Federico García Lorca: il poeta che misero a tacere

Federico García Lorca è stato uno dei letterati spagnoli più acclamati a livello nazionale che internazionale. La sua opera è fondamentale per gli studiosi di letteratura e la sua figura è diventato un modello di riferimento.
Federico García Lorca: il poeta che misero a tacere

Ultimo aggiornamento: 10 maggio, 2021

Se Federico García Lorca non fosse stato fucilato, avremmo festeggiato da poco i suoi 121 anni (immaginando per lui una vita molto lunga). La sua morte è una di quelle che riecheggia più forte nella coscienza nazionale, un segno indelebile di cosa è stata la Guerra Civile in Spagna, un episodio difficile da dimenticare.

Lorca fu solo una delle vittime della guerra; vittime di cui non conosciamo l’identità, ma la cui gioia di vivere venne spazzata via ingiustamente dalla crudeltà del fascismo.

La figura di García Lorca assume in questo modo un’importanza ancora maggiore: non solo è stato uno dei più grandi scrittori spagnoli, ma è anche stato una delle innumerevoli vittime della Guerra Civile.

Oggi studiamo Lorca con stupore, con entusiasmo, ma la sua tragica fine ci lascia un sapore amaro in bocca. La sua opera, oggi tanto acclamato, non è stata altrettanto ben accolta mentre era in vita: solo dopo la morte, il poeta ottenne un riconoscimento unanime. Non dimentichiamo che alcune delle sue opere più note vennero pubblicate dopo la sua morte.

Con questo articolo, desideriamo rendere omaggio a questo scrittore, ricordare la sua opera e celebrare la sua vita. Tutto questo, senza dimenticare il suo crudele destino, che oggi ci aiuta a ricordare in quali acque non vogliamo più navigare.

Vita di Federico García Lorca

Federico García Lorca nacque il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros, nella provincia di Granada, da una famiglia dalla buona posizione economica. Non manifestò profondo interesse per lo studio, ma per la scrittura, sì. Studiò al liceo di Almeria, città nella quale dimostrò di possedere grandi inclinazioni musicali: fu un uomo multidisciplinare.

Successivamente intraprese gli studi di Lettere, Filosofia e Diritto presso l’Università di Granada, ma la sua permanenza in Andalusia non sarebbe durata a lungo.

Nel 1919 decise di trasferirsi a Madrid e di stabilirsi nella “Residencia de Estudiantes”, luogo in cui abitarono molti dei grandi intellettuali dell’epoca e in cui avrebbe coltivato l’amicizia con altre figure fondamentali della cultura spagnola dell’epoca, come Luis Buñuel, Salvador Dalí o Juan Ramón Jiménez.

Nel corso della sua esistenza, mantenne sempre un legame profondo con la sua terra e, in particolare, con la sua famiglia. L’impronta della tradizione è evidente anche nei suoi scritti.

Nel 1920 venne messa in scena la prima opera teatrale di Lorca, presso il Teatro Eslava di Madrid, tradotto in italiano con il titolo Il Maleficio della farfalla.

Quest’opera narra le vicende di alcuni animaletti, vicende che potrebbero rientrare nella tematica del “banale” anche se inizia a delineare il caratteristico amore lorquiano in cui tutti si ricollega al fato.

L’opera ebbe un vero successo e nel decennio successivo vennero messe in scena alcune rappresentazioni teatrali con le quali il drammaturgo si guadagnò un notevole prestigio. Parliamo di opere del calibro de La calzolaia meravigliosa, di Nozze di Sangue. e Yerma. Alla fine del 1932 intraprese un viaggio in Argentina, dove ottenne il riconoscimento dell’America Latina.

Federico García Lorca è il drammaturgo spagnolo più spesso rappresentato e la sua produzione ha assunto proporzioni smisurate, che non solo coinvolgono il teatro, ma anche la poesia. La complessità dello studio di Lorca contrasta con il limitato successo ottenuto mentre era ancora in vita.

La morte di Lorca

Il 18 agosto del 1936 Federico García Lorca venne assassinato tra Viznar e Alfacar (Granada). In realtà il drammaturgo sarebbe potuto fuggire alla morte con l’esilio in America Latina, ma preferì invece rifugiarsi con i propri cari presso Huerta de San Vicente, una residenza di famiglia sita nella provincia di Granada.

La Guerra Civile era appena esplosa. All’epoca, il cognato di Lorca, Manuel Fernández Montesinos, era il sindaco socialista di Granada e sarebbe morto di lì a poco, prima dell’assassinio di Federico.

Il drammaturgo non prese mai una posizione politica, ma era un uomo di mondo e, inoltre, era omosessuale. La sua omosessualità e l’ipotetica infiltrazione con i russi lo avrebbe condotto alla morte, nonostante la sua dedizione alla Spagna e alle sue radici, decantate in più di un’occasione.

A partire da quel momento, una serie di chiaro-scuri avrebbero aleggiato sulla morte di Lorca: non sappiamo con certezza, in effetti, cosa accadde di preciso al poeta.

Sappiamo del coinvolgimento di Ramón Ruiz Alonso, della collaborazione con il socialista Fernando de los Ríos, con i russi e, oltretutto, sappiamo che la sua omosessualità fu uno dei fattori scatenanti del suo assassinio.

Assassinio di Lorca

Juan Luis Trescastro, avvocato fedele alla Falange, sembra abbia partecipato attivamente alla fucilazione del poeta. Qualcuno affermò di averlo udito dire che gli avrebbe sparato, perché omosessuale.

La sua morte e le sue reliquie restano oggi avvolte nel mistero, ma non c’è dubbio alcuno che la Spagna dell’epoca, con il franchismo in ascesa e dominante, abbia messo fine alla sua vita, alla vita di uno dei più grandi letterati.

Nonostante alcuni rapporti della polizia dell’epoca portarono un po’ di luce su alcune zone d’ombra dei fatti che portarono all’assassinio di García Lorca, quel che è certo è che il drammaturgo non fu l’unica vittima di una guerra ingiusta.

Federico García Lorca e la Generazione del ’27

Quando ci avviciniamo a uno studio generazionale della letteratura spagnola è importante fare chiarezza su cosa intendiamo esattamente con il termine “generazione”.

Secondo alcuni studiosi, come Petersen o Dámaso Alonso, ci sono alcune situazioni comuni agli autori che fanno parte di questa generazione:

  • Età simile.
  • Omogeneità nella formazione.
  • Intensi rapporti interpersonali tra i membri.
  • Esistenza di un modello di riferimento.
  • Linguaggio generazionale.
  • Rottura con la generazione precedente.

Critica

Dámaso Alonso prova a dare una definizione di quanto accaduto con la poesia spagnola tra gli anni ’20 e ’30. L’ipotesi di Dámaso ha lo scopo di definire cosa potrebbe aver rappresentato questo gruppo di poeti.

Stiamo parlando di poeti come: Jorge Guillén, Pedro Salinas, Gerardo Diego, Federico García Lorca, Rafael Alberti, Vicente Aleixandre, ecc.

Dámaso Alonso insiste sulla formazione del gruppo, a sostegno della denominazione del gruppo stesso: il Centenario della morte di Luis Góngora, in occasione della quale ebbe luogo una riunione presso l’Ateneo di Siviglia. I partecipanti iniziarono a collaborare ben presto con riviste come La pluma, España, ecc.

All’inizio degli anni ’20 le vite di questi eruditi iniziarono a incrociarsi e li avrebbero visti collaborare a una serie di lavori. Inoltre, la Residencia de Estudiante sarebbe diventato il centro di ritrovo degli intellettuali dell’epoca.

García Lorca visse presso la Residencia de Estudiantes con altri artisti, prese parte ai grandi momenti letterari della sua generazione e, senza alcun dubbio, è oggi uno dei nomi più importanti della Generazione del ’27.

Statua di lorca.

La sua produzione

I suoi manoscritti si accumulavano sulla sua scrivania e tardavano non poco a essere pubblicati. Scrisse una delle sue opere più note, Poema del cante Jondo (o Poema del profondo canto), alla fine del 1921 e, tuttavia, l’opera venne pubblicata dieci anni dopo.

Sul finire degli anni ’20 Lorca pubblicò Canzoni, opera che secondo molti lorquisti rappresenta una delle raccolte di poesie principali dell’autore.

Negli ultimi anni della sua vita, la produzione di Lorca è immensa, ma poche opere vedono la luce. Tra queste: Compianto per Ignacio Sánchez Mejías e Poemas Gallegos (sei poesie in galiziano).

Assistiamo a un’ampia varietà di registri e a una profonda connessione con il mondo della musica: Lorca scrive testi di canzoni, ma lo fa da una prospettiva di ricerca. Rompe le barriere più tradizionali e introduce elementi proprie di altre culture, come quella araba. In questo modo ci troviamo di fronte a una produzione ricca e innovativa.

Lorca si ispira alle sue radici andaaluse nel Poema del cante jondo, raccolta che contiene la Ballata dei tre fiumi. In questa baladilla o “ballata” si avventura nella geografia andalusa ma non cade nella trappola della descrizione; trae piuttosto ispirazione da quanto suggerito, nutrendosi degli insegnamenti del flamenco.

Qui compaiono le città andaluse: Siviglia, in tutta la sua maestosità, Granada, con i suoi piccoli fiumi. Oltre alla geografia, il testo affronta tematiche come l’amore impossibile, il mondo popolare, ma senza dimenticare l’esercizio del culto della poesia.

Questo legame con le radici indusse Lorca a lavorare a lungo sulla stesura di una raccolta di romanzi in cui assume particolare rilievo la cultura gitana. Ecco come iniziò a prendere forma il Romancero Gitano, opera non esente da critiche e che molti contemporanei tacciarono di essere provinciale.

Riflessioni conclusive su Federico García Lorca

Questo poeta ha vissuto di elementi culturali, ma conosceva bene la poesia di Góngora e questo diede come frutto una raccolta di 18 romanzi che sono una miscela della sua conoscenza della poesia colta e di quella popolare.

I gitani sono protagonisti della sua opera, la lirica prende possesso del romanzo. Per quanto riguarda l’aspetto narrativo, invece, troviamo una storia, dialoghi tra i personaggi e persino riferimenti che vanno al di là della poesia.

Lorca raccoglie espressioni popolari e le trasforma in linguaggio teatrale; studia l’anima e le profondità di una cultura considerata ai margini.

Lorca è stato ucciso dal franchismo, il poeta che si è guadagnato la fama di essere stata la “prima persona famosa a essere assassinata”. Una macchia nera nella storia della Spagna, ma senza dubbio un’immagine che ci ricorda gli orrori del passato e la magia della letteratura.

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In questo articolo abbiamo raccolto alcune frasi di Federico García Lorca che consideriamo particolarmente degne di nota.



  • Colecchia, F.: García Lorca. A selectively annotated bibliography of criticism (Nueva York-Londres, 1979).
  • Gil, Ildefonso-Manuel (ed.): Federico García Lorca (Madrid, 1973).