Enrique Pichon-Rivière e la psicoanalisi argentina

Enrique Pichon-Rivière è stato uno psichiatra e psicoanalista argentino che ha formulato numerosi concetti interessanti per il trattamento delle cosiddette "malattie mentali". Ha scoperto che il fattore sociale ha un'influenza decisiva sulla loro genesi e incide anche sulla guarigione.
Enrique Pichon-Rivière e la psicoanalisi argentina

Ultimo aggiornamento: 21 giugno, 2021

Enrique Pichon-Rivière è stato uno dei più importanti psicoanalisti nella storia della psicoterapia argentina. È considerato uno dei fondatori di questa scuola, e si è fatto strada non solo in Argentina, ma in tutta l’America Latina. Tuttavia, non può essere considerato un seguace ortodosso di questa tendenza; piuttosto, ha offerto il suo contributo sulla base della propria esperienza e conoscenza.

Dopo aver acquisito una vasta esperienza clinica, Enrique Pichon-Rivière ha infine optato per la psicologia sociale. In una delle sue opere più importanti, Dalla psicoanalisi alla psicologia sociale, ha definito quest’ultima come la democrazia della psicoanalisi.

Con il suo lavoro ha offerto grandi contributi alla psicologia di gruppo, basata su una prospettiva che unisce dialettica, omeostasi e cybernetica.

“Nella nostra società c’è un apparato di dominio destinato, in ultima analisi, a perpetuare i rapporti di produzione; vale a dire, le relazioni di sfruttamento. Questo apparato di dominio ha i propri psichiatri, psicologi e altri operatori del campo sanitario, che assumono e trasmettono, appunto, una posizione gerarchica del comportamento.”

-Enrique Pichon-Rivière-

Enrique Pichon-Rivière criticò ampiamente le pratiche psichiatriche. Riteneva fossero fortemente influenzate dalle relazioni di potere, piuttosto che dagli obiettivi terapeutici. A suo avviso, invece di facilitare la guarigione del paziente, la psicoterapia peggiora solo i sintomi della malattia.

Enrique Pichon-Rivière: un’infanzia difficile

Enrique Pichon-Rivière nacque a Ginevra, in Svizzera, da padre inglese e madre francese. Era l’unico figlio del secondo matrimonio del padre, ma lo scoprì solo dopo i 6 anni. A quanto pare, questo evento avrebbe avuto un grande impatto su di lui.

I suoi genitori erano persone con un’ideologia progressista. Socialisti per convinzione, anche se benestanti. Gli insegnarono a lottare per la giustizia e l’equità, nonché a rifiutare i pregiudizi e il razzismo.

Vivevano in Europa, ma da un momento all’altro si trasferirono in Argentina. Pichon-Rivière affermò sempre di non essere a conoscenza del motivo di quella decisione. Il futuro psichiatra e psicoanalista arrivò in Argentina all’età di 3 anni.

La famiglia trascorse un breve periodo a Buenos Aires per poi stabilirsi nella provincia di Santafé, in una zona conosciuta come Chaco Santa Fe. Nella regione viveva buona parte della popolazione di indigeni Guaraní, così Enrique Pichon-Rivière imparò a parlare Guaraní, invece dello spagnolo.

La formazione del futuro psichiatra

Il primo incontro con l’opera di Freud avvenne durante gli studi secondari, alla scuola di Goya. Le teorie del padre della psicanalisi ebbero un profondo impatto su di lui, poiché si sentiva attraversato dalla concezione magica del mondo dei Guaraní e, al tempo stesso, da quelli che intendeva come “segreti di famiglia”.

Quando terminò la scuola, la famiglia si trasferì a Corrientes. Qui Enrique Pichon-Rivière divenne uno dei fondatori del partito socialista della regione. In seguito, decise di studiare medicina e per questo si trasferì nella città di Rosario, dove entrò in contatto con l’ambiente bohémien lavorando come “istruttore di buone maniere” con le prostitute polacche.

Una vita un po’ sregolata lo portò ad ammalarsi di polmonite. Per questo tornò a Goya per poi trasferirsi a Buenos Aires, dove si laureerà in medicina nel 1936.

A Buenos Aires strinse grandi amicizie con gli intellettuali dell’epoca, tra cui il famoso scrittore Roberto Arlt. Fervido appassionato di poesia e letteratura, scrisse articoli per la sezione di arte e sport del quotidiano La Crítica.

La pratica psichiatrica di Enrique Pichon-Rivière

Enrique Pichon-Rivière dapprima si dedicò agli studi di antropologia, per poi passare alla psichiatria. In un primo momento, lavorò nell’Asilo di Torres per bambini oligofrenici. Poi entrò nell’Hospicio de La Merced come psichiatra, dove lavorò instancabilmente per 15 anni e in cui presero forma i postulati che in seguito getteranno le basi per la sua teoria. Lo colpirono soprattutto i maltrattamenti degli infermieri nei confronti dei pazienti.

Pichon-Rivière decise quindi di creare dei gruppi di lavoro con gli infermieri per istruirli sui concetti base della psichiatria e spingerli ad avere più compassione verso i pazienti. Questa diversa prospettiva rappresentò un grande cambiamento nel mondo della psicoterapia.

Figure di carta.

Le infermiere, che non erano d’accordo con questa visione, scioperarono per diversi mesi. Quindi Pichon-Rivière fu costretto a formare alcuni pazienti per sostituirle.

Il risultato fu sorprendente. I pazienti formati da Pichon-Rivière iniziarono a migliorare a passi da gigante. Essere impegnati, sentirsi utili e interagire in altri modi con l’ospedale ebbe un significativo impatto sulla loro salute. Fu così che Pichon-Rivière iniziò a porre l’attenzione sul ruolo del fattore sociale nella malattia mentale.

Dopo una brillante carriera e diversi lavori pubblicati, fondò una scuola privata di psicologia sociale e postulò la sua teoria sui gruppi operativi. Morì a Buenos Aires, il 16 luglio 1977, all’età di 70 anni.

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  • De Quiroga, A. P. (1997). El proceso educativo según Paulo Freire y Enrique Pichon-Rivière. Plaza y Valdés.