Eagleman e la demistificazione della coscienza

28 settembre, 2020
David Eagleman è un neuroscienziato davvero unico. A differenza dei suoi colleghi, non ama i dibattiti infiniti sui piccoli dettagli. Preferisce i Big Data al laboratorio e, come inventore, ha già registrato diversi brevetti.

David Eagleman è uno dei neuroscienziati più famosi. Il suo programma televisivo, The Brain, è uno dei più seguiti. Molti lo chiamano il “Carl Sagan del cervello” per il modo in cui riesce a unire la conoscenza con lo spettacolo.

Indipendentemente dalla sua fama o popolarità, David Eagleman ha offerto contributi molto interessanti alla scienza. In quanto studioso del cervello, si è concentrato sull’analisi della coscienza, argomento che lo intriga e lo affascina. A tal proposito, vale la pena conoscere le sue teorie in merito, talvolta paradossali, ma pur sempre interessanti.

David Eagleman dice che la coscienza è “lo sgabuzzino delle scope nella casa del cervello” e che è stata troppo sopravvalutata. Ha anche rispolverato gli studi di Sigmund Freud e concorda con la sua teoria dell’inconscio, secondo cui il campo coperto dall’incoscienza è molto più ampio di quello occupato dalla coscienza.

“La nostra ignoranza del cosmo è troppo vasta per dedicarci all’ateismo, eppure sappiamo troppo per dedicarci a una religione particolare.”

-David Eagleman-

Mente illuminata da vari fasci di luce.


David Eagleman e la coscienza

La coscienza rimane avvolta nel mistero. David Eagleman dice che quando qualcuno cerca di capirla, è come un pesce che si trova nell’acqua e si chiede se esiste una realtà senza acqua.

Eagleman spiega che non ci accorgiamo di gran parte di ciò che accade nel cervello. Ecco perché, come la maggior parte dei neuroscienziati, non crede che esista qualcosa come il “libero arbitrio”. Pensa che alcune aree cerebrali siano guidate da altre, poiché è possibile capire tutto a partire dalle leggi fisiche.

La sua posizione però non è chiusa: non esclude l’esistenza di ambiti incomprensibili alla scienza attuale e che corrispondano a quello spazio di libertà della mente. Aggiunge che le emozioni sono fenomeni molto complessi e che condizionano la nostra interpretazione del mondo.

Mentre la ragione lavora con informazioni molto specifiche, l’emozione lavora con più dati, su scala più ampia. Sottolinea che le decisioni ottimali sono quelle che coinvolgono la cognizione e l’emozione. Va anche oltre, affermando che la ragione da sola può essere pericolosa, soprattutto se facciamo un’analisi morale.

Un Leonardo Da Vinci?

Uno degli aspetti che più sorprendono di David Eagleman è che è anche inventore. In una delle sue apparizioni pubbliche più memorabili, durante una conferenza TED, ha iniziato a parlare e a muoversi molto lentamente. A un certo punto, si è tolto la camicia e tutto il pubblico ha potuto vedere che indossava un panciotto.

Eagleman ha spiegato poi che tutto ciò che aveva detto era stato “tradotto simultaneamente” nel suo cervello. Le parole sono state trasformate in vibrazioni che circolavano lungo la sua schiena mediante dei minuscoli motori, che ha paragonato al sistema di vibrazione di un telefono cellulare.

In questo modo, quando parlava i segnali della sua laringe venivano trasformati in vibrazioni che la pelle poteva riconoscere e che venivano poi trasmesse al cervello. In poche parole, Eagleman ha mostrato che una persona sorda può imparare a sentire attraverso questo panciotto.

Dopo questa conferenza, diverse aziende si sono interessate alla sua invenzione, di cui si sta studiando la produzione di massa. Si chiama Ipad e ha un prezzo di circa 500 euro. Non si tratta della sua sua unica invenzione. Scopriamole insieme.

Uno scienziato prolifico

All’interno della sua produzione è presente un dispositivo che consente di valutare se gli atleti hanno subito una commozione cerebrale dopo un urto. Questo dispositivo funziona come un videogioco ed è in grado di valutare 12 variabili per emettere una diagnosi preliminare.

Eagleman ha progettato anche un dispositivo che aiuta la polizia a determinare se la persona ha bevuto alcolici o ha fatto uso di droghe. Uno dei suoi approcci più audaci suggerisce che in futuro in tribunale bbisognerà tenere conto delle neuroscienze prima di emettere un verdetto.

Alcuni fattori esulano dal libero arbitrio del presunto autore del reato. Ad esempio, dice, le persone nate negli anni ’60 negli Stati Uniti hanno maggiori probabilità di infrangere la legge. Perché? Non è noto, ma è un dato di fatto. Da diversi anni ormai conduce delle ricerche sull’argomento.

David Eagleman attualmente sta lavorando a un dispositivo correlato alla schizofrenia. Si tratterebbe di un dispositivo che i pazienti possono portare in tasca e che li aiuterebbe a correggere alcuni piccoli errori di percezione. Se dovesse avere successo, sarà una vera rivoluzione.

Eagleman, D. (2013). Incógnito: las vidas secretas del cerebro. Anagrama.