Dislalia: caratteristiche, tipi e trattamento

La dislalia è un disturbo del linguaggio. In questo articolo ne diamo la definizione, descriviamo i diversi tipi e le possibili aree di intervento. 
Dislalia: caratteristiche, tipi e trattamento

Ultimo aggiornamento: 02 marzo, 2021

La dislalia è associata a un incompleto sviluppo del linguaggio nella fase infantile; si manifesta a partire dai quattro anni di età con difficoltà di articolazione non spiegate da un’anomalia del sistema nervoso. Come si diagnostica e come si cura? Ne parliamo in questo articolo.

L’acquisizione del linguaggio è un elemento fondamentale per lo sviluppo delle attività psichiche superiori. Ci riferiamo all’insieme di abilità che ci caratterizzano come specie; abilità che negli anni, ci permettono di risolvere problemi sempre più complessi, fare calcoli a mente, organizzare le attività quotidiane, scambiare idee e tanto altro.

Il linguaggio

Il linguaggio è servito all’uomo per sviluppare un tipo di comunicazione più sofisticata, astratta e precisa. Ci ha permesso di comunicare in registri molto diversi, all’interno di ogni tipo di cultura, di generazione in generazione. Pertanto, un disturbo del linguaggio rappresenta un ostacolo nel condividere informazioni, assimilarle ed evolversi.

Una delle modalità principali per trasmettere la conoscenza e comunicare è tramite la parola. La dislalia è uno dei disturbi più comuni che la riguardano. 

Logopedista tratta un bambino con dislalia.

Caratteristiche della dislalia

Il termine dislalia deriva dal greco dis che significa “difficoltà o anomalia” e lalia, “parola”. È un disturbo che coinvolge la capacità di parlare, caratterizzato da una non adeguata articolazione dei fonemi. Attualmente nel DSM5 viene classificata come disturbo specifico del linguaggio.

Nella dislalia si osservano, quindi, chiare difficoltà nella pronuncia delle unità minime fonologiche della lingua. Ad esempio /b/ e /l/ sono due fonemi distinti perché esistono coppie di parole come “botta” e “lotta” in cui, se scambiamo i due suoni  alteriamo il significato della parola.

Tipi

All’origine di questo disturbo sono associate quattro cause. Il linguaggio, per poter essere emesso e interpretato, richiede l’intervento di diversi sistemi. Una classificazione delle forme di dislalia tiene quindi in considerazione tali sistemi.

Dislalia evolutiva

Non è considerata una patologia in quanto tale. Come suggerisce il nome, infatti, la capacità di linguaggio è considerata secondo i parametri comuni, ancora in evoluzione. Alcuni errori sono pertanto accettabili, sebbene possano servire come punto di partenza per prevenire futuri disturbi del linguaggio.

Questo tipo di dislalia interessa il periodo di età da zero a tre-quattro anni. In questa fase ancora ci si aspettano modifiche nel sistema nervoso centrale. Alcuni specialisti per questa tappa si rifiutano persino di parlare di un disturbo del linguaggio vero e proprio.

Dislalia audiogena

Come indica il nome, questo tipo di dislalia è legata all’udito. Abbiamo detto che il linguaggio è un’abilità multisistemica che richiede il corretto funzionamento di tutti gli organi che compongono detto sistema. Sarà quindi fondamentale confermare o escludere un disturbo uditivo attraverso test specifici.

Se il bambino non percepisce il suono in modo corretto, avrà problemi ad articolare bene i fonemi. Il trattamento di questo disturbo, sebbene classificato come dislalia, deve puntare a risolvere il deficit uditivo.

Dislalia organica

È associata agli organi che partecipano alla pronuncia dei fonemi. Non fa capo allo sviluppo o a un deficit uditivo, ma è conseguenza di un difetto o di un’anomalia di uno degli organi che partecipano alla parola.

Gli organi di solito coinvolti sono le labbra, il palato, la lingua e i denti, le quattro aree che permettono il punto e la modalità di articolazione dei fonemi. Difetti comuni sono il labbro leporino o la palatoschisi, le anomalie del frenulo linguale o dei denti.

Dislalia funzionale

A differenza della dislalia organica, in cui occorre intervenire sulla malformazione, in questo caso il problema è un utilizzo non corretto degli organi che intervengono nella fonazione.

In altre parole, gli organi della fonazione non presentano alterazioni; pertanto ci si attende da essi un funzionamento normale. Sono percepibili tuttavia difetti di pronuncia o difficoltà nell’uso dei fonemi.

Bambina e terapista.

Intervento

Il trattamento dipenderà dal tipo di dislalia. Nei primi tre gruppi che abbiamo descritto, sono già state fornite le indicazioni sulle aree di intervento.

L’area di competenza della dislalia funzionale è la psicologia; questa può essere d’appoggio anche negli altri tre tipi di dislalia sebbene non sia decisiva.

Purtroppo in molti casi l’intervento proposto dallo specialista dipende dalla visione o dalla corrente di pensiero a cui aderisce, a volte a discapito dell’approccio migliore.

Gli strumenti sono invece molteplici; vanno dagli esercizi muscolari del sistema fonatorio, all’intervento sull’area psicologica interessata.

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