Donne e sport, sotto un soffitto di cristallo

19 settembre, 2020
Lo sport femminile è una pratica che in molti paesi passa ancora inosservata. La sua visibilità è di gran lunga ridotta rispetto a quella maschile. Ma quali sono le cause di questo divario? Stiamo facendo qualcosa per cambiare rotta?

Il binomio donne e sport è ancora legato all’espressione “soffitto di cristallo”, coniato dal Wall Street Journal nel 1986 e che allude alle barriere invisibili che le donne devono affrontare per avanzare in ambito professionale e raggiungere posizioni di responsabilità. Sebbene il termine risalga agli anni ’80, è una realtà che accompagna da sempre la donna lavoratrice.

In ambito sportivo, nella quasi totale assenza di modelli da seguire, il soffitto di cristallo diventa ancora più spesso. In Italia, sebbene l’attività calcistica femminile sia un movimento in continua crescita, siamo ancora lontani dal raggiungere i livelli di tutela e sicurezza economici e normativi già presenti per gli uomini.

A livello nazionale e internazionale sono sempre di più le voci che richiedono misure specifiche volte a eliminare questi ostacoli. In Norvegia, fra mille polemiche, è stata istituita una legge sulle quote di genere. Grazie a essa, la percentuale di donne nei CDA delle imprese nazionali è passata dal 7% del 2002 al 44% nel 2010.

“Non sono la prossima Bolt o Phelps, sono la prima Simone Biles.”

-Simone Biles-

Se le donne guardano e praticano lo sport, perché non possono dirigerlo? Perché sport e donne non possono trovarsi sullo stesso binario?

Donna fa sport con scarpe da ginnastica.

Sport e donne: il buio professionale

L’inserimento della donna nel mondo dello sport è direttamente proporzionato all’evoluzione sociale. L’accettazione della donna in ambiti nuovi, fino a poco tempo prima inaccessibili, si estende anche all’ambito sportivo.

Il progresso e lo sviluppo della società italiana degli ultimi decenni è stato vertiginoso. Sono stati abbattuti preconcetti sociali da troppo tempo radicati nell’opinione comune, sebbene siamo ancora lontani dall’aver eliminato del tutto il divario di genere e gli stereotipi sulle donne.

Per combattere gli atteggiamenti sessisti e le idee conservatrici che frenano l’evoluzione bisogna iniziare dalla scuola, con la partecipazione di professori attivi che insegnino i valori dell’uguaglianza sociale garantendo un’educazione di qualità.

Le menzioni allo sport femminile nei giornali e in televisione sono ancora scarse o poco accurate. Stampa, radio e televisione continuano a riservare la maggior parte dei loro spazi ai traguardi sportivi tutti al maschile.

La donna viene spesso lasciata in secondo piano nelle sezioni sportive di stampa e telegiornali, condannandola a un livello molto basso come in altri ambiti, a partire da quello pubblicitario.

I mezzi di comunicazione proiettano un modello femminile ben lontano dalla pratica sportiva, donne con abiti striminziti o semplicemente nude. Una politica destinata, a quanto pare, ad attrarre un pubblico più interessato al contenuto apertamente maschilista che all’informazione strettamente sportiva.

“Il mondo è pieno di uomini mediocri in ogni posizione. Le donne non possono mai essere mediocri, devono essere le migliori.”

-Madeleine Albright-

Squadra di donne festeggia una vittoria.

Contesto psicosociale nella pratica sportiva femminile

Le donne risentono maggiormente dall’inattività fisica, di conseguenza potrebbero trarre maggiori vantaggi dalla pratica sportiva. Diventa quindi molto interessante scoprire i fattori più spesso associati all’attività sportiva tra le donne.

La scarsa attenzione da parte dei mezzi di informazione sulle donne sportive o la visione distorta trasmessa hanno gravi conseguenze nella formazione delle bambine. La visione dello sport che arriva nelle scuole e nelle case è troppo spesso raccontato da un punto di vista prettamente maschile.

Molte donne hanno un’interpretazione distorta della percentuale di partecipazione femminile nel mondo dello sport. Mancano i modelli da seguire, i punti di riferimento, le informazioni giuste.

Non si trovano facilmente donne sportive carismatiche che possano essere un esempio da seguire nella fase formativa delle più piccole. Sport e donne non sembra essere un binomio accattivante per la società, salvo nelle occasioni sopra descritte.

Per i motivi esposti, per una bambina diventa sempre più difficile immaginare un futuro in cui intraprendere una carriera sportiva e raccogliere i risultati dei propri sforzi agonistici. In molti casi lo sport e gli allenamenti sono materia esclusiva dei compagni maschi.

“Le critiche ci saranno sempre, devi imparare ad avere fiducia e amore per te stessa. Quando avrai costruito attorno a te una barriera di fiducia, le critiche vi rimbalzeranno.”

-Serena Williams-

Codina, N., & Pestana, J. V. (2012). Estudio de la relación del entorno psicosocial en la práctica deportiva de la mujer. Revista de psicología del deporte21(2), 243-251.

García, A. (2006). Evolución histórica y social de la presencia de la mujer en la prática física y el deporte. Lecturas: Educación física y deportes, (99), 10.

Ibáñez, E. (2001). Información sobre deporte femenino: El gran olvido. Apunts. Educación física y deportes3(65), 111-113.

http://www.juntadeandalucia.es/cultura/blog/el-techo-de-cristal-en-el-deporte/