Disturbi della memoria: quando preoccuparsi?

· 14 marzo 2015

Dimenticare alcune cose è normale e succede a tutti, ma con il passare del tempo le dimenticanze possono divenire un po’ più laceranti. Accade che, oltre alle dimenticanze in sé e la maggiore o minore ripercussione che esse hanno sulla nostra vita giornaliera, esiste anche la logica preoccupazione riguardo le cause che le provocano.

Dimenticare spesso le cose, anche se comune e quotidiano, oltre ad un errato funzionamento della nostra memoria, può farci sospettare di soffrire di qualche malattia mentale, come l’Alzheimer. Per questo motivo, in questo articolo vogliamo analizzare le differenze tra dimenticanze normali, quotidiane (che non sono il sintomo di nessuna affezione, ma tutto il contrario) e la perdita di memoria nelle prime fasi di una malattia mentale. 

Perché si perde la memoria?

Dimenticarsi qualcosa di solito è frutto della vita quotidiana. La nostra memoria lavora sempre, ma finisce anche per abituarsi alla routine che domina le nostre vite. Nel momento in cui la routine cambia, le nuove conoscenze fanno sì che quelle vecchie vengano prese meno in considerazione da parte del cervello.

La spesa settimanale è un’ottima prova al riguardo: se cambiamo prodotti o ne aggiungiamo alcuni nuovi, quelli che compravamo prima vengono respinti dalla nostra memoria a breve termine; in questo modo, dimentichiamo ingredienti che erano e continuano ad essere essenziali.

Non ricordare un viso, un nome o dimenticare di comprare qualcosa rappresentano una dimenticanza comune, ma se invece dimentichiamo di fare tutta la spesa, ad esempio, allora è molto probabile poter iniziare a parlare di perdita della memoria

La perdita della memoria può trovare le proprie radici in diversi fattori, tra cui:

Stress acuto

– Depressione

– Menopausa

– Traumi cranio-encefalici

– Abuso di droghe o alcol

– Malattie come l’ipertensione

– Colesterolo alto

– Alcune affezioni epatiche

– Disturbi della ghiandola tiroidea

Quando dobbiamo iniziare a preoccuparci?

A seguire spieghiamo nei dettagli la sintomatologia che può essere motivo di preoccupazione: 

• Non essere in grado di risolvere problemi o prendere decisioni che siamo soliti fare.

• Sperimentare confusione sul tempo e sul luogo. Se il nostro cervello ricorre alla memoria a lungo termine e a situazioni lontane nel tempo, invece di utilizzare la memoria a breve termine. L’esempio per eccellenza è quello di una persona pensionata da molto tempo, la quale all’improvviso inizia a vestirsi la mattina per andare a lavoro.

• Bruschi cambiamenti di personalità ed umore.

• Non ricordare nulla dei luoghi o delle azioni da poco realizzati, soprattutto se queste azioni hanno avuto bisogno di molta attenzione. È normale che l’esecuzione di processi automatici, come guidare, creino lacune nella memoria durante il periodo in cui li svolgiamo perché cognitivamente lavoriamo su altri aspetti.

• Avere difficoltà nell’apprendere nuove parole, a scrivere o a leggere.

• Avere difficoltà nel realizzare compiti con cui prima avevamo grande familiarità.

• Perdersi o sentirsi confusi quando si realizzano percorsi abituali o si transita per luoghi ben conosciuti.

Memoria a breve termine

Come potete dedurre, la chiave per differenziare le dimenticanze, la perdita di memoria e le malattie cognitive degenerative, come l’Alzheimer, è la memoria a breve termine. 

Se notate che il vostro cervello utilizza la memoria a lungo termine per processare informazioni recenti, invece di ricorrere al riferimento logico offerto dalla memoria a breve termine, e continua a ripetere questo tipo di schema, senza dubbi dovete rivolgervi ad un medico.

Se oggi avete dimenticato di comprare il latte, si tratta solo di fare più attività fisica (almeno 30  minuti al giorno) per ossigenare bene il cervello, così come attività che stimolano i processi cerebrali come la lettura, giocare a scacchi, risolvere cruciverba, fare conti mentali,  etc.

Tuttavia, considerate una cosa molto importante: se potete, cercate di ridurre i livelli di stress. Tutti questi consigli, vi aiuteranno a mantenere il vostro cervello attivo e la vostra memoria “fresca”.

Cosa fare?

Per riassumere, ci sono certe dimenticanze che possono essere catalogate come normali (per esempio, dove abbiamo lasciato le chiavi oppure un documento) e che possono essere causate dallo stress, dalla vita agitata piena di preoccupazioni, distrazione e stanchezza. Queste dimenticanze, in generale, non sono gravi e, pertanto, non devono essere motivo di preoccupazione.

Al contrario, esistono altre situazioni alle quali bisogna prestare attenzione e non ignorare. Se iniziate a notare che non siete in grado di ricordare cosa avete mangiato il giorno prima, il nome del libro che avete finito di leggere qualche giorno prima, se dimenticate completamente un appuntamento importante che avevate programmato in anticipo, allora probabilmente è necessario un consulto medico.

È molto importante chiarire che non tutti i casi di perdita di memoria implicano un successivo sviluppo di Alzheimer o di altre malattie della stessa natura. Tuttavia, se iniziate a notare con frequenza questi sintomi, in voi oppure in un familiare, la cosa migliore è rivolgersi ad uno specialista per determinare se si è dinanzi alle prime fasi di un processo degenerativo oppure se si tratta solo di una perdita di memoria che possiamo recuperare attraverso terapie idonee.

 

Immmagine per gentile concessione di Christian Bucad