I traumi sono le ferite che ci accompagnano

· 20 Dicembre 2018

L’essere umano è vulnerabile; è ovvio, dunque, che i traumi segnino la sua vita. A volte, però, dimentica quanto può essere tenace. Come disse una volta Viktor Frankl, avere una reazione anomala di fronte a una situazione anomala è perfettamente normale, una risposta naturale che con il tempo ci permetterà di tirare fuori il lato più forte/resistente di noi stessi.

Molti psicologi e psichiatri ci ricordano che tutti noi subiremo un qualche evento avverso di maggiore o minore gravità per il quale non saremo pronti. La perdita di una persona cara, un incidente, la vista di qualcosa di scioccante o comunque dal forte impatto, una rapina, un disastro naturale o una qualche emergenza medica… I traumi fanno parte della nostra vita.

“La resilienza è la capacità di affrontare in maniera positiva le difficoltà coltivando le risorse che sono dentro di noi.”
-Anonimo-

Si tratta di situazioni che esercitano un forte impatto sul nostro cervello, poiché stimolano le aree cerebrali relazionate alla paura e alla sensazione di allarme e, poco dopo, tutto quello che ci circonda comincia a frammentarsi. La corteccia prefrontale, questa struttura che ci aiuta a pensare e a ragionare con chiarezza, perde forza, perde agilità e il nostro approccio mentale si fa più opaco, più torbido, facendoci sprofondare in uno stato di angoscia molto particolare.

Quando ciò accade e, sempre a seconda della gravità dell’impatto traumatico, il cervello non si riprende da un giorno all’altro. E neanche da un mese all’altro. Un cervello immerso in uno stato di stress postraumatico ha bisogno di diverso tempo per guarire, richiede sforzo e strategie adeguate per affrontarlo.

Come prima cosa, ci tornerà utile sapere che esistono alcune credenze erronee sui traumi, che dobbiamo assolutamente smentire e rimuovere per poter affrontare le situazioni difficili in modo ottimale. Vediamoli a seguire.

Cervello

Credenze erronee sui traumi

1. Un evento traumatico distrugge la vita

Quando un terapeuta inizia a lavorare con una vittima di abuso o aggressione, con una persona che sta vivendo un lutto, ecc., è solito sentir pronunciare la seguente frase: “sento che non sarò mai più felice”.

All’inizio risulta molto complicato per la persona riconoscere che il trauma ha una duplice natura. Da una parte, presenta una capacità distruttiva innegabile; dall’altra, riesce anche a trasformare l’individuo, per restituirlo alla vita con una tenacia maggiore, con migliori risorse personali.

Affrontare alcune avversità sulla propria pelle non condanna a un dolore eterno, a un ergastolo. Se cerchiamo risorse, sostegno e raggruppiamo la volontà e lo sforzo, il cervello potrà riprogrammarsi. La ferita non scomparirà, ma farà meno male e potremo condurre una vita migliore.

2. I traumi si presentano dopo eventi minacciosi

Se facciamo riferimento alla definizione fornitaci dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, un trauma è “quanto subentra a seguito dell’esperienza della morte di una persona cara, di una minaccia reale, di un’aggressione grave come una rapina, disastri ambientali, violenza sessuale o malattie che minacciano la propria vita“.

Bene, in realtà tale definizione presenta diverse sfumature. In primo luogo, un trauma non compare come “reazione” a questi eventi avversi in quanto tali, ma piuttosto come risultato dell’effetto emotivo e psicologico che ha sulla persona nello specifico. Inoltre, a volte uno stesso evento può causare traumi in alcune persone, ma non in altre.

Quando accade qualcosa di scioccante, la reazione non è immediata, e neanche la ferita è istantanea. Si presentano dopo, proprio quando la persona inizia a mettere in discussione la sua vita, la sua realtà e ciò che circonda le due cose.

Per esempio, pensiamo a una persona a cui è stato diagnosticano un tumore. Può darsi che inizialmente questa notizia in quanto tale sia già sufficiente per farci sentire sconfitti e traumatizzati. Tuttavia, per molte persone la cosa più scioccante non sempre è la malattia di per sé, ma non poter contare sul partner o su quelle persone che nei momenti più difficili smettono di esserci.

Donna con camicetta sbottonata e fiori

3. Un trauma è una malattia mentale

Spesso i traumi vengono considerati alla pari di malattie mentali. In realtà si tratta di una dinamica ben più profonda. Molti esperti, come lo psicologo Richard Tedeschi dell’Università della Carolina del Nord, preferiscono approcciarsi al disturbo da stress postraumatico in un altro modo.

Se trauma significa “ferita”, siamo dunque di fronte a qualcosa che è “rotto”. Per esempio, quando qualcuno cade o subisce un urto, può verificarsi la rottura di una o più ossa. Anche quando si subisce un trauma psicologico, si verifica una rottura, una lesione mentale che rende impossibile alla persona di essere quella di sempre. Chi ha un trauma è “psicologicamente lesionato”, e queste lesioni possono essere morali o affettive.

4. È possibile affrontare i traumi da soli

Viviamo ancora in una società nella quale si pensa che chi chiede aiuto è debole, che chi va dallo psicologo è pazzo e chi è forte e supera tutto non cade mai. Tuttavia, gli indici di suicidi sono allarmanti e chi in apparenza avrebbe potuto superare le difficoltà sorte, alla fine non è venuto a patti con la sua vita. I traumi ci distruggono dentro e nessuno, proprio nessuno, può correre per molto se ha l’anima rotta, la mente frammentata e il cuore corroso.

Una delle credenze più erronee sui traumi è senz’altro sostenere che è meglio dimenticare piuttosto che affrontare, che un atteggiamento forte farà svanire qualsivoglia dolore. Smettiamo di credere a tali idee, che ci spingono su un sentiero disperato e senza via d’uscita.

Ragazza circondata da nuvole

I traumi non meritano di farci diventare persone che non vogliamo essere. Possiamo smettere di sentirci prigionieri, meritiamo un’esistenza più degna e libera da questi pesi del passato che confondono il nostro presente. Cerchiamo aiuto, lavoriamo attivamente su questa realtà interiore che è ancora lesionata e diamoci l’opportunità di trasformarci, di curarci e di vivere appieno.