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Gli ormoni dello stress: quali sono?

Ormoni come il cortisolo sono fondamentali per aiutarci a reagire alle sfide. Il problema nasce quando lo stress si prolunga nel tempo. In questo caso l'impatto di questi ormoni sull'organismo è notevole. Ne parliamo in questo articolo.

Gli ormoni dello stress: quali sono?

Ultimo aggiornamento: 25 novembre, 2020

Gli ormoni dello stress sono fondamentali per qualunque essere vivente. Fuggire dinnanzi al pericolo, reagire alle richieste dell’ambiente circostante, attivarci per trovare una soluzione ai problemi o semplicemente attivare tutte le nostre risorse mentali per affrontare un esame sono meccanismi essenziali in cui intervengono queste piccole, ma potenti, molecole.

Basta sentire la parola “stress” per associarla a esperienze chiaramente negative. I suoi effetti sono noti a tutti. Di fatto, alla maggior parte di noi sarà successo di vivere un periodo pieno di preoccupazioni o in cui le pressioni dal mondo esterno sono poi sfociate in dolori muscolari, disturbi digestivi, cefalea, insonnia. I cambiamenti fisiologici determinati da questi ormoni possono essere molto intensi e logoranti.

Bisogna, tuttavia, fare chiarezza su un aspetto. Senza queste reazioni chimiche, l’essere umano non sarebbe sopravvissuto. La risposta allo stress ci ha permesso di reagire agli ostacoli quotidiani, così da poterci adattare a un contesto sempre più complesso.

Ebbene, anche se oggigiorno non dobbiamo difenderci dagli stessi pericoli da cui dovevano difendersi i nostri antenati della preistoria, le pressioni dal mondo esterno rappresentano ancora una sfida. Comprendere i meccanismi attivati dagli ormoni associati a questo tipo di risposta emotiva è sempre utile e affascinante.

Struttura chimica degli ormoni dello stress.

Quali sono gli ormoni dello stress?

Tutti noi siamo programmati per reagire a qualsiasi tipo di minaccia, che sia rappresentata da un pericolo esterno ben preciso o da una preoccupazione interiore. Al giorno d’oggi, fungono da fattore scatenante dello stress le situazioni legate al lavoro, problemi economici o affettivi.

Le minacce, i pericoli e le sfide ora sono invisibili: non si possono toccare né intravedere come un tempo, quando i nostri antenati dovevano fare i conti con un predatore. La naturale risposta allo stress ci permette di attivare un numero infinito di risorse fisiche e psicologiche utili ad affrontare qualsiasi pericolo, e tutto ciò rientra nella normalità, ed è persino auspicabile.

Il vero problema nasce quando lo stress si protrae nel tempo. Se deriva da un’inadeguata gestione degli ostacoli, se non facciamo buon uso delle strategie adattive, gli ormoni dello stress continueranno a rimanere attivi. Proprio allora sopraggiungono malessere fisico e situazioni rischiose per la nostra salute. Scopriamo quindi come agisce e come lavora questa rete di ormoni.

Il cortisolo, l’ormone che ci fa reagire

Il cortisolo è un ormone steroideo che regola una vasta gamma di processi fisiologici. Sebbene non ricopra un ruolo determinante nella nostra risposta alle situazioni stressanti, è fondamentale nelle funzioni metaboliche e  immunitarie.

La secrezione del cortisolo è regolata dall’ipotalamo, dalla ghiandola pituitaria e dalle ghiandole surrenali. Quasi tutte le cellule contengono i recettori del cortisolo, il che ci dà un’idea del grande numero di processi a cui prende parte.

Per esempio, è fondamentale per regolare i livelli di zucchero nel sangue, l’equilibrio idrosalino e la pressione arteriosa. I livelli di cortisolo sono più alti durante il giorno, in quanto ci aiutano a rimanere attivi nelle ore diurne.

D’altra parte, quando trascorriamo lunghi periodi di stress e ansia, l’eccessiva secrezione di cortisolo può avere effetti nocivi. Tra questi, la comparsa di ipertensione, sbalzi di umore, dolori muscolari, osteoporosi e persino oscillazioni di peso corporeo.

Struttura chimica degli ormoni dello stress.

L’adrenalina permette di reagire al pericolo

Quando viviamo situazioni stressanti, le mani sudano, il cuore accelera e la bocca si asciuga. Questa risposta è regolata da uno degli ormoni dello stress più importanti: l’adrenalina, o epinefrina.

Questo ormone funge anche da neurotrasmettitore, viene secreto dalle ghiandole surrenali, o adrenali, e viene rilasciato soprattutto in momenti di stress, pericolo e sovraeccitazione. Tutti i cambiamenti causati dal rilascio di adrenalina nel flusso sanguigno hanno un obiettivo: preparare il corpo alla lotta o alla fuga.

  • Il battito cardiaco accelera.
  • Aumenta la capacità del sistema respiratorio, nonché la capacità polmonare.
  • Il glicogeno (polisaccaride che costituisce le riserve di energia e che viene conservato dai muscoli e dal fegato) viene decomposto.
  • I vasi sanguigni si dilatano, favorendo un aumento del flusso sanguigno.
  • Migliora la connessione tra le cellule nervose, con conseguente aumento del flusso di informazione.

La vasopressina, modulatore della risposta allo stress

La vasopressina è nota anche come ormone antidiuretico; questo significa che favorisce la ritenzione idrica. Negli ultimi anni si è scoperto che è un elemento importante nella risposta allo stress.

Lo studio condotto dall’Università di Edimburgo nel 2017 ci offre dati utili per una migliore comprensione del suo importante ruolo:

  • La vasopressina ha un effetto modulatore nella risposta dell’organismo alle situazioni stressanti o che provocano ansia. 
  • Tra gli ormoni dello stress, la vasopressina potrebbe avere un ruolo chiave nella stimolazione del rilascio della corticotropina. Questo elemento biologico favorisce la secrezione di corticosteroidi come il cortisolo.
  • Questo ormone si manifesta in una serie di neuroni ipotalamici che controllano la risposta alle sfide ambientali stressanti. Questo significa che quando il cervello ritiene che dinnanzi a noi si presenta una sfida, rilascia questa sostanza affinché si attivino una serie di cambiamenti biochimici fondamentali a farci reagire.

Gli ormoni dello stress: conclusioni

Ogni dinamica che induce il cervello a rispondere ai pericoli quotidiani non ha alcun altro scopo se non quello di permetterci di affrontarli. In fin dei conti, è questo lo scopo dello stress: farci reagire dinnanzi al pericolo, così da risolverlo. Lasciare che le situazioni preoccupanti e angosciose perdurino nel tempo ha conseguenze negative. Teniamolo a mente.

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  • Antoni, Ferenc. (2017). Vasopressin as a Stress Hormone. Neuroendocrinology and Neurobiology (págs. 97-108) 10.1016/B978-0-12-802175-0.00009-7.