I libri sono specchi che riflettono il nostro mondo


Scritto e verificato la psicologa Gema Sánchez Cuevas
I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro. Questa frase, tratta dal libro “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón, è prova del mondo interiore e personale della lettura. Di conseguenza, la diversità dei gusti letterari. Per esempio, le persone empatiche di solito preferiscono i romanzi; le persone più impulsive preferiscono la narrativa bellica e le persone creative prediligono il genere fantasy.
I libri sono specchi. Ciò che abbiamo dentro si riflette nella nostra lettura. Per questo, uno stesso libro non significherà mai la stessa cosa per due persone diverse.
Per gli amanti della lettura, non c’è niente di meglio di arrivare a casa e staccarsi da tutto e da tutti leggendo un bel libro. Leggere apre la porta a nuove vite, a nuove culture e a nuovi modi di sentire. Inoltre, produce un effetto rilassante, dato che riduce i livelli di cortisolo secreto dal cervello.
L’atto di leggere con regolarità ci apporta grandi benefici a livello cognitivo. Migliora le nostre capacità di astrazione, immaginazione, concentrazione e memoria e ci aiuta a prevenire le malattie neurodegenerative. Il cervello, in alcuni aspetti, funziona come un muscolo e la lettura ci permette di allenarlo.
Acquisire l’abitudine di leggere è come costruirsi un rifugio contro le vicissitudini della vita. Un focolare che ci abbraccia e ci fa sentire di non essere soli, grazie a quello che altri ci mostrano mediante le loro storie. Racconti che, a poco a poco, facciamo nostri. Ecco perché i libri sono specchi.
I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro. Questa frase, tratta dal libro “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón, è prova del mondo interiore e personale della lettura. Di conseguenza, la diversità dei gusti letterari. Per esempio, le persone empatiche di solito preferiscono i romanzi; le persone più impulsive preferiscono la narrativa bellica e le persone creative prediligono il genere fantasy.
I libri sono specchi. Ciò che abbiamo dentro si riflette nella nostra lettura. Per questo, uno stesso libro non significherà mai la stessa cosa per due persone diverse.
Per gli amanti della lettura, non c’è niente di meglio di arrivare a casa e staccarsi da tutto e da tutti leggendo un bel libro. Leggere apre la porta a nuove vite, a nuove culture e a nuovi modi di sentire. Inoltre, produce un effetto rilassante, dato che riduce i livelli di cortisolo secreto dal cervello.
L’atto di leggere con regolarità ci apporta grandi benefici a livello cognitivo. Migliora le nostre capacità di astrazione, immaginazione, concentrazione e memoria e ci aiuta a prevenire le malattie neurodegenerative. Il cervello, in alcuni aspetti, funziona come un muscolo e la lettura ci permette di allenarlo.
Acquisire l’abitudine di leggere è come costruirsi un rifugio contro le vicissitudini della vita. Un focolare che ci abbraccia e ci fa sentire di non essere soli, grazie a quello che altri ci mostrano mediante le loro storie. Racconti che, a poco a poco, facciamo nostri. Ecco perché i libri sono specchi.
“Non leggete come fanno i bambini per divertirvi o come gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere.”

I libri sono specchi che favoriscono la concentrazione
Ogni volta che iniziamo a leggere, l’emisfero sinistro del cervello si attiva, lavorando a più non posso per mettere in funzione diverse aree. Secondo il neurologo Stanislas Dehaene, del Collège de France, leggere modifica il cervello. D’altra parte, la psicologa Nicole K. Speer, dell’Università di Washington, afferma che quando leggiamo ricreiamo quello che immaginiamo, in modo tale che si attivano le stesse aree cerebrali di quando osserviamo qualcosa che sta accadendo davvero o persino che stiamo facendo noi in prima persona.
Leggere alimenta il nostro cervello per farlo progredire.
La lettura è uno degli strumenti, e senza dubbio dei più significativi, che il cervello ha a disposizione per progredire. Allenare la mente mediante la lettura favorisce la concentrazione. Sebbene dopo averla appresa la lettura sembri un processo naturale, in fin dei conti non lo è. L’umano lettore è sorto a partire dalla sua costante lotta contro la distrazione, dato che lo stato naturale del cervello di fronte a lettere prive di significato è quello della dispersione.
È così perché, secondo la psicologia evolutiva, non stare all’erta poteva costare la vita ai nostri antenati. Se un cacciatore non faceva caso agli stimoli che lo circondavano, veniva divorato oppure moriva di fame perché non sarebbe riuscito a localizzare le fonti degli alimenti. Per questo morivo, restare immobile concentrato su un processo come quello della lettura è considerato come uno scalino in più nella nostra evoluzione.
L’evoluzione, dunque, ha permesso che ci sia possibile concederci dei momenti di riposo e relax senza dover essere sempre all’erta a causa di minacce costanti. Per fomentare la concentrazione sin dall’infanzia, è particolarmente importante incoraggiare l’abitudine della lettura. Venti minuti di lettura ad alta voce al giorno aiuteranno i bambini a sviluppare la loro capacità di attenzione e di concentrazione: due delle abilità di cui avranno più bisogno nel corso della loro vita per incrementare le loro possibilità di successo.
“La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto.”

La lettura influisce sul successo professionale
I libri sono specchi del proprio successo professionale, come dimostrato da uno studio. Per più di 20 anni studiosi dell’Università di Oxford hanno analizzato le abitudini e le attività di quasi 20.000 giovani, con l’obiettivo di scoprire quali attività predicevano il successo professionale una volta compiuti i 30 anni. Solo la lettura sembrò avere un impatto significativo sul successo professionale: nessun’altra attività, come fare sport o andare al cinema, dimostrò esercitare un qualche effetto.
Leggere modifica il cervello, afferma il neurologo Stanislas Dehaene, professore di Psicologia Cognitiva Sperimentale del Collège de France. Dunque nel cervello di una persona che legge vi sono più materia grigia e più neuroni.
Gustave Flaubert, scrittore francese, non poteva avere più ragione quando disse che “la vita deve essere una continua educazione”. Il mondo continua a girare, dunque la cosa migliore per i nostri interessi professionali è scommettere sulla formazione continua come via per restare aggiornati e preparati alle nuove circostanze. Proprio come curiamo il nostro aspetto e andiamo sempre in palestra, allo stesso modo dovremmo mantenere o alimentare l’interesse per alcuni processi cognitivi che, in qualche modo, possiamo allenare.
“C’è chi passa la vita a leggere senza mai riuscire ad andare al di là della lettura, restano appiccicati alla pagina, non percepiscono che le parole sono soltanto delle pietre messe di traverso nella corrente di una fiume, sono lì solo per farci arrivare all’altra sponda, quella che conta è l’altra sponda.”
Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.

Scritto e verificato la psicologa Gema Sánchez Cuevas







