Neuroanatomia delle emozioni

20 Giugno 2020
Cosa si intende per neuroanatomia delle emozioni? Ne parliamo in questo articolo.

Prima di iniziare a descrivere la neuroanatomia delle emozioni, vogliamo ricordare che fu Paul Broca, nel 1878, a usare per la prima volta il termine “sistema limbico”. Fu solo più tardi, intorno al 1930, che James Papez battezzò definitivamente tale area con il nome di sistema limbico (SL), ipotizzandone il coinvolgimento nel circuito di espressione delle emozioni (Kolb e Whishaw, 2003).

Il termine sistema limbico corrisponde pertanto a un concetto funzionale che comprende diverse strutture e reti neurali, e che riveste un ruolo estremamente importante sugli aspetti emotivi. Al coinvolgimento nelle manifestazioni emotive si aggiunge quello della motivazione.

Nello specifico, è legato alla motivazione orientata all’azione, all’apprendimento e alla memoria (si ricorda e si impara di più quello che ha un alto contenuto emotivo) (Cardinali, 2005). Ma di cosa si occupa la neuroanatomia delle emozioni? Ne parliamo in questo articolo.

Neuroanatomia delle emozioni: oltre le strutture cerebrali

Secondo diversi autori, la risposta e la manifestazione emotiva non coinvolgono solamente il sistema nervoso. Suggeriscono, di fatto, che anche altri sistemi, quali il sistema immunitario o quello endocrino, possano esserne altrettanto coinvolti. Damasio (2008) introduce il concetto di marcatore somatico.

Egli afferma che ciò che conferisce valore a un’esperienza non risiede solo nella valutazione cognitiva, ma anche nel cosiddetto stato somatico. Tale stato è legato all’attivazione di complessi circuiti subcorticali neuroumorali che “marcano” un pensiero con una specifica carica emotiva, facendogli acquisire importanza.

Sistema limbico

La neuroanatomia delle emozioni e i suoi processi

Alcuni studi hanno individuato sistemi più specifici rispetto al sistema limbico. Per esempio, nella sua ricerca sulle neuroscienze affettive, Jaak Panksepp (2001) ha concettualizzato alcuni sistemi basati sulle emozioni primarie: tristezza, paura, rabbia, ecc. Essi sono:

Sistema della ricerca

È il sistema che stimola la ricerca del piacere, che attiva il nostro interesse per il mondo. I circuiti coinvolti in questo sistema sono modulati dalla dopamina. Per alcuni neuroscienziati ciò è paragonabile al concetto freudiano di pulsione e libido (Bleichmar, 2001; Solms and Turnbull, 2005).

Tale sistema costituisce parte del sistema mesolimbico/mesocorticale. Questi ultimi operano in parallelo, influenzandosi a vicenda e formando la meglio nota amigdala estesa (Cardinali, 2005).

Gli stimoli piacevoli naturali (come il cibo e il sesso) e le droghe che creano dipendenza, stimolano il rilascio di dopamina. Ciò avviene a partire dai neuroni dell’area tegmentale ventrale (ATV) che la proiettano nel nucleus accumbens; su generano così stati di euforia e di rinforzo del comportamento.

Tale sistema, quando fortemente stimolato, ci porta a mantenere gli stimoli che producono sensazioni piacevoli (Leira, 2012).

Sistema della rabbia

  • Ha origine nella frustrazione diretta verso un oggetto.
  • Le manifestazioni corporee includono programmi motori di lotta: digrignare i denti, urlare, etc.
  • Tali cambiamenti coinvolgono l’attività dall’amigdala, dello stria terminale e dell’ipotalamo.

Sistema della paura

  • La sua azione è incentrata sull’amigdala.
  • Le reazioni di attacco o fuga sono legate al nucleo laterale e a quello centrale dell’amigdala, la quale invia gli impulsi alla regione anteriore e all’area mediale dell’ipotalamo.

Sistema della tristezza

  • È associato ai sentimenti di perdita e tristezza.
  • Coinvolge i legami sociali, la rete degli affetti e in particolare la maternità e i meccanismi di attaccamento.
  • Un ruolo importante in questo sistema è svolto dagli oppioidi endogeni. La separazione o la perdita di un oggetto amato implica una riduzione della loro concentrazione, determinando l’esperienza dolorosa.
  • Basi biologiche: il giro cingolato anteriore e le sue proiezioni talamiche e ipotalamiche verso l’area tegmentale ventrale.
Uomo che ha un attacco di panico

Neuroanatomia delle emozioni: inibizione e regolazione delle risposte emotive nella corteccia prefrontale

I sistemi di regolazione emotiva appena citati necessitano di esperienza per svilupparsi. Nell’azione volontaria, pertanto, le informazioni del mondo esterno che provengono dalle aree di associazione vanno nella corteccia prefrontale. Quest’ultima, in seguito, si collega al sistema motorio.

Nelle azioni involontarie, che implicano reazioni emotive, l’azione è principalmente mediata dalle aree subcorticali (come nel caso dei sistemi di regolazione delle emozioni precedentemente trattati). Nella neuroanatomia delle emozioni, la regolazione delle risposte emotive viene effettuata dalla corteccia prefrontale.

Avviene nella regione ventrale mediale, con funzione inibitoria e nella regione dorsale. Quest’ultima ha una funzione di controllo sul pensiero cosciente, un ruolo chiave nell’apprendimento, nonché nella definizione di progetti e decisioni.

Saranno le esperienze dell’infanzia a modellare tale sistema inibitorio in formazione. Ciò spiega anche le differenze nella regolazione delle emozioni tra un bambino e un adulto.

  • Bleichmar, H. (2001). El cambio terapéutico a la luz de los conocimientos actuales sobre la memoria y los múltiples procesamientos inconscientes. Aperturas psicoanalíticas, 9(2).
  • Cardinali, D. (2005), Manual de Neurofisiología, (9ª. Edición), Buenos Aires, Mitre Salvay.
  • Damasio, A. R. (2008), El error de Descartes, Buenos Aires, Crítica.
  • Kolb, B. y Whishaw, I. (2003), Neuropsicología Humana, (5a. Edición), Buenos Aires, Panamericana.
  • Leira, M. (2012). Manual de bases biológicas del comportamiento humano.
  • Pankseep, J., Afectos, E., & Panksepp, P. (2001). Las emociones vistas por el psicoanálisis y la neurociencia: un ejercicio de conciliación. Revista Aperturas Psicoanalíticas, 7.
  • Solms, M., Turnbull, O., Sacks, O., & Jaramillo, D. (2004). El cerebro y el mundo interior: una introducción a la neurociencia de la experiencia subjetiva. Fondo de Cultura Económica.