Errori di valutazione, di cosa si tratta?

23 Luglio 2019
Tutti noi ci muoviamo spinti da aspettative e, pertanto, siamo condannati a commettere degli errori di valutazione.

Tutti noi ci muoviamo spinti da aspettative e, pertanto, siamo condannati a commettere degli errori di valutazione. Vi sarà senz’altro capitato di pensare che qualcosa sarebbe successa in un determinato modo o che vi sareste sentiti in un certo modo e probabilmente avrete fatto dei pronostici sul comportamento di qualcuno. In effetti, lo facciamo tutti i giorni, in qualunque momento.

La verità è che passiamo la vita facendo delle previsioni sul futuro. A volte diamo per scontato che le cose andranno male, senza però avere una base razionale sulla quale fondare questa certezza. Inoltre, si manifesta l’angoscia e tutto a causa degli errori di valutazione.

Gli errori di valutazione sono un tipo di distorsione cognitiva o un “errore di pensiero”, una “sbandata” che tutti commettiamo. Le distorsioni cognitive sono state ben analizzate nel quadro della psicoterapia cognitivo-comportamentale, soprattutto nella terapia razionale emotiva comportamentale. Vediamo di cosa si tratta.

La terapia razionale emotiva comportamentale

La terapia razionale emotiva comportamentale (TREC) è all’avanguardia in molte delle idee che sostiene ed è una delle principali terapie cognitivo-comportamentali. La base teorico-concettuale di questa terapia si trova nella psicologia cognitiva e nel comportamentismo.

Si tratta di una scuola psicologica composta da diversi autori che condividono tra loro l’uso del metodo scientifico e alcuni principi di base. Alcuni di questi principi sono i seguenti: 

  • Gli individui rispondono alle rappresentazioni cognitive (interpretazioni, percezioni e valutazioni) dei fatti che riguardano l’ambiente che li circonda).
  • La cognizione disfunzionale (pensiero erroneo) media tra la perturbazione emotiva e comportamentale.
  • Il cambiamento cognitivo produce dei cambiamenti emotivi e comportamentali.
  • Le cognizioni o i pensieri possono essere valutati e registrati.
Meccanismo degli errori di valutazione

Il termine cognitivo-comportamentale è molto generico e fa riferimento alle terapie che integrano sia quelle cognitive che comportamentali. Hanno una base empirica dimostrabile e richiedono la partecipazione attiva del paziente.

Come dicevamo, gli errori di valutazione sono una forma di distorsione cognitiva descritta dalla terapia razionale emotiva comportamentale. Esistono, tuttavia, altre distorsioni cognitive, ma in questo articolo ci concentreremo su di essa. Secondo la TREC, quando mettiamo in atto queste distorsioni cognitive, stiamo evitando di affrontare la realtà. Di conseguenza, potremmo arrivare a sentirci ansiosi o tristi.

Gli errori di valutazione secondo David Burns

Lo psicologo David Burns include l’errore di valutazione all’interno di un’altra categoria più ampia della distorsione cognitiva: le conclusioni affrettate. Secondo Burns, le conclusioni affrettate si verificano quando arriviamo a delle conclusioni che non necessariamente derivano da fatti. Tali conclusioni prendono forma per la tendenza del nostro cervello a risparmiare energia durante l’elaborazione delle informazioni o perché si ha fretta di ottenerle.

Due esempi di conclusioni affrettate sono la lettura del pensiero e l’errore di previsione. David Burns definisce l’errore di previsione nel seguente modo:

“È come se ci trovassimo dinnanzi a una sfera di cristallo che prevede solo tristezza. Immaginate che stia per succedere qualcosa di brutto e assumete tale previsione come un fatto (anche qualora non lo fosse). Immaginate, ad esempio, quella bibliotecaria della scuola secondaria che ripete a se stessa, durante una crisi di panico: sto per svenire o sto “diventando matta”.

Tali previsioni non si sono poi rivelate così realiste, perché la donna non è mai svenuta né è diventata “pazza”. Non ha presentato nemmeno un qualche sintomo grave che potesse suggerire una imminente e assoluta perdita di controllo.

Durante una sessione di psicoterapia, un medico che soffriva di un’acuta depressione mi spiegò perché stava per abbandonare la sua professione: -mi rendo conto che sarò depresso per tutta la vita. La mia pena continuerà, ancora e ancora, e sono assolutamente certo del fatto che questo trattamento o qualunque altra terapia sono destinati a fallire-.

Questa previsione negativa sulla sua prognosi lo faceva sentire privo di speranze. Il miglioramento dei suoi sintomi, poco dopo aver iniziato la terapia fu la prova di quanto sbagliata fosse la sua profezia”.

Donna preoccupata

Non siamo veggenti, quindi perché giungere a conclusioni affrettate?

A tutti noi è capitato di trarre delle conclusioni affrettate per rispondere a ciò che ci veniva chiesto o perché avevamo esaurito la pazienza… e dopo ci siamo resi conto dell’errore. Immaginate di telefonare a un amico che non ricambia la telefonata a distanza di tempo.

Questo fatto vi fa sentire tristi quando ripetete a voi stessi che probabilmente il vostro amico ha ricevuto la vostra chiamata, ma non ha mostrato alcun interesse nel richiamarvi. Qual è la distorsione cognitiva che state commettendo? La risposta è la seguente: leggere il pensiero degli altri.

Sentendovi tristi, decidete di non richiamarlo più e di non indagare su cosa sia successo. Dite a voi stessi: “penserà che sono assillante se lo chiamo di nuovo. Mi renderò ridicolo”. A causa di queste previsioni negative (errore di valutazione), eviterete il vostro amico e vi sentirete umiliati.

Tre settimane dopo scoprirete che il vostro amico non aveva ricevuto la chiamata. Il risultato è che tutto quel guaio non è mai esistito se non nella vostra testa. Avete tratto delle conclusioni che non avevano fondamenta, da cui a loro volta avete tratto altre conclusioni ancora meno veritiere.

Come abbiamo appena visto, l’errore di valutazione consiste nel trarre conclusioni affrettate su qualcosa senza alcuna prova solida a loro sostegno. Quando lo facciamo, siamo vittime di una distorsione di pensiero che di sicuro ci farà soffrire.