Eroi o vittime: gestire le crisi personali

· 8 febbraio 2018

Di fronte alle crisi personali possiamo scegliere di non fare niente ed essere come foglie che si lasciano trasportare dal vento o possiamo decidere di essere quella pietra che, dopo aver toccato il fondo, sfrutta la forza del fiume per risalire in superficie, bella e brillante. È chiaro che nessuno esce indenne da questi viaggi, ma diventeremo eroi o vittime delle nostre stesse storie.

Quando parliamo di crisi personali, è quasi sempre presente un elemento: una perdita. A volte attraversiamo degli incroci che ci costringono ad accettare che vi è un aspetto della nostra vita che dobbiamo lasciarci alle spalle e che ormai non siamo più gli stessi di ieri. Altre volte, perdiamo qualcosa o qualcuno, oppure sopravvengono degli imprevisti che ci obbligano ad accettare dei cambiamenti, a lottare e a investire le nostre risorse personali per non perderci del tutto, per non lasciarci abbattere da questi colpi ingiusti del destino.

“Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.”
-Albert Einstein-
Tutto questo ci spinge a concludere un fatto quasi evidente: di fronte alle avversità abbiamo due opzioni, restare fermi oppure avanzare, essere eterne vittime delle nostre stesse circostanze o alzarci poiché meritevoli di nuove opportunità. Occorre dire, però, che non è semplice, nessuno ci ha mai insegnato come si fa a essere “eroi”, né che tipo di strategie dobbiamo mettere in atto per superare gli ostacoli che spesso ci relegano nell’angolo dell’impotenza…
Margherita

Crisi personali: la perdita del proprio prezioso equilibrio

Perdere il lavoro, affrontare una separazione, guardarci allo specchio e vedere che non siamo più giovani come una volta, scoprire che le persone che apprezziamo non ci ricambiano allo stesso modo… Tutti questi sono eventi “quasi” normativi nei nostri cicli di vita e, tuttavia, per quanto comuni, non ci abitueremo mai a dette circostanze.

Che le cose stiano così, si deve a un fatto ben preciso: la felicità è un equilibrio, una sensazione di sicurezza, il volersi assicurare che tutto resti sotto il proprio controllo. Qualsiasi alterazione, dunque, per quanto piccola sia, viene interpretata come una minaccia, un evento imprevisto di fronte al quale non sappiamo molto bene se essere eroi o vittime.

Riconoscere la nostra impotenza è in realtà un buon punto di partenza. Sperimentare lo sconcerto subito dopo esser stati colti dalla delusione, dalla perdita o dal tradimento, ci obbliga in modo inevitabile a fermarci un attimo a riflettere. Di fatto, la stessa parola “crisi” proviene dal greco “krisis” e significa “io discerno, io giudico o io valuto”. È un invito diretto a prendere consapevolezza e a consolidare una chiara responsabilità personale sulle nostre circostanze per decidere cosa fare.

Farfalla che simboleggia la vita

D’altra parte, gli psicologi Richard Tedeschi e Larry Calhoun nel loro libro The Handbook of Posttraumatic Growth (manuale della crescita postraumatica) ci spiegano che quando affrontiamo le nostre crisi personali, iniziamo a parlare un nuovo linguaggio.

Quasi senza sapere come, scopriamo di avere nuovi talenti, di essere più forti di quanto pensassimo all’inizio e che, in questa lotta per la nostra sopravvivenza, diventiamo degli eroi anonimi. Ciò che all’inizio sembrava una difficoltà quasi intollerabile o impossibile da accettare, diventa una lezione di vita dalla quale abbiamo appreso qualcosa.

Eroi o vittime: tutti siamo vittime di crisi personali, ma abbiamo le risorse per affrontarle

Esistono molti tipi di crisi: le crisi dello sviluppo associate alle diverse tappe della nostra vita, le crisi situazionali come possono essere quelle vincolate a incidenti e disastri naturali, le crisi esistenziali relazionate ai nostri propositi o valori… Tutte queste hanno due punti in comune: condizionano il nostro stato d’animo e il nostro comportamento.

Si stima che quasi l’80% di noi soffra prima o poi di una o varie crisi personali. Saremo, dunque, in maggiore o minore misura, vittime del destino, delle circostanze o di eventi che saremo persino noi stessi a provocare. Tuttavia, abbiamo tutti delle risorse per superare questo stato di fragilità e instabilità emotiva fino a giungere a quest’altro punto nel quale scorgere nuove alternative con cui recuperare le redini, l’equilibrio e raggiungere un nuovo ciclo di maturità.

Donna triste e addolorata distesa a terra

Gilbert Ross, filosofo specializzato nella crescita personale, sostiene che ogni avversità è, in un certo senso, un tipo di selezione naturale. Solo chi accetta la sfida, chi è capace di cambiare pelle, di rafforzare la sua autostima, superare le paure e maturare, a sua volta, un atteggiamento resiliente, riesce ad avanzare.

Le crisi, lo si voglia o no, sono sempre più frequenti nella nostra società. Viviamo un un’epoca di cambiamenti e di incertezze costanti: ciò che oggi è sicuro, domani può cambiare; ciò che oggi è nostro, possiamo perderlo domani… Essere pronti al cambiamento è una risorsa psicologica inestimabile, un motore di forza che ci permetterà di sopravvivere con una maggiore inclinazione a trovare delle soluzioni, consapevoli che, dietro a ogni crisi, vi è un’opportunità.