Le più pericolose false alternative alla psicologia

12 settembre 2016 in Psicologia 2 Condivisi

Forse William Shakespeare aveva ragione quando affermava che “in amicizia e in amore è più felice colui che ignora di colui che sa”. Anche se possono esistere contesti in cui questa frase risulta particolarmente azzeccata, ci sono altrettanti ambiti e realtà nei quali essa non va applicata direttamente. I settori a cui facciamo riferimento sono quelli che hanno a che vedere con la salute, sia fisica sia psicologica. In questi casi, infatti, non esistono valide alternative al conoscere e al sapere il prima possibile.

Si fa qui riferimento al sapere scientifico, non alle conoscenze fittizie risalenti a correnti che pretendono di essere un’alternativa valida alla psicologia, il cui unico reale scopo è quello di trarre profitto. Così facendo, le false alternative non rischiano soltanto di aggravare una determinata malattia, ma la possono rendere ancora più resistente a futuri trattamenti, minando le energie e le speranze del paziente.

Pensiamo al fatto che uno psicologo preparato e formato applicherà, durante una visita, alcune tecniche rese valide in anni di studi volti a dimostrarne l’efficacia. Strumenti che pur non potendo raggiungere risultati sempre perfetti, risultano migliori di qualsiasi alternativa conosciuta, ed è per questo che se ne continua a fare uso. Queste idee dovrebbero essere la base di qualsiasi procedura clinica, ma non sempre è così. Purtroppo la psicologia – così come altre discipline – consta in parte di una concorrenza sleale che confonde il consumatore e mina il prestigio di questa scienza.

Psicologie alternative pericolose: la terapia della “rinascita”

Secondo la terapia della “rinascita” di Julie Ponder e Connell Watkins, un bambino adottato soffre per natura di sindrome dell’attaccamento. Ciò si deve alla mancanza di un legame biologico con la madre, che in un determinato momento è stato spezzato. Secondo la terapia, è necessario attivare un procedimento per riconsegnare il piccolo al ventre materno, così da “rinascere” e ripristinare il vincolo.

bambino-con-paura-buio

Nella realtà l’applicazione di questa “alternativa alla psicologia” ha provocato la morte di una bambina di soli dieci anni. La terapia della “rinascita” consisteva nella “restituzione” del bambino al ventre materno. Per fare ciò, venivano messe in atto alcune barbare torture psicologiche, che hanno portato in ultimo alla morte della piccola, soffocata sotto il peso di 4 adulti sul suo gracile corpo.

Questa feroce terapia prevedeva pratiche come tagliare i capelli, manipolare e scuotere il corpo del bambino, calci nelle caviglie protratti per ore o l’immobilizzazione totale. Il tutto per ricreare l’ambiente all’interno del ventre materno e recuperare il vincolo biologico.

Come è evidente, Ponder e Watkins furono sottoposti a giudizio e condannati a 16 anni di carcere per infanticidio a seguito di maltrattamenti. Il processo ha avuto una durata di appena due settimane, poiché i video dei trattamenti bastarono per provare la barbarie di questa cosiddetta terapia alternativa.

Psicologie alternative pericolose: la terapia della “psicologia psicoenergetica”

Un’altra pericolosa terapia alternativa dalla quale è meglio tenersi alla larga è la cosiddetta “psicologia psicoenergetica”, professata dal Dr. Weiss. Secondo questo medico, la relazione armonica di corpo e anima con la quarta dimensione attraverso il lavoro olistico, permette di esplorare le limitate capacità della mente umana.

Con il pretesto di sincronizzare il corpo e la mente con l’universo, il Dr. Weiss offriva trattamenti che comprendevano massaggi vaginali alle pazienti, la richiesta ingiustificata di spogliarsi e la prescrizione di narcotici. Come è da immaginare, due pazienti denunciarono le pratiche del dottore, a cui fu ritirata la licenza medica. Nel frattempo, le donne in questione hanno potuto ricevere un trattamento per i loro problemi iniziali e per quelli provocati dalle idee di Weiss.

Psicologie alternative pericolose: la terapia della “rievocazione”

Il Dr. Dicke formulò la teoria della “rievocazione” per trattare l’abuso sessuale. Secondo quanto affermava, il paziente doveva ricordare il maggior numero di dettagli ed esperienze subite. In questo modo, era possibile reindirizzare i suoi ricordi e le sue angosce. Il dottore arrivò al punto di mettere in scena gli eventi traumatici per risalire nel modo più credibile possibile alle sensazioni sperimentate dalla vittima.

Tuttavia, il vero obiettivo di questa terapia era ben diverso. I pazienti dovevano denudarsi e simulare pose e posizioni provocate dall’aggressore sessuale. Lo stesso medico prendeva parte nello “spettacolo”.

Infine, a seguito della denuncia dei genitori di uno dei pazienti, Dicke fu incapace di illustrare con credibilità l’efficacia della sua terapia. La sua licenza di psicologo fu ritirata e nessuno dei pazienti da lui trattati migliorò in questo modo le proprie condizioni.

donna-bendata

Il pericolo legato alle psicologie alternative

Quelli elencati sono solo tre casi all’interno di un mercato che si è riempito di opportunisti dalla fervida immaginazione che, per scappare da un malessere proprio, cercano di offrire speranza a persone che hanno il bisogno di aggrapparsi a qualcosa. Per questo motivo, prima di metterci nelle mani di qualcuno, di lasciare la nostra mente in balia di altri, è bene analizzare in modo critico le possibilità di guarigione del trattamento che ci viene proposto.

Non dimenticate, sottoporsi ad una terapia non dimostrata può rivelarsi più dannoso che benefico. Si tratta della vostra mente, la vostra psiche, il vostro benessere: in altre parole, della vostra felicità e di quella di chi vi vuole bene.

Guarda anche