Film sulla generosità: titoli da non perdere

La generosità è un valore che trasforma. In un mondo egoista, condividere esperienze e risorse ci avvicina agli altri e allo stesso tempo ci riconcilia con la nostra vera natura.
Film sulla generosità: titoli da non perdere

Ultimo aggiornamento: 25 luglio, 2021

Certi valori trascendono il contenuto di un’opera. Nei film sulla generosità presentati a seguire vedremo esempi del modo in cui questo valore cambia la vita dei personaggi. In un mondo avido e individualista, l’atto di condividere diventa una lezione rivoluzionaria. Non si tratta solo di condividere qualcosa di materiale, ma anche esperienze ed emozioni.

In questo articolo proponiamo alcuni film sulla generosità, in cui questo valore trasforma completamente la vita dei protagonisti. Da un villaggio che lotta per sopravvivere al movimento per i diritti razziali o la vita di una donna incinta senza risorse. L’a condivisione è trasformativa a livello individuale e di gruppo ed è stata ripresa nei seguenti film.

5 film sulla generosità

L’albero di Antonia di Marleen Gorris

Tra i film sulla generosità non può mancare L’albero di Antonia . Questa pellicola olandese ha vinto il premio Oscar per il miglior film straniero nel 1996.

La nonagenaria Antonia (Willeke van Ammelrooy) è sdraiata a letto e comincia a ricordare la sua vita. Inizia con gli eventi successivi la seconda guerra mondiale, quando torna con la figlia Danielle (Els Dottermans) al villaggio in cui è nata.

La defunta madre di Antonia le ha lasciato una piccola fattoria. Lì, Antonia si stabilisce e si unisce a una comunità insolita, dando rifugio a un gran numero di persone. In questo modo, la vecchia fattoria diventa la casa di una varietà di personaggi con il loro particolare modo di vivere.

Il film è un’epopea familiare che abbraccia tre generazioni di donne indipendenti. La scrittrice e regista Marleen Gorris offre un film eccentrico sull’alto valore dell’amicizia femminile, l’indipendenza, l’intuizione e la generosità.

Film sulla generosità: Viaggio a Tokyo di Yasujiro Ozu

L’anziano Shukishi e sua moglie, Tomi, intraprendono il lungo viaggio dal loro piccolo villaggio costiero per visitare i loro figli a Tokyo. Il loro figlio maggiore Koichi (Sô Yamamura), un medico, e la figlia Shige (Haruko Sugimura), una parrucchiera, non hanno molto tempo da passare con i loro anziani genitori.

È la loro nuora Noriko (Setsuko Hara), la vedova del loro figlio più giovane, ucciso in combattimento, che fa compagnia ai suoceri durante la loro visita. È la generosità di qualcuno che non è un parente di sangue che alla fine salva la coppia di anziani dalla solitudine e dall’abbandono.

Viaggio a Tokyo è un’istantanea del Giappone del dopoguerra in seno a un profondo cambiamento culturale; la dolorosa rappresentazione della disintegrazione familiare è il filo conduttore del film.

Un ritratto duro, difficile e realistico di come i genitori sono trattati come una “seccatura” mentre crescono e di come i figli li vedono un ostacolo nella loro età adulta.

I sette samurai di Akira Kurosawa

Uno dei migliori film per capire il valore della generosità in una comunità in pericolo. In un villaggio agricolo del XVI secolo, un samurai risponde a una richiesta di protezione da parte degli abitanti del villaggio, che stanno attraversando momenti difficili poiché una banda di criminali minaccia di rubare i loro raccolti di riso.

La città ha bisogno di protezione dai banditi, così il samurai ne raduna altri sei per difenderli, in cambio solo di un po’ di riso, onore e generosità. Allo stesso tempo, gli abitanti del villaggio forniscono cibo ai soldati prima che 40 banditi attacchino il villaggio.

I samurai si assumono il compito di “educare” una popolazione incolta e timorosa a certi valori. Kurosawa cattura l’aspetto di una società agraria in perfetta armonia rituale mentre i sette guerrieri devono trascendere il loro individualismo per raggiungere l’onore collettivo.

Film sulla generosità: C’era una volta… quando eravamo colorati di Tim Reid

Basato sul libro di Clifton Taulbert, la storia si svolge nel Mississippi del 1946. Il giovane Cliff (Charles Earl Taylor Jr.), che vive sotto le cure del bisnonno Poppa e della bisnonna Ma Pearl, comincia a notare la discriminazione contro i neri nel mondo che lo circonda. La vita non è piacevole per loro nel Sud americano.

Nel corso di 16 anni, Cliff diventa familiare con la segregazione razziale e la tristezza che porta. Tuttavia, la speranza nasce quando la loro generosità verso l’altro li riunisce come gruppo per lottare per i loro diritti civili. Il film mostra come la gente lavora, vive e lavora insieme, trovando nell’unità una forza potente da combattere.

Solas di Benito Zambrano

Questo lungometraggio ha vinto il premio del pubblico nella sezione Panorama al Festival di Berlino del 1999. Ha vinto cinque premi Asecan per il cinema andaluso e ha ottenuto undici nomination e cinque premi Goya. È stata una rivoluzione cinematografica con un valore emotivo sobrio ma incommensurabile.

Ana Fernández interpreta María, una donna che vive in una baraccopoli nella città di Siviglia. Dipendente dall’alcol, spesso si ubriaca fino a perdere i sensi nel tentativo di dimenticare i suoi problemi. Il suo salvataggio emotivo arriva sotto forma di sua madre María (María Galiana), che rimarrà per qualche giorno nell’appartamento della figlia mentre suo marito è in ospedale.

Durante questo soggiorno, l’anziana donna incontra un vicino vedovo (Carlos Álvarez) che vive con il suo cane Aquiles. La relazione che si stabilisce tra questi tre personaggi finirà con una proposta in cui la generosità e l’empatia cambieranno per sempre il corso delle loro vite.