Guadagni secondari dell'ansia: cosa sono?

15 novembre, 2020
In alcuni casi è difficile capire che potremmo trarre vantaggio da una situazione negativa. I guadagni secondari dell'ansia sono un chiaro esempio di ciò. Essere ansiosi a lungo può volgere a nostro favore.

Si chiamano guadagni secondari dell’ansia i vantaggi derivati da questo stato emotivo. Ma come fa l’ansia a offrire benefici? Per quanto possa sembrare strano, è così. Facciamo spazio dentro di noi a una situazione spiacevole e la teniamo viva perché ci apporta qualcosa. Secondo un meccanismo malato, ma ci apporta qualcosa. Se così non fosse, ci verrebbe voglia di cercare e trovare il modo per disfarci di questo tormento.

Eppure, l’esistenza di guadagni secondari dell’ansia non significa che tali profitti abbiano davvero un effetto positivo su di noi. Significa semplicemente che a volte intraprendiamo strade poco salutari per adattarci alla realtà. In linea di massima, non ne siamo coscienti. Riusciamo ad adattarci e, in un modo o nell’altro, a trarre vantaggio da questa situazione.

Forse sarà più chiaro con un esempio. Supponiamo che una persona rimanga senza casa. Riesce a montare una tenda improvvisata in un campo solitario. A questo punto, potrebbe cercare un modo per incorporare alcuni comfort al suo spazio abitativo.

Potrebbe trovare delle scatole di cartone per ripararsi dal freddo e persino iniziare ad “arredare” quello spazio; inoltre, non dovrà pagare tasse né affitto. Il protagonista di questa storia non ha certo risolto il suo problema principale, ovvero di vivere in una casa vera, ma riesce a trarre il meglio dalla situazione presentatasi. Succede lo stesso con i guadagni secondari dell’ansia.

Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente, perciò l’eccellenza non è un atto ma un’abitudine.

-Aristotele-

I principali guadagni secondari dell’ansia

Chiaramente l’ansia è uno stato che genera sofferenza, dunque la cosa più ragionevole da fare è cercare e trovare il modo per superarla. Ma l’essere umano non è pura ragione.

Esistono diversi elementi inconsci che si presentano e che portano a insistere persino nel dolore emotivo. L’individuo non è alla ricerca di ansia costante, ma una volta che quest’ultima ha piantato radici, ha inizio un susseguirsi di imprevisti.

Donna disperata con mano in testa.

Molto spesso la persona ansiosa potrebbe ricevere particolari attenzioni da parte di chi la circonda. Potrebbe essere considerata nervosa o troppo sensibile. Di conseguenza, senza volerlo riceve maggiori attenzioni, e magari persino maggiore considerazione da parte degli altri.

Non ne è consapevole, ma ciò rafforza la condizione negativa in cui si ritrova. In questo modo operano i guadagni secondari dell’ansia.

L’ansia potrebbe anche diventare un pretesto per non affrontare il mondo, creando una campana di vetro. Diventa un modo per giustificare tantissimi comportamenti negligenti, arrendevoli o pigri, ma anche stupidaggini, mancanza di responsabilità e atteggiamenti infantili. “Il fatto è che sono molto ansioso, quindi non posso…”.

Evitare la paura e ottenere ciò che si desidera

L’ansia potrebbe diventare un mezzo per ottenere quello che si desidera. Tale condizione funge da scudo quando non ci si decide ad affrontare paure reali, che tutti noi dobbiamo affrontare a un certo punto.

Paure come quella della solitudine, del rifiuto, di dire “no”, di cercare e trovare un lavoro per cavarsela da soli, ecc. Tutti proviamo ansia dinnanzi a queste situazioni. Il segreto è cercare la strada per sconfiggerla.

Come anticipato, le attenzioni altrui, la possibilità di rimanere nella zona di confort che nessuno può mettere in discussione, la possibilità di giustificare le nostre azioni con una scusa rappresentano una gabbia dorata per evitare di assumersi determinate responsabilità.

Uomo al buio.

Sottolineare che si tratta di un meccanismo inconscio è importante. La persona ansiosa soffre davvero e non architetta consapevolmente un piano per trarre vantaggio dalla situazione. Avviene tutto in modo inconsapevole e permane in noi in quanto per noi vantaggioso.

Il problema è che ciò induce una persona a organizzare un intero progetto di vita intorno all’ansia, rifiutandosi di crescere e privandosi di molte esperienze positive, come l’uomo della nostra storia che non trova mai un luogo stabile in cui vivere.

La via d’uscita, dunque, non è accettare che l’ansia sia ormai parte integrante di noi stessi, anzi questa condizione può essere superata. Se non ci riusciamo da soli, l’aiuto di un professionista può fare al caso nostro.

  • Marsiglia, G. (2010). Estudio clínico y epidemiológico de la ansiedad y la depresión en una muestra de 1 159 pacientes. Gaceta Médica de Caracas, 118(1), 03-10.