Franz Alexander e la medicina psicosomatica

24 maggio, 2020
Oltre a essere uno dei principali rappresentanti della psicoanalisi nel XX secolo, Franz Alexander contribuì a gettare le basi della medicina psicosomatica.

Franz Alexander è stato uno dei principali rappresentanti della psicoanalisi del XX secolo. È considerato, con qualche riserva, il padre della medicina psicosomatica e pioniere della psicoanalisi applicata alla criminologia. Il suo fu uno dei contributi più interessanti alla teoria classica di Sigmund Freud.

Alexander raggiunse un prestigio tale all’epoca che persino Raymond de Saussure si fece psicoanalizzare da lui. Lo stesso accadde con uno dei figli di Sigmund Freud e di Marianne Kris. Ad ogni modo, la vera fama di Franz Alexander arrivò dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, patria che gli diede grande notorietà.

“La cultura è il prodotto del tempo libero umano, non del sudore della sua fronte”

-Franz Alexander-

Franz Alexander fu un disciplinato studente della psicoanalisi classica. Con il tempo, tuttavia, lasciò il segno su tale corrente distanziandosi da vari concetti centrali di Freud. Il suo contributo alla psicoterapia e alla psichiatria è ancora vigente.

Gli inizi di Franz Alexander

Franz Alexander nacque in Ungheria il 22 gennaio 1891. Studiò nell’Università di Budapest e a 22 anni ottenne il titolo di medico. Più avanti, completò la sua formazione presso l’Università di Göttingen e l’Istituto di Fisiologia di Cambridge, Regno Unito. Durante la Prima Guerra Mondiale prestò servizio come batteriologo al servizio dell’esercito austro-ungarico.

Foto di Franz Alexander

In seguito lavorò nella clinica neuropsichiatrica affiliata all’Università di Budapest. Lì conobbe e si interessò profondamente all’opera di Freud, e nel 1920 emigrò in Germania. A Berlino si dimostrò l’alunno più brillante dell’Istituto di Psicoanalisi. Andò in analisi con Hanns Sachs e divenne psicoanalista a tutti gli effetti. Lavorò poi come professore di psicoanalisi nello stesso istituto.

In quegli anni pubblicò la sua opera Analisi della personalità totale, richiamando l’attenzione di Freud. Intorno al 1930 fu invitato da Robert Hutchins a lavorare come docente per l’Università di Chicago, negli Stati Uniti. Alexander accettò e poco dopo fondò l’Istituto di Psicoanalisi di Chicago, restandone a capo per 25 anni.

La medicina psicosomatica

Con la presenza di Franz Alexander, l’Università di Chicago divenne il primo centro educativo degli Stati Uniti ad avviare la ricerca nel campo della medicina psicosomatica. Nei seguenti anni Alexander scrisse un trattato su questa scienza, uno sulla psicoanalisi e un altro sulla psicoterapia. Durante il primo congresso mondiale di psichiatria, celebrato nel 1959 a Parigi, presidiò negli stessi ambiti.

Sebbene Franz Alexander non sia stato il primo ad applicare la psicoanalisi alla medicina, divenne il primo esponente di medicina psicosomatica ispirata ai principi freudiani. In particolare guadagnò notorietà con i suoi studi sulle ulcere gastroduodenali, dimostrando come tale disturbo derivasse dalla mancanza di affetto in età infantile.

Mente e corpo medicina psicosomatica di Franz Alexander

L’incredibile scoperta dell’influenza dell’inconscio sulla salute fisica lo portò a rivedere del tutto il metodo e la durata del processo analitico. Inoltre, arrivò a definire la differenza tra disturbi di conversione e malattie psicosomatiche, concetti che ai suoi tempi non erano ancora noti.

La seconda generazione della psicoanalisi

Franz Alexander è considerato uno dei principali esponenti della cosiddetta seconda generazione della psicoanalisi. Raccolse gran parte del contributo di Sandor Ferenczi. Molti dei suoi punti di vista furono esposti in un’opera che ha orientato varie generazioni di psicoanalisti e che è ormai considerata un classico: Terapia psicoanalitica.

Alexander introdusse anche il concetto di esperienza emozionale correttiva, riformulando il modello di attenzione tipico della psicoanalisi. Si basa su quattro azioni basi:

  • Portare il paziente a rivivere situazioni passate che non è stato in grado di risolvere, per affrontarle in condizioni più favorevoli.
  • Il paziente deve esprimersi liberamente e stabilire con l’analista una relazione transferenziale ben diversa dalle logiche instaurate con i genitori.
  • Lo psicoanalista deve aiutare il paziente offrendogli una prospettiva nuova sui fatti passati.
  • Se l’analista è logico e salutare, il paziente sarà in grado di destituire le risposte inadeguate per la sua realtà.
Sagome umane

Franz Alexander si schierò dalla parte della psicoterapia a breve termine, o psicoterapia breve, allontanandosi totalmente dalla psicoanalisi classica. Applicò inoltre le sue analisi alla criminologia, alla sociologia, alla politica e all’estetica. Morì a Palm Springs, California, nel 1964, lasciando il segno anche come scrittore prolifico e ricercatore.

Alexander, F., & SZASZ, T. (1971). El enfoque psicosomático en medicina. Psiquiatría dinámica. Buenos Aires: Paidos, 309-337.