttavia, ci sono discussioni che vale la pena fare: quelle attraverso cui si può arrivare ad un accordo, grazie al rispetto e all’attenzione. Questo è possibile solo se entrambi investono su un aspetto essenziale: la buona volontà.

Immagini per gentile concessione di Jimy Liao e Quentin Gréban