La catarsi emotiva

6 gennaio 2015 in Psicologia 1064 Condivisi

Quando le emozioni ci bloccano e ci sentiamo saturi, cerchiamo di adottare un atteggiamento di autocontrollo.

Ci hanno insegnato che non dobbiamo farci vedere mentre piangiamo o stiamo male. Per questo cerchiamo di mostrarci agli altri sempre felici, integri, forti, anche se dentro di noi stiamo per scoppiare e ci sentiamo vulnerabili, deboli ed emotivi.

Tentiamo di nascondere quello che proviamo davvero, di reprimerlo, di vivere come se niente fosse, vale a dire, negando la nostra persona.

Arriva però il giorno in cui non ce la facciamo più, ci sentiamo stanchi, esausti, con la voglia di lasciare tutto. Le emozioni si scatenano, non possiamo controllarle perché affiorano senza il nostro permesso, ci sentiamo male. Allo stesso tempo, il corpo risponde con il dolore fisico, con malattie, reazioni allergiche, fastidi.

Questa è la catarsi emotiva. Vi è mai capitato? Andate incontro ad un collasso emotivo, le emozioni vi bloccano, vi paralizzano e non riuscite ad essere abbastanza forti da contenerle, vi sentite sopraffatti, piccoli, come se il mondo fosse un luogo pericoloso per voi, come se qualsiasi cosa vi ferisse e vi provocasse dolore, come se nessuno vi capisse.

Ed è proprio questo il momento catartico, quello che avete cercato di evitare per molto tempo, durante il quale vi siete mostrati forti, impassibili, coraggiosi ed avete raggiunto l’autocontrollo necessario per sentirvi bene, in equilibrio.

Tuttavia, tutti i recipienti finiscono per riempirsi, e prima o poi accade. Se analizzate e osservate l’ “esplosione emotiva”, vi renderete conto che non è sorta dal nulla, ma durante un tempo imprevedibile, durante il quale avete “sopportato” ed impedito ai sentimenti più profondi, alcuni dell’inconscio, di riaffiorare. Quindi, potremmo dire che se li negavate ed impedivate loro di manifestarsi, in realtà non li accettavate.

E se scavate più a fondo, forse scoprirete pensieri di “auto-necessità”, come ad esempio “Devo stare bene”, per questo negavate e nascondevate le vostre emozioni più profonde e “grazie a questo” siete stati in grado di sopravvivere, con la sensazione, “falsa”, di controllo ed equilibrio.

Questa esplosione catartica è necessaria per la vostra “salute emotiva” se arrivate a questo livello di negazione delle emozioni. Tuttavia, è più sano non arrivare a questo punto. Piuttosto, vivete liberamente ed apertamente tutte le emozioni o sentimenti, accetando il fatto che “siete umani e provate emozioni”, valorizzandole come parte di un processo di apprendimento, crescita, cambiamento e maturità.

Ecco perché è necessario incontrare dei modi salutari per esprimere le emozioni, che non facciano del male né a voi stessi né agli altri, ma che vi permettano di farle uscire, gridarle, raccontarle, piangerle e liberarvi di loro. La repressione è negativa, fa crescere le emozioni dentro di noi con maggiore intensità e dolore. E rimangono lì, irrisolte.

Qualsiasi forma “controllata” di espressione è terapeutica, liberatoria. Questo implica accettare le emozioni, parlarne e non nasconderle. Si chiama intelligenza emotiva.

Quindi, è fondamentale abbandonare la paura di soffrire, il sentirsi vulnerabili di fronte agli altri, perché il dolore più grande è quello non espresso e la vulnerabilità più grande è la pressione di nascondersi, il non essere se stessi.

Fotografia per gentile concessione di Ekaterina Rainbow.

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