Elasticità mentale: perché dovremmo allenarla

28 maggio, 2020
Usare una mentalità più flessibile ci aiuta a rispondere alle difficoltà quotidiane con maggior efficacia. In fin dei conti, la vita è cambiamento. Ogni sfida ci aiuta ad avere una mente elastica, dinamica e creativa.

Albert Einstein diceva che il vero potenziale della nostra intelligenza risiede nella capacità di cambiare. Essere capaci di assumere nuove prospettive e idee, liberandoci dei concetti che non ci servono è una delle nostre maggiori virtù. Non è quindi strano che all’interno della psicologia, così come dell’arte, sia recentemente emerso con forza un concetto nuovo: quello della elasticità mentale.

Qualche anno fa il museo di arte moderna di New York, il MoMA, ha ospitato un’esposizione proprio sull’elasticità mentale. La nostra società e la nostra specie stanno vivendo un momento di profondo cambiamento. La scienza e la tecnologia hanno un peso sempre maggiore nel nostro modo di elaborare la realtà, di lavorare, di relazionarci e perfino di intendere il mondo.

In Design and the elastic mind, libro scritto dall’architetto e direttrice di ricerca presso il MoMA Paola Antonelli, si parla proprio della necessità di sviluppare un pensiero più elastico. Solo così possiamo sopravvivere e dare il meglio di noi in un ambiente in costante evoluzione. Un ambiente in cui siamo ormai quasi costretti a improvvisare, a reagire in fretta per risolvere diverse sfide.

Maturare una mente elastica non è semplice. Il cervello è spesso molto resistente al cambiamento e tende a vivere ancorato alle proprie zone di comfort. Eppure, insegnare alla nostra mente conservatrice a essere più innovatrice e flessibile può aiutarci a favorire cambiamenti positivi.

«Il progresso è impossibile senza cambiamento e chi non può cambiare idea non può cambiare nulla.»
-George Bernard Shaw-

Ingranaggi del cervello

Elasticità mentale: cosa vuol dire?

Quando parliamo di una qualità mentale che tutti dovremmo allenare, sviluppare e applicare alla nostra quotidianità, parliamo senza dubbio della flessibilità cognitiva.

Tendiamo, viceversa, ad avere una mentalità statica che si colpevolizza ogni volta che le cose non vengono come vorremmo. Una mentalità che non ci fa ammettere le critiche, che non ci fa gestire le delusioni o gli errori e che tenta di evitare le sfide per paura di fallire.

Dovremmo riformulare il concetto di talento a partire da ciò. Per quanto una persona possa avere una predisposizione naturale verso alcune competenze (arte, musica, ingegneria), si tratta di un talento che difficilmente le permetterà di ottenere successo se non dispone anche di una mente elastica. Vuol dire essere capaci di aprirsi a nuovi paradigmi e saper applicare una serie di strategie che fanno la differenza.  

Abituati all’ambiguità

Le cose non sono mai o bianche o nere. La nostra realtà si sviluppa attorno a una gamma di grigi poco attrattivi a cui dobbiamo abituarci. Soltanto così l’elasticità mentale si può abituare all’incertezza tipica di molte delle cose che ci coinvolgono: il lavoro che abbiamo oggi e che domani potremmo perdere, quella persona che ci sostiene ma che domani potrebbe non farlo più, ecc.

Uomo con elasticità mentale

Elasticità mentale, oltre il pensiero convenzionale

Il convenzionale è quello spazio sicuro a cui è facile abituarsi. Ci dà una sensazione di permanenza, di tranquillità e di appagamento. Eppure, se c’è qualcosa che dobbiamo imparare è che la vita non è statica, bensì fluida, varia, cangiante e, spesso, rapidissima nel muoversi. Per sopravvivere a questi cambiamenti, bisogna imparare a innovarsi, ad andare oltre al convenzionale.

Per sviluppare un pensiero innovatore, dobbiamo iniziare ad avere fiducia nella nostra creatività e nella nostra intuizione. Ciò è possibile solo osservando, guardando oltre, percependo bisogni, nuove prospettive e applicando una condotta proattiva.

Tolleranza alla disfatta: sbagliare vuol dire imparare

La tolleranza verso gli errori e verso come li affrontiamo dice molto di noi. Mentre la mentalità fissa rimane bloccata e tende a evitare le situazioni in cui non si sente preparata, la mente elastica applica tutt’altro approccio. Capisce, per esempio, che una sconfitta non è un motivo valido per zoppicare davanti a determinate situazioni. Che una disfatta è un’opportunità di apprendimento e che un passo indietro è spesso un modo per prendere meglio la rincorsa.

Un cervello che non smette mai di domandare e che si ciba di curiosità

Se dobbiamo citare una persona che ha saputo applicare una grande elasticità mentale per tutta la vita, questa è senz’altro Leonardo da Vinci. L’uomo simbolo del Rinascimento ha esplorato come nessuno prima di lui il mondo della conoscenza attraverso l’osservazione e la sperimentazione.

Leonardo fu un pioniere dei suoi tempi in molte materie grazie a quel dono che tutti abbiamo e che è solito risplendere soprattutto durante l’infanzia: la curiosità. La mente elastica non solo non teme il cambiamento, ma lo cerca in quanto motivata da una costante sete di sapere.

Concludendo, così come segnala lo psichiatra Robert Cloninger, se siamo ricettivi alle novità e ai cambiamenti nella nostra quotidianità, e se li accettiamo senza paura e in modo creativo, la nostra personalità ne uscirà più forte. La mente elastica che prova ad andare oltre la propria zona di confort non sarà mai più come prima.