Disturbo delirante: sintomi e trattamento

· 8 Maggio 2019
La persona con disturbo delirante non si comporta in modo stravagante o strano, come potrebbe invece accadere in altri disturbi psicotici

La caratteristica principale del disturbo delirante è la presenza di uno o più deliri che persistono per almeno un mese. Nel corso del XVII secolo il concetto di follia faceva riferimento soprattutto al delirio, dunque “essere pazzo” equivaleva ad “avere deliri” e viceversa. Cosa è dunque un delirio?

La definizione più conosciuta e citata è quella offerta da Jaspers nel suo Psicopatologia Generale (1975). Secondo Jaspers, i deliri sono falsi giudizi che si concretizzano perché l’individuo li difende con grande convinzione, a tal punto da non essere influenzabili né dall’esperienza né da conclusioni inconfutabili. Inoltre, il loro contenuto non ha possibilità di esistere.

Per identificare un delirio in quanto tale, dovremmo tenere in considerazione la misura in cui l’esperienza si adatta ai seguenti punti:

  • Viene difesa con estrema convinzione.
  • Viene vissuta come una verità di per sé evidente, con forte appartenenza personale.
  • Non si lascia modificare né dalla ragione né dall’esperienza.
  • Il suo contenuto è spesso di fantasia o quantomeno intrinsecamente improbabile.
  • Non è condiviso da altri membri del gruppo sociale o culturale.
  • La persona è preoccupata da questa credenza e le risulta complicato evitare di pensare o di parlare di essa.
  • La credenza è fonte di malessere soggettivo o interferisce con il ruolo sociale della persona e delle sue attività.

Per riassumere, i deliri sono concettualmente molto complessi, e forse per questo risulta così difficile “chiuderli” in una definizione. Ad oggi, se chiedessimo a chiunque di descrivere l’immagine che si ha di un “folle”, è molto probabile che ci risponderebbe che è colui che si crede Napoleone o che afferma di essere perseguitato dai marziani.

Donna afflitta da pensieri negativi

Quali sono le caratteristiche del disturbo delirante?

La caratteristica fondamentale del disturbo delirante è la presenza di uno o più deliri che persistono per almeno un mese. Non bisogna però confondere la presenza di deliri con la diagnosi di schizofrenia. Il disturbo delirante è una cosa, la schizofrenia un’altra.

Non si formula una diagnosi di disturbo delirante se la persona ha avuto in passato una sintomatologia che soddisfa il criterio A della schizofrenia (secondo il DSM-5). A parte l’impatto diretto prodotto dai deliri, il deterioramento del funzionamento psicosociale può essere più circoscritto rispetto ad altri disturbi psicotici. 

La persona con disturbo delirante non si comporta in modo stravagante o strano, come potrebbe invece accadere in altri disturbi psicotici. Il DSM-5 riferisce anche che nel disturbo delirante i deliri non possono essere attribuiti agli effetti di stupefacenti (ad esempio, di cocaina) o di altre patologie mediche (come per esempio il morbo di Alzheimer). Non possono nemmeno essere associati ad altri disturbi mentali, quali il disturbo da dismorfismo corporeo o il disturbo ossessivo-compulsivo.

Criteri diagnostici del disturbo delirante secondo il DSM-5

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) cita i seguenti criteri diagnostici per il disturbo delirante:

A. Presenza di uno o più deliri della durata di un mese o più.

B. Mancanza di soddisfazione del criterio A della schizofrenia. Le allucinazioni, se esistono, non sono importanti e sono associate al tema delirante (ad esempio, la sensazione di venire assaltati da insetti, associata ai deliri di infestazione).

C. A parte l’impatto del delirio o delle sue ramificazioni, il funzionamento non è particolarmente alterato e il comportamento manifesto non è stravagante o strano.

D. Si sono verificati episodi maniacali o di depressione maggiore, brevi rispetto alla durata dei periodi di delirio.

E. Il disturbo non è attribuibile agli effetti fisiologici di una sostanza o di un’altra patologia. Non è meglio associata ad altro disturbo mentale, quale il disturbo del dismorfismo corporeo o il disturbo ossessivo-compulsivo.

Uomo con disturbo delirante

Quli tipi di delirio esistono?

Ancora una volta, il DSM-5 cita i tipi di deliri esistenti. In un disturbo delirante possono manifestarsi i seguenti deliri: 

  • Tipo erotomaniaco. Il tema centrale del delirio è che l’altra persona è innamorata dell’individuo che soffre di questo disturbo.
  • Di grandezza. Il tema centrale del delirio è la convinzione di avere un certo talento o conoscenze non riconosciute oppure di avere fatto una qualche importante scoperta.
  • Delirio di gelosia. Questa sottocategoria è presente quando il tema centrale del delirio è che il coniuge o l’amante è stato infedele.
  • Delirio di persecuzione. Il tema centrale di questo delirio implica la convinzione che qualcuno stia cospirando contro la persona, o che la stia ingannando, spiando, seguendo, avvelenando o drogando, diffamando, infastidendo o impedendo di raggiungere obiettivi a lungo termine.

Oltre a queste tipologie, ne esistono anche di tipo misto (così chiamato quando non predomina nessun tipo di delirio in particolare) e il tipo non specificato. Quest’ultimo è manifesto quando il delirio dominante non si può chiaramente determinare o non è descritto tra i tipi specifici (ad esempio, deliri referenziali senza un’importante componente di persecuzione o di grandezza).

Trattamento del disturbo delirante

Il disturbo delirante è considerato di difficile trattamento. I farmaci antipsicotici, gli antidepressivi e i farmaci che stabilizzano l’umore vengono spesso prescritti per trattare i disturbi psicotici. Al contempo, c’è un crescente interesse per le terapie psicologiche come modalità di intervento. D’altra parte, possiamo affermare che oggi c’è ancora parecchio margine di miglioramento nelle forme di intervento sui disturbi deliranti.

Uomo in terapia

Attualmente non prevale una modalità di intervento in quanto a risultati ottenuti. Fino a quando non si profilerà un intervento mirato che migliori i risultati dei medici generici, il trattamento dei disturbi deliranti probabilmente si baserà su quelli considerati efficaci per altri disturbi psicotici e problemi di salute mentale.