Ed Wood, l’entusiasmo del peggior regista

13 Febbraio 2019
Ed Wood è passato alla storia del cinema come "il peggior regista di tutti i tempi". Tuttavia, il suo entusiasmo, il suo ottimismo e il suo carisma lo hanno consacrato come un personaggio che incarna lo spirito di lotta e la fiducia in se stessi. Tim Burton, nel 1994 gli ha dedicato un eccezionale film biografico con lo scopo di riscattare la sua persona.

Ed Wood è stato un regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico che desiderava vedere le sue creazioni sul grande schermo ed essere parte della storia del cinema. In un certo senso ci è riuscito, ma non come lo sperava. Dopo la sua morte, infatti, è stato considerato il peggior regista di tutti i tempi. Il suo film Plan 9 from outer space è stato qualificato come il peggior film della storia e come il primo del cinema trash, un sottogenere dei film di serie B, dunque di peggior qualità e ovviamente inferiore.

Tuttavia, il passare del tempo ha concesso a Ed Wood il riconoscimento di “regista cult”. Registi come John Waters o Tim Burton lo citano fra i personaggi che li hanno influenzati durante la loro carriera. Sorge quindi spontaneo chiedersi se il lavoro di Wood fosse davvero così pessimo. È senz’altro vero che le sue produzioni non sono di eccelsa qualità: incoerenze nel copione, problemi di continuità, microfoni in vista, scene archiviate, decorazioni di cartone e un’infinità di problemi che rendono i suoi film poco credibili.

Il cinema secondo Ed Wood

Il rifiuto del lavoro di Wood da parte delle case produttrici lo portò a disporre di budget molto limitati che, insieme agli scarsi avanzi tecnologici dell’epoca, determinò film di bassa qualità. Ovviamente non stiamo parlando di un perfezionista. Wood non si preoccupava di errori o incoerenze. Muoveva solo la cinepresa e credeva che il cinema andasse oltre la perfezione. Credeva che nel cinema tutto fosse possibile.

Nonostante i suoi errori, nei suoi film troviamo aspetti commoventi, un’essenza unica. Non trascuriamo il fatto che nella società degli anni ’50, certi argomenti erano considerati provocatori e, quindi, non venivano presi sul serio. Questo è quanto successo con Glen or Glenda, film con cui Wood pretendeva commuovere il pubblico con una storia sul travestitismo. Tuttavia, suscitò più ilarità che commozione.

Tim Burton nel 1994 si cimentò nell’impresa di portare sul grande schermo la storia di questo regista. Burton, infatti, ha citato in innumerevoli occasioni le influenze dei film di serie B sulla sua filmografia, in particolar modo dei film horror.

Fra queste troviamo anche Ed Wood. Burton aveva visto Plan 9 from outer space da bambino e aveva un buon ricordo di questo film. Le pellicole di Wood possono anche essere piene di errori, ma non mancano certo di entusiasmo. È proprio questo che Tim Burton ci regala nel film che dedica a questo personaggio.

Ed Wood, film biografico

A differenza di Ed Wood, Burton è totalmente coerente e ci fornisce un film perfettamente raccontato che può essere apprezzato sotto tutti gli aspetti. Burton ha avuto a disposizione un copione eccezionale e attori come Johnny Depp e un magnifico Martin Landau. Non tutto, però, è stato rose e fiori. Quando Burton decise di girare il film in bianco e nero, vennero a galla alcuni problemi e la casa produttrice decise di abbandonare il progetto.

Burton voleva catturare l’essenza dell’epoca, di Lugosi e dei film di serie B degli anni ’50. Ovviamente per raggiungere certi obiettivi, la storia doveva essere in bianco e nero. Il film uscì nel 1994 e anche se non ottenne grandi incassi, vinse due premi oscar come miglior trucco e miglior attore non protagonista. Entrambi i premi erano vincolati a Bela Lugosi. La figura del mitico attore prese vita grazie al fantastico trucco (sostenuto dagli effetti del bianco e nero) e alla sublime interpretazione di Landau.

Ed Wood è per molti uno dei migliori film di Tim Burton. Parliamo di un’opera con personalità che non ha nulla da invidiare ad altre produzioni del regista. È in grado di trasmettere l’essenza dell’epoca, l’altra faccia di Hollywood e recupera figure significative come Lugosi o lo stesso Wood.

Un omaggio al cinema

Oltre a essere un omaggio a Ed Wood, il film costituisce un vero e proprio omaggio al cinema di serie B. È un inno al cinema, agli anni ’50, ai film in bianco e nero e alle “vecchie glorie”  come Bela Lugosi. Fin dalle prime scene si percepisce una certa nostalgia, una certa magia che il cinema attuale sembra avere scordato.

Magia allo stato puro

Il film inizia con le lapidi sulle quali si leggono i nomi degli attori, accompagnate da immagini di tentacoli e piatti volanti proprio nello stile di Ed Wood. In seguito, una musica tenebrosa accompagna gli spettatori in un’abitazione oscura e misteriosa. La cinepresa si addentra in una stanza in cui si vede una bara sotto una finestra sinistra. All’esterno la tormenta disegna uno scenario tenebroso.

Johnny Depp e Martin Landau

La bara si apre e appare Jeffrey Jones, nei panni di Criswell, per spiegarci quello che stiamo per vedere. Questa introduzione così caratteristica del cinema di serie B è magnetica e si conclude con un geniale movimento della cinepresa attraverso la finestra, ovvero immergendo gli spettatori nella tormenta e nel suo buio. La scena finale riporta all’inizio, ma con un movimento della cinepresa al contrario. Siamo di nuovo dentro l’abitazione e la bara si chiude.

Un altro elemento significativo è il cartellone di Hollywood presente in diversi momenti nel film. Lo si può vedere accompagnato da tuoni e buio. Si invita in questo modo gli spettatori a pensare che forse la mecca del cinema non è poi così meravigliosa come ci hanno fatto credere. In contrapposizione, Burton ci conduce in uno studio fra i più poveri e rudimentali, mostrando l’altra faccia dell’industria, la crudeltà di Hollywood. Tutto il film è un omaggio, è ricco di allusioni e di dettagli. Un vero gioiello con note di comicità e nostalgia.

Ed Wood: la personificazione dell’entusiasmo

Wood aveva un grande amore per il cinema. Si sentiva come Orson Welles, era convinto di poter fare qualcosa di grande, di importante e aveva fiducia nelle sua abilità per assolvere i vari compiti di sceneggiatore, produttore, regista e attore.

Nel suo film Burton ci presenta un personaggio commovente, innocente, con l’entusiasmo di un bambino. Nonostante le dure critiche e le avversità, Ed Wood non perdeva mai il sorriso, credeva in se stesso e continuò a girare film a basso costo.

Riuscì a intavolare un’amicizia con Bela Lugosi, l’attore ungaro che diventò molto popolare con la sua interpretazione di Dracula. Burton vide in questa amicizia un riflesso di ciò che accadde con Vincent Price, attore molto popolare nel cinema Horror e al quale Burton, proprio come fece Wood con Lugosi, diede quello che sarebbe stato il suo ultimo ruolo.

Scena del film Ed Wood

La sua tenacia lo portò al successo

Ed Wood aveva una grande carisma e, nonostante l’ostracismo da parte dell’industria cinematografica, riuscì a girare Plan 9 from outer space. Riunì chi gli era più vicino e riuscì a ottenere il finanziamento da parte di un gruppo religioso. Il suo insolito ottimismo gli permise di svegliare l’interesse fra il pubblico. Esiste persino La chiesa di Ed Wood, un’organizzazione di crescita spirituale che si ispira alla figura del cineasta.

Con il passare degli anni, però, il suo ottimismo andò assopendosi e Wood morì senza soldi e con seri problemi di alcool. Burton riuscì a catturare l’essenza del personaggio regalandoci un film carico di ottimismo e di speranza. Un film nostalgico che ci invita a ricordare questo peculiare regista, a essere ottimisti davanti alle avversità e a pensare che, forse in altri tempi, il destino di Wood sarebbe stato diverso.

“Possiamo essere tutti cattivi registi, ma non tutti possono essere il regista peggiore.”

-Tim Burton-