L’insopportabile pressione sulla maternità

· 19 marzo 2016

Fin da piccoli ci educano secondo alcune tradizioni e modelli, ma ancor più di frequente fin dall’infanzia ci inculcano il valore della maternità. Si associano diversi ruoli a seconda del genere, e a dimostrazione di questo vediamo quasi sempre solo bambine giocare con le bambole e non bambini.

Può trattarsi di una preferenza dei bambini e anche di una predisposizione dei genitori, che preferiscono comprare un giocattolo piuttosto che un altro. D’altro canto, si può osservare che le bambine, ancora piccolissime, si prendono cure dei neonati nei loro giochi.

Questo è stimolante e divertente, non è di certo un problema, ma si potrebbe favorire il gioco con altri giocattoli, che facciano sviluppare maggiormente la loro parte più creativa, per esempio. Chiunque abbia avuto a che fare con dei bambini si sarà reso conto che si “intrattengono” con qualsiasi cosa, quindi dare loro giocattoli di diversi tipi è la cosa migliore che possiamo fare.

bambina legge al riparo con il suo cagnolino

Le bambine crescono con l’idea che un giorno dovranno essere madri, che quello è il loro compito. Quando raggiungono il periodo della pubertà e noteranno i primi cambiamenti fisici, le adolescenti si rendono conto che il loro corpo è preparato per questo.

Durante gli anni dell’adolescenza e della gioventù, e a seconda del contesto in cui si muovono, potranno avvertire una minore o maggiore pressione, ma comunque questi non potranno essere considerati anni “particolarmente critici” rispetto alla pressione che esercita la società sulla donne.

È alla fine dei venti e all’inizio dei trent’anni, che questa pressione inizia ad essere sempre più presente nella vita delle donne. Alcune la vivono con normalità e non provoca loro alcun peso, perché hanno chiaro che vorrebbero essere madri, mentre alte, al contrario, continuano a chiedersi se sia il momento giusto, solo perché lo è per le altre in generale: e così nasce la pressione.

La maternità è una parte in più della vita di una donna, non l’unica

Questo concetto, che a priori è facile da capire, diventa molto più difficile quando ci avviciniamo a  questa realtà. Perché succede? Perché, in realtà, c’è un alone che avvolge e giudica le donne, qualsiasi siano le loro decisioni.    

Si è soliti associare la maternità alla generosità e allo scarso o nullo desiderio di essere egoisti. Non si tiene conto delle circostanze personali di ogni donna, che prende delle decisioni rispetto a questo, con il passare del tempo.

mamma, figlio e uccellino

Ognuno di noi ha una storia diversa e non tutti vogliamo le stesse cose nella vita, a seconda delle circostanza che abbiamo vissuto. Alcune scrittrici e filosofe, come Elisabeth Badinter in “La donna e la madre”, espongono il concetto che l’istinto materno non è poi così istinto, non è qualcosa di così primitivo come la necessità di mangiare o di dormire.

L’istinto materno è il feeling che si ha con una persona, la voglia di creare una famiglia o anche la pressione sociale della quale parlavamo prima, quella che fa sentire o meno ad una donna il desiderio di essere madre.

Essere madre è un’esperienza assolutamente meravigliosa, ma è anche una grande responsabilità. Se una persona sceglie di intraprendere questa appassionante esperienza deve, per lo meno, farlo quand’è sicura e non perché qualcuno glielo impone.

Sfatando i miti sulla maternità questa sarà più piacevole e responsabile

Se ci guardiamo intorno, la maggior parte dei genitori è felice di aver avuto un figlio, ma a volte ci sono altre coppie o madri che hanno deciso soli di affrontare quest’esperienza, assolutamente sconvolgente da tutti i punti di vista. Forse il non aver avuto precedentemente esperienza nella cura dei bambini o non aver pianificato la gravidanza ha portato queste persone a vedere in modo negativo la maternità.

Madri che desideravano con tutte se stesse un figlio e che hanno passato una gravidanza, un parto o un post-parto complicato si sentono terribilmente in colpa per non essere felici. Nessuno ha detto loro che sia normale e che sarebbe potuto succedere.

vestito di donna forma la strada

Sfortunatamente, altri genitori potrebbero dover affrontare complicazioni di salute dei loro figli, e questo rende il processo un po’ più duro e difficile. Anche se sono questi i genitori che di solito mostrano più coraggio per lottare e migliorare al massimo la situazione e le condizioni dei loro figli.

Vale a dire: La maternità non è tutta rose e fiori e implica un impegno per tutta la vita. Non vogliamo spaventare nessuno, anzi, al contrario, vogliamo farvi capire che, affinché vada bene, bisogna essere il più sicuri possible, affinché l’impegno sia reale.

Tutti ed ognuno di noi ha delle responsabilità: i bambini di ora, saranno gli adulti del futuro.

L’importanza di non fare pressione sulla maternità

La pressione che devono affrontare le novelle madri non ha niente a che vedere con quella che affrontano le donne che hanno deciso di non avere figli, sia che si tratti di una decisione volontaria o dovuta ad un’impossibilità di avere figli.  Le prime sentiranno la pressione della stessa maternità, mentre le seconde la pressione e il giudizio della società.

Bisognare essere empatici, rispettare l’intimità ed evitate domande che potrebbero ferire se fatte ad una persona vulnerabile rispetto a questo tema.

Forse una donna non vuole avere figli semplicemente perché è appena riuscita a realizzare un sogno dal punto di vista professionale o forse perché si porta dietro storie familiari che le fanno pensare che l’esperienza della maternità non sia adatta a lei..

Forse ha affrontato una gravidanza che si è conclusa diversamente da come si aspettava ed è esausta di parlare del tema. Forse ha avuto un problema medico e non sa se potrà mai dare alla luce un figlio, e pensa a lungo termine all’adozione, un altro meraviglioso modo di essere madri.

Trattandosi di un tema così intimo e personale, soggetto a variazioni a seconda della persona in questione e delle circostanze che essa vive, potremmo capire le une e le altre, invece di sparare sentenze e giudizi. Alla fine, non è un obbligo per nessuno avere figli.   

L’importante è che una donna sia in pace con se stessa e davvero cosciente e responsabile della sua scelta, poiché un bambino richiede responsabilità e la possibilità di vivere in un ambiente amorevole, tranquillo e protettivo.