Doomscrolling: cos'è e perché fermarlo?

Le assorbiamo senza rendercene conto. Sono le notizie tristi, negative o preoccupanti che invadono i social network e la nostra vita quotidiana. Attenzione, perché gli effetti psicologici che esercitano sulla nostra mente possono essere pericolosi.

Ultimo aggiornamento: 25 gennaio, 2021

Gli psicologi di tutto il mondo hanno lanciato l’allarme su una dinamica sempre più diffusa e preoccupante. Doomscrolling è il termine che definisce la nostra recente ossessione per le notizie negative o deprimenti. Disastri naturali, storie di persone che hanno perso i propri cari, notizie allarmanti dell’ultima ora, etc.

Molti di noi staranno scuotendo la testa, dicendo di “no, io non sono vittima di questa cattiva abitudine”. Eppure, inconsapevolmente lo facciamo ogni giorno. Cadiamo nella trappola perché la pubblicazione di notizie negative negli ultimi tempi supera di gran lunga quella delle notizie positive. In altre parole, siamo esposti a questi stimoli dall’impatto psicologico negativo.

Forse ci siamo abituati a “consumare” queste notizie a tal punto da aver normalizzato la cosa? Di certo ci siamo abituati ad accedere ai social e a imbatterci in queste realtà. Tuttavia non ci siamo davvero abituati, perché il cervello soffre, perché il numero di disturbi d’ansia e depressivi sono in crescita e questa è una delle cause.

Cos’è il doomscrolling?

In un contesto segnato da cambiamenti e incertezza costante, non è raro sentirsi sempre più dipendenti dal nostro smartphone e, in particolare, dai social network. “Doomscrolling” è un termine di recente coniazione, comparso per la prima volta su Twitter nel 2020 per definire l’improvvisa voglia di leggere notizie deprimenti o negative.

Ha iniziato ad acquisire popolarità dal momento in cui il Los Angeles Times ne ha parlato qualche mese fa. Il periodico statunitense ha pubblicato un articolo su tutte le parole che, in un modo o nell’altro, descrivono la situazione attuale.

In fin dei conti, il linguaggio non è altro che il riflesso delle realtà sociali, dunque del benessere della gente, dei cambiamenti che li interessano, del loro dinamismo e delle loro particolarità.

Manifestazioni del doomscrolling

Il doomscrolling raggiunge quasi qualunque generazione che abbia accesso alle nuove tecnologie. Le cattive notizie, tuttavia, sono una costante anche del mezzo televisivo, per cui potremmo notare che i nostri cari più anziani sono maggiormente dipendenti da questi “prodotti”, da queste informazioni di carattere negativo, triste o allarmista.

Ciò si verifica quando scegliamo di soffermarci su una notizia cupa e la leggiamo o la ascoltiamo fino in fondo. La notizia tende a essere a breve impatto emotivo. Il problema nasce quando l’esposizione è costante, tanto da generare, passo dopo passo, un accumulo di emozioni negative.

Al tempo stesso, si verifica un fatto evidente: non filtriamo. Ci muoviamo in lungo e in largo tra i social network (facciamo scrolling) e alla fine ci soffermiamo sulla notizia allarmante o triste dell’ultima ora. Il nostro sguardo si sofferma su quella ‘esca’ di Twitter che descrive un’esperienza personale negativa.

Quasi senza rendercene conto, la mente accumula un’immensa quantità di dati, immagini e storie che interferiscono con il nostro benessere psicologico.

Perché lo facciamo?

Alcuni media parlano di una nuova tendenza che consiste nell’andare alla ricerca delle informazioni più sgradevoli. Non è proprio così.

In realtà, negli ultimi mesi queste pubblicazioni proliferano in modo sorprendente. Vi siamo più esposti e, in generale, il cervello propende maggiormente per la ricerca del “negativo” piuttosto che del “positivo”.

In un contesto come quello attuale, vogliamo tenerci informati e, in generale, l’esposizione ai social network è maggiore. Abbiamo più tempo e siamo più preoccupati. L’incertezza pesa e vogliamo sapere cosa succede nel mondo quasi ogni secondo. La mente si trova in un perenne stato di allerta e sovraeccitazione e questo questo ci rende dipendenti dalle brutte notizie.

Quali sono gli effetti sulla salute mentale?

Il doomscrolling non è innocuo, ha un serio impatto sul nostro benessere psicologico, aspetto di cui dobbiamo tenere conto. Uno studio condotto dall’Università del Sussex indicano che le notizie negative non solo ci rendono più preoccupati, ma alterano anche il nostro stato d’animo.

Tanto è vero che molto spesso, questo fatto può sommarsi ad altri e sfociare in depressione o in ansia. L’aspetto più complicato è che questa realtà agisce come un circolo vizioso. Vale a dire che non possiamo smettere di ascoltare queste notizie e, pur consapevoli dell’impatto che hanno su di noi, ne abbiamo bisogno per sapere cosa sta succedendo.

A ciò si aggiunge un altro fatto: le cattive notizie vengono ricordate più di quelle positive. Come se non bastasse, gli algoritmi dei social network e di internet continuano a esporci a questo genere di informazione e non ce ne accorgiamo. Gli effetti sulla salute possono essere, dunque, molto gravi.

Come ridurre l’effetto del doomscrolling?

La strategia per attenuare l’impatto del doomscrolling è evidente: ridurre il tempo che trascorriamo sui social network. Una considerazione che sembra così evidente è, in realtà, più difficile da attuare di quanto pensiamo.

L’aderenza psicologica a queste tecnologie è così elevata che non ne siamo coscienti. Abbiamo bisogno di realizzare un esercizio di riflessione in merito e di iniziare a ridurre il tempo di esposizione. Bisogna evitare che i social network ci rubino il nostro tempo, ma anche la nostra salute mentale.

Di conseguenza, sarebbe molto meglio stabilire dei momenti specifici della giornata dedicati alle notizie. Anche rispondere solo ai messaggi più importanti è un’altra valida strategia. Per esempio, evitiamo che controllare il telefono sia la nostra prima azione quando ci alziamo al mattino o l’ultima quando andiamo a dormire.

Ultimo, ma non per questo meno importante, possiamo attenuare gli effetti del doomscrolling concentrando la nostra attenzione su compiti, interessi e attività più positivi e piacevoli. Una chiacchierata o una passeggiata sono attività gratificanti che migliorano la salute della psiche. Proviamo a investire molte più energie in questi ambiti per trovare il necessario equilibrio lontani dagli schermi.

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  • Johnston, Wendy & Davey, Graham. (1997). The psychological impact of negative TV news bulletins: The catastrophizing of personal worries. British journal of psychology (London, England : 1953). 88 ( Pt 1). 85-91. 10.1111/j.2044-8295.1997.tb02622.x.