Dite all’ultimo uomo che sognerà di spegnere la luna

15, ottobre 2015 in Psicologia 258 Condivisi

“Sognare non è una cosa solo da bambini

Poche cose definiscono l’essere umano come la capacità di sognare, di andare oltre la propria realtà più vicina per fissare le proprie aspirazioni, i propri desideri.

Sognare significa toccare la luna, ma avendo sempre i piedi saldi a terra”

E voi… avete smesso di sognare? Sappiamo che non lo avete fatto. Che non ci sono momenti in cui il vostro sguardo si perde lì dove la mente guida le vostre aspirazioni personali, i vostri desideri segreti, ma che avete sempre sognato.

I bambini sognano e mettono in scena le proprie idee e fantasie in ognuno dei loro giochi. Noi adulti, invece, poiché siamo obbligati a mantenere la nostra integrità e discretezza, sogniamo in silenzio e con lo sguardo spalancato.

Di sicuro condividerete l’idea che l’essere umano è fatto di sogni. Anzi, c’è di più. Possiamo tranquillamente dire che ogni istante della nostra quotidianità è piena di ricordi e desideri.

Cosa significa tutto ciò? Che la nostra mente, sempre inquieta e vorace, ci fa viaggiare tra gli episodi del passato per confrontarli con i desideri del futuro nel quale è racchiusa parte della nostra felicità.

In un modo o nell’altro, aspiriamo sempre a ottenere qualcosa di preciso, a sperimentare più emozioni positive, quelle che conserviamo nei nostri sogni, a volte, perché negarlo, in modo idealizzato.

Fa male sognare? Assolutamente no, tutti siamo nati con le ali, con quegli arti invisibili che ci guidano verso i nostri progetti, verso i nostri castelli in aria dove bisogna costruire le fondamenta. Oggi parliamo proprio di questo.

Sognare per fuggire dalla realtà?

Sognare per fuggire dalla realtà…? Lo abbiamo fatto tutti almeno una volta nella vita e non per questo va definito come un comportamento immaturo o tanto meno patologico.

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In quei momenti del ciclo della nostra vita quando, per esempio, soffochiamo di problemi, i sogni agiscono come vie catartiche. Come una via di fuga.

Quando si vive un’infanzia difficile durante la quale il legame con la propria famiglia non è molto stretto e si soffre, i sogni spesso rappresentano un’isola di pace sulla quale sopravvivere.

Nonostante ciò, se c’è qualcosa di positivo nella semplice azione di sognare è che, a volte, ci aiuta a capire che la realtà che stiamo vivendo non ci rende felici.

Se usiamo i sogni come un rifugio, significa che stiamo fuggendo da qualcosa e, quindi, dobbiamo prenderne coscienza per poi reagire.

Tutti i bambini che vivono un’infanzia traumatica sognano un futuro migliore, in un ambiente più caloroso e affettuoso. Pieno di felicità.

Quando arriva il momento, quei sogni devono servire come “motori di vita”, come potenti ingranaggi che ci permettono di reagire e costruire la strada che vogliamo, a seconda dei nostri desideri e dei nostri sogni.

I sogni sono, allo stesso tempo, rifugi quotidiani e meravigliose vie di fuga. Tuttavia, non si può vivere per sempre su quelle isole di pace, in quei paradisi perfetti. I sogni devono essere finestre dalle quali affacciarsi per poi scavare dentro se stessi. Una volta capito di cosa abbiamo bisogno, il motore del cambiamento può iniziare a muovere la nostra realtà.

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Sogni: aspirazioni che vale la pena raggiungere

La vita è un sogno continuo che bisogna costruire giorno dopo giorno con allegria, ottimismo ed energia. Nel momento in cui “restiamo arenati” a causa della sofferenza o dei problemi che ogni tanto ci colpiscono, la realtà diventa grigia e la vita smette di essere un sogno e si trasforma in un incubo.

Che possiamo fare? Dobbiamo ricorrere ai farmaci, alle pillole contro il mal di vivere?

Lo sappiamo bene, trovare una soluzione unica che sia utile a tutti è impossibile, poiché ognuno di noi è unico nella propria tristezza, nella propria sofferenza personale.

Nonostante ciò, dovete ricordare che non bisogna mai smettere di sognare. È proprio nei sogni che si nascondono le nostre aspirazioni personali, quelle che possono aiutarci a costruire una felicità autentica, quindi… perché vergognarsi? Perché dire che i sogni sono castelli di fumo buoni solo per i bambini?

Annotatevi questi semplici consigli:

Bisogna sognare con le ali ben spiegate, con la mente sveglia e i piedi per terra. Cosa significa tutto ciò? Che i nostri sogni devono essere fattibili. Non si tratta di aspirare all’irraggiungibile: avere una relazione sentimentale con quell’attore o attrice del cinema o vivere in un castello vicino a un lago.

Bisogna sognare e aspirare a ciò di cui abbiamo davvero bisogno e a ciò che può aiutarci a crescere interiormente, a essere felici.

Sognate un lavoro migliore? Impegnatevi al massimo per ottenerlo. Sognate una relazione sentimentale che vi renda felice? Iniziate essendo felici voi stessi, poi cercate la persona giusta.

– Non perdete mai la vostra innocenza, la vostra gioia di vivere: chi smette di sognare, chi ferma il flusso dei propri sogni e desideri, apre la strada alle paure. Sognare significa essere entusiasti di vivere ogni singolo giorno, sperando che accada il meglio, che la felicità si nasconda da qualche parte.

Non perdete il bambino che è in voi e che vi permette di vedere sempre il lato positivo delle cose, la luce del giorno, i sorrisi della gente. Siate felici, apritevi al mondo e lasciate che vi trascini per mano mostrandovi ciò che di meglio ha da offrirvi la vita.

Perché la luna non si spegnerà

finché ci sarà qualcuno che sogna…

orso polare

“Se avete costruito dei castelli in aria, il lavoro fatto non va sprecato; ora basta costruire le fondamenta al di sotto” (George Bernard Shaw)

Immagini per gentile concessione di Amanda Clark e Karen Jones Lee

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