I rischi della pornografia: i neuroni specchio

4 giugno 2015 in Psicologia 166 Condivisi

Oggi giorno, per la prima volta nella storia, abbiamo accesso a una quantità di materiale pornografico estremamente elevata. I siti pornografici sono tra i più consultati su internet e tutti, dagli anziani ai bambini, possiamo potenzialmente averne accesso, senza restrizioni. Anche chi non si era mai sentito attratto dalla pornografia, quindi, ha iniziato a sviluppare una certa curiosità sull’argomento.

Lasciando da parte le considerazioni morali, che spettano soltanto ad ognuno di voi, la verità è che la pornografia sta dando luogo a nuovi interrogativi sul comportamento umano. Il numero di persone dipendenti dalla pornografia è aumentato e, a quanto pare, anche il comportamento di chi non soffre di alcuna dipendenza sta cambiando.

I neuroni specchio e la pornografia

I neuroni specchio furono scoperti accidentalmente nel 1992 dal ricercatore Giacomo Rizzolatti e dal suo team. Come indica il loro nome, questo tipo di cellule fa sì che una parte del cervello funzioni come uno specchio. I ricercatori lavoravano con delle scimmie e constatarono che le loro reazioni cerebrali erano simili quando realizzavano un’azione o quando osservavano qualcun altro nell’atto di compierla.

Questo meccanismo a “specchio” si verifica anche nel caso della pornografia. Chi osserva immagini di relazioni sessuali in un video, non le guarda con la consapevolezza di esserne estraneo. Le reazioni della sua mente e del suo corpo indicano che l’osservatore percepisce le immagini come se ne fosse il protagonista. In questo caso, il cervello non è in grado di distinguere tra realtà e immaginazione. Chi sta guardando un film porno non osserva il sesso, ma lo vive. Almeno, questo è quello che il suo cervello registra.

In uno studio realizzato dal Dr. Valerie Voon dell’Università di Cambridge, sono state paragonate le reazioni cerebrali di uomini dipendenti dalla pornografia e di un secondo gruppo che non aveva dipendenze. Anche il gruppo sano si eccitava guardando le immagini pornografiche, ma il gruppo dipendente aveva un grado di eccitazione di due volte superiore. Questo rende la dipendenza dalla pornografia paragonabile a quella dall’alcol o da altre droghe.

I rischi

La dipendenza è solo una delle possibili conseguenze di un consumo troppo elevato della pornografia. Nel caso delle persone che non soffrono di dipendenza, ha comunque effetti negativi.

Prima di tutto, i video porno presentano delle situazioni in gran parte fittizie. Vengono rappresentate tecniche, posizioni e situazioni sessuali che molto raramente corrispondono alla pratica comune. Per questo motivo, uno dei rischi della pornografia è che molti degli spettatori smettano di sentire eccitazione sessuale nelle situazioni reali.

Se paragonata a un film a luci rosse, la realtà può risultare deludente. E le capacità sessuali del partner possono essere molto inferiori a quella degli attori porno. Il cervello, quindi, domanderà stimoli più intensi per far sentire lo stimolo del desiderio sessuale.

La cosa più preoccupante è che la sessualità sta iniziando a orientarsi verso quello che alcune correnti psicologiche chiamano “l’atto puro”. Questa definizione si riferisce a quel tipo di azioni che esistono solo in quanto tali, senza che siano mosse da un vero senso, e, per questo motivo, diventano compulsive e soffocanti. Non lasciano spazio all’erotismo, nel senso più ampio del termine, ma puntano al solo atto sessuale, fisico e senza emozioni.

Chi fa spesso uso di siti porno diventa anche, poco a poco e in modo poco percettibile, una persona più solitaria. All’inizio si può cominciare con l’esplorare la pornografia in coppia, ma molte volte con il tempo questa diventa una pratica privata.

Forse per questo motivo, qualcuno ritiene che il nostro mondo sia abitato da esseri solitari e depressi, che rifuggono la realtà nascondendosi dietro uno schermo.

Immagine per gentile concessione di Camila Arango.

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