Donne femministe nel mondo arabo

2 Marzo 2019
Oggi vi parleremo di alcune tra le più importanti donne femministe del mondo arabo. Continuate a leggere per saperne di più!

Il femminismo è un movimento di rivendicazione della parità di diritti e opportunità tra uomini e donne. Vuole mettere fine alla supremazia maschile ed eliminare i ruoli di genere. Anche se questo movimento sembra avere maggior peso in Occidente, c’è da dire che diverse forme di femminismo si sono sviluppate in altre parti del mondo, addirittura prima che in Occidente. Un esempio sono le donne femministe del mondo arabo.

All’inizio del XX secolo in Egitto, Siria e Libano hanno cominciato a diffondersi movimenti che volevano migliorare la condizione delle donne, fino a quel momento in una condizione di inferiorità. Malak Hifni Nasif, Huda Shaarawi, Hind Nawfal o Fay Afaf Kanafani sono solo alcune delle donne femministe che hanno lasciato il segno.

Tuttavia, questi nomi non hanno ottenuto l’importanza che meritano in Occidente. Oggi vi parleremo di alcune tra le più importanti donne femministe del mondo arabo. Continuate a leggere per saperne di più!

Le donne femministe del mondo arabo hanno lasciato un segno importante.

Femministe

Donne femministe del mondo arabo

Doria Shafik (1908-1975)

Doria è stata un’attivista, giornalista, docente ed editrice egiziana. Ha studiato presso l’Università del Cairo e alla Sorbona ed è diventata una delle leader della lotta politica femminista, cosa che l’ha anche costretta agli arresti domiciliari. Doria difendeva il laicismo e la democrazia, sostenendo che l’Islam parla di uguaglianza e non impone né il velo né la reclusione.

Tra i meriti di Doria vi è la fondazione di una rivista con una sezione dedicata a promuovere i diritti politici delle donne. A lei si deve anche un’associazione femminista di classe media con il fine di promuovere l’alfabetizzazione e i diritti politici delle donne, ma anche il partito politico “La figlia del Nilo”, indipendente dagli altri.

È nota soprattutto per aver istituito uno sciopero della fame che ha spinto la costituzione a garantire pieni diritti politici alle donne. La nuova costituzione concedeva alle donne il diritto di voto, anche se soltanto a coloro che lo avevano sollecitato formalmente.

In seguito, avviò un secondo sciopero della fame per protestare contro la dittatura di Nasser e l’occupazione israeliana del Sinai, ma perse l’appoggio dei suoi sostenitori e venne denunciata come traditrice e costretta agli arresti domiciliari. Da quel momento, ebbe una serie di crisi emotive che la spinsero al suicidio.

Zaynab al-Ghazali (1917-2005)

La scrittrice egiziana Zaynab al-Ghazali difendeva l’idea di uno stato basato sulla sharia o legge islamica. Riteneva che questa legge dovesse riconoscere i diritti delle donne. Da giovane, Zaynab fondò il Gruppo delle Donne Musulmane, un’associazione islamista, quindi con un’ideologia politica e religiosa che rifiutava il nazionalismo e il carattere semi-laico.

Zaynab era in contatto con altri gruppi islamisti, come la Fratellanza Musulmana. Quando alcuni dei membri vennero imprigionati, Zaynab fece da tramite con i prigionieri e prese le redini dell’opposizione islamista. Lo stato, però, la catturò e la sottopose a torture.

Nawal al-Sa’dawi (1931)

Viene soprannominata “la Simone de Beauvoir del mondo arabo”. Nawal è una psichiatra che ha dedicato la sua carriera professionale a difendere i diritti politici e sessuali delle donne. I suoi scritti le sono costati l’espulsione dal Ministero della Salute e l’abbandono del ruolo che ricopriva. Ha trascorso due mesi in carcere, durante i quali, con una matita e un rotolo di carta igienica, ha scritto Memoirs from the Women’s Prison, ovvero memorie dal carcere femminile.

Nel corso della sua vita Nawal ha cercato di fondare in Egitto un partito composto solo da donne e di ideologia femminista, ma gliel’hanno sempre proibito. È stata cofondatrice dell’Associazione Araba dei Diritti Umani e fondatrice dell’Associazione di Solidarietà con la Donna Araba. Le minacce da parte di gruppi islamisti la costrinsero a espatriare dal suo paese, ma vi ha fatto ritorno nel 2011 con l’inizio della primavera araba.

Fatima Mernissi (1940-2015)

Fatima Mernissi è stata una scrittrice e una delle femministe più attive in Marocco. Laureata in Scienze Politiche e Dottoressa in Sociologia, Fatima era un’autorità mondiale nel campo degli studi coranici.

Dopo aver studiato diverse versioni del Corano, Fatima sosteneva l’idea che Maometto fosse un femminista e un progressista per la sua epoca. Inoltre, riteneva che fossero stati altri uomini, non Maometto quindi, a iniziare a considerare la donna come un essere di seconda categoria.

Fatima Mernissi

Ha racchiuso il suo pensiero nei libri Le donne del profeta, La terrazza proibita, L’harem e l’Occidente, Islam e democrazia. La sua opera è stata censurata in Marocco per aver dichiarato che la sacre scritture erano state mal interpretate da uomini autoritari che sostenevano la misoginia avvalendosi di argomenti religiosi manipolati. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il premio Principe delle Asturie nel 2003.

Vi abbiamo parlato solo di quattro donne, ma le donne femministe nel mondo arabo hanno avuto e avranno sempre una forte presenza. In diversi periodi hanno lottato per i diritti delle donne a caro prezzo e l’hanno fatto difendendo una religiose basata sull’uguaglianza, il laicismo o la democrazia. Le donne femministe hanno lasciato un segno importante nella storia del mondo arabo.