Facciamo troppe cose contemporaneamente

· 22 febbraio 2016

Viviamo in un mondo che si muove molto in fretta. I mezzi di trasporto e di comunicazione ci hanno permesso di ritrovarci più vicini che mai e nel minor tempo possibile.

Siamo sempre più abituati a una vita piena di schermi, messaggini, notifiche e chat simultanee. Le distanze si accorciano, ma noi siamo oberati di compiti e cose da fare.

Ma a quali conseguenze andiamo incontro se facciamo tante cose allo stesso tempo?

Cosa succede quando facciamo troppe cose contemporaneamente?

Al di là delle differenze di genere, fare troppe cose e assumersi troppe responsabilità nello stesso tempo potrebbe renderci meno produttivi di quanto saremmo normalmente se ci concentrassimo su un solo compito fino a portarlo a termine.

In una società che sta diventando sempre più veloce, abbiamo bisogno di risposte immediate e più concise. In questo mare di informazioni dobbiamo selezionare i compiti più rilevanti e concentrarci su quelli.

Appunti

Il nostro cervello, pur essendo un organo davvero meraviglioso, ha i suoi limiti. Sembra che gestire troppe informazioni ci faccia andare in tilt e questo ci porta a commettere più errori nell’attività che stiamo svolgendo.

Il risultato è che, alla fine della giornata, abbiamo la sensazione di aver passato tutto il tempo seduti, di non aver fatto nulla e ci sentiamo stanchi.

Meglio fare poco, ma bene che tanto, ma male

Per evitare di trasformarci in bandierine che vanno dove soffia il vento, è meglio pianificare la giornata e fissare obiettivi realistici, chiari e di media difficoltà.

Per questo motivo, è sempre bene avere a disposizione un’agenda dove, senza distrazioni, possiamo segnare i compiti che dobbiamo svolgere a partire dalle prime ore del mattino.

È giusto anche catalogare le diverse categorie delle attività. Un esempio di organizzazione potrebbe essere:

  • Lavoro: obiettivi realistici da portare a termine.
  • Ambito sociale: impegni, messaggi a familiari/amici e aggiornamento del profilo sociale
  • Tempo libero: sport, danza, musica, meditazione.

Se concretizziamo i nostri compiti e ci organizziamo, il nostro rendimento in ogni attività migliorerà e niente ci risulterà “di troppo”.

Se vogliamo fare tutto, non faremo nulla

Non possiamo fare tutto, è una realtà da assimilare. A volte ci poniamo troppi obiettivi in un solo giorno, per poi non portarli a termine.

Ed è a questo punto che si fa strada la delusione: “non ce l’ho fatta”, “ho sprecato il mio tempo”, “non sono capace di portare a termine ciò che mi propongo di fare”.

Calendario

È meglio scegliere poche cose e farle bene. È altrettanto importante imparare a dire di no alle cose che sappiamo di non riuscire a fare o ad impegni con altre persone.

Anche se a volte non possiamo proprio farne a meno, quando gli impegni possono essere rimandati ad un momento migliore e questo non causa problemi, allora è meglio dare una spiegazione sincera e offrire un’alternativa più realistica che coincida con le nostre attività.

Concentriamoci su una cosa alla volta

Per arrivare alla fine del percorso, bisogna concentrarsi su ogni passo. Pensare ad ogni piccolo gesto che facciamo per raggiungere un obiettivo senza soffermarci troppo sul risultato futuro è la chiave per riuscirci.

Ovviamente bisogna sempre avere la speranza, ma spesso anticipiamo fallimenti futuri che invece di aiutarci ad essere migliori, ci paralizzano e ci spingono a rinunciare.

Il risultato è che lasciamo le cose a metà, le questioni irrisolte. Ed è in questo momento che iniziamo a sentire l’ansia, perché abbiamo qualcosa in sospeso.

E quando si accumula l’ansia, nella nostra testa vagano pensieri, come “avrei dovuto farlo”, i quali ci rendono meno efficienti, oltre al fatto che il compito da svolgere ci sembra più impegnativo di quanto sia in realtà.

Recuperare il silenzio

In questo mondo pieno di stimoli, sembra che ci siamo dimenticati del silenzio. Il silenzio è una grande opportunità per sentirci liberi.

Macchine, sveglie, annunci e notifiche riempiono la nostra vita quotidiana, spostando continuamente l’attenzione della nostra mente che si rivolge a ciò che ha prodotto il suono.

Recuperare il silenzio, però, non è solo raggiungere la calma per le nostre orecchie, ma anche allontanarci dalle immagini e dagli odori della città. Silenzio vuol dire allontanarsi da qualsiasi stimolo tranne noi.

Abbiamo bisogno dell’equivalente di boschi protetti e di paludi per prenderci cura del nostro ecosistema mentale.

Di conseguenza, concretizziamo, organizziamo e mettiamo in pratica il silenzio per aumentare al massimo il nostro rendimento quotidiano. E invece di avere tantissime cose da fare ogni giorno, concentriamoci su quelle che possiamo fare.